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Gli effetti dei cambiamenti climatici in montagna

5 Gen 2018 - 20:30

Tonadico (TN)

Un incontro dove una comunità integrata sostenibile si interroga, soprattutto per quanto riguarda i territori in alta quota. La sede della Comunità di Primiero, a Tonadico (TN), ospiterà domani alle 20.30 la presentazione del nuovo volume della Collana editoriale “Quaderni del Parco”, giunta alla tredicesima edizione, dal titolo “Cambiamenti climatici: effetti sugli ambienti di alta montagna”.

Dagli inizi del Novecento il Comitato Glaciologico Italiano svolge un’azione di monitoraggio sullo stato di salute dei ghiacciai e numerosi studiosi si sono succeduti nel loro controllo periodico: da Eduard Richter a Olinto Marinelli, Giulio Vianello e Bruno Castiglioni, tutti hanno certificato uno stato di salute precario. E negli ultimi anni la situazione si è aggravata.

Nel volume è descritto quello che sta accadendo sulle Alpi, in particolare nel Gruppo delle Pale di San Martino, emerso dai rilievi effettuati nel 2017 sui ghiacciai della Fradusta e del Travignolo.

Il nuovo “Quaderno” del Parco, che contiene immagini, cartografie e grafici, è curato da Erwin Filippi Gilli, dottore in Scienze forestali, che dal 1994 si occupa di effettuare le rilevazioni per il Comitato Glaciologico della Società degli Alpinisti Tridentini e segue l’area delle Pale di San Martino di Castrozza.

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Ogni gruppo montuoso ha avuto il proprio apparato glaciale di dimensioni assai variabili: i ghiacciai hanno subito naturali incrementi e decrementi di superficie e volume nelle diverse ere geologiche.
L’ultimo incremento, a causa di un abbassamento delle temperature, è durato per 550 anni circa, interessando l’arco alpino tra il 1300 ed il 1850.
Questo periodo, conosciuto come Piccola Età Glaciale (Little Ice Age – LIA in lingua anglosassone), ha favorito l’espandersi dei ghiacciai anche nel gruppo delle Pale di San Martino ed il formarsi di ammassi di ghiaccio.

Con l’innalzamento delle temperature registrato ora, gli ammassi secondari come i ghiacciai del Focobon, delle Ziroccole, della Val di Strut o della Val dei Cantoni sono ormai quasi scomparsi mentre i principali, la Fradusta, misurato a più riprese già a partire dal 1888, il Travignolo e la Pala di San Martino cercano di resistere all’innalzamento della temperatura che ne sta lentamente erodendo gli spessori e le superfici.

Una parte del volume descrive, infine, l’Altipiano delle Pale: l’idrogeologia, dove fluisce l’acqua di fusione dei ghiacciai, il “Progetto Doline”, quei siti freddi che, in particolari condizioni, registrano temperature prossime od inferiori ai meno 40°C, la vegetazione delle morene, che lambiscono la Fradusta ed il Travignolo, e la fauna.

In territori come questo, dunque, è importante evidenziare la presenza di problemi ambientali per rilevare lo stato degli effetti dei cambiamenti climatici.

 

 

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