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Agricoltura conservativa

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Una ricerca commissionata da ECAF (Federazione Europea per l’Agricoltura Conservativa) dimostra che i coltivatori europei potrebbero eliminare quasi 200 milioni di tonnellate di CO2 dall’atmosfera – che equivarrebbe a chiudere 50 centrali carboelettriche – semplicemente rinnovando le pratiche agricole. La relazione, un’analisi approfondita dei terreni europei potenzialmente convertibili all’agricoltura conservativa, mostra come il cambiamento eliminerebbe dall’atmosfera le emissioni equivalenti a oltre un quinto dell’impegno totale alle riduzioni di emissioni dai settori non soggetti a ETS entro il 2030 secondo l’accordo di Parigi. In particolare l’Italia potrebbe ridurre di 10.930.966 di tonnellate le emissioni entro il 2030 (-33% rispetto all’attuale).

Il Professor Rodolfo Santilocchi, Professore Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee presso Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali Università Politecnica delle Marche e uno tra i fondatori di AIGACoS (Associazione Italiana per la Gestione Agronomica e Conservativa del Suolo), da 35 anni studioso di questa pratica agricola, afferma che l’agricoltura conservativa rappresenta oggi il sistema di produzione agricola maggiormente sostenibile del comparto, soprattutto per le aree collinari.

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