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Le nuove frontiere dell’automazione in edilizia

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Giovedì 22 giugno si apre la due giorni di REbuild a Riva del Garda. Tema centrale della sesta edizione l’edilizia off-site, quella che sposta la produzione dal cantiere alla fabbrica per rendere il processo più efficiente nei tempi, nei costi e nel risultato. Un processo meglio strutturato e organizzato, la necessità di un cambio culturale, con un occhio alle nuove frontiere dell’automazione e della robotica che non deve spaventare. Thomas Bock, professore alla Technische Universitat di Monaco, dimostrerà come dalla sua esperienza i robot non necessariamente sono un pericolo per il lavoro dell’uomo. «Il Giappone ha il maggior numero di robot e la disoccupazione più bassa. I robot dovrebbero sostituire l’uomo nei lavori ripetitivi o monotoni e nelle fasi più pericolose. In questo modo non si sottrae lavoro all’uomo e si ottiene un risultato ottimale in tempi più brevi. Se i robot non verranno utilizzati, la qualità della costruzione andrà peggiorando, incidendo anche sulla tempistica e sui costi. L’aeroporto di Berlino ne è un esempio, non è ancora finito e sono stati superati i 5 miliardi di euro». L’investimento peraltro non è solo per poche grandi realtà. Un robot a buon mercato costa intorno ai 15mila euro, una cifra che anche una piccola realtà può permettersi.

rebuild«L’edilizia 4.0 evidenzia quanto in architettura era già noto: un progetto dall’alto valore architettonico, portatore di bellezza, non ha costi aggiuntivi – ha detto Thomas Miorin, ideatore di REbuild –. Attraverso l’edilizia che si ibrida, tramite il digitale, con la manifattura possiamo innestare bellezza, qualità e prestazioni in modalità e con costi che prima erano impossibili. Anche per materiali tradizionali come il cemento, per esempio, esistono processi in grado di personalizzarne l’aspetto esterno e di includere nuove funzioni come l’assorbimento di inquinanti al fine di rigenerare l’aria che respiriamo».

Costruzioni dunque belle ma anche sane, perché la salubrità è il nuovo green, anche per Saint-Gobain. «Nel mondo industrializzato trascorriamo oltre il 90% del tempo in ambienti chiusi; vivere in ambienti confortevoli a casa o al lavoro è fondamentale per il nostro benessere – ha puntualizzato Giulio De Gregorio, direttore generale di Saint-Gobain Italia. La creazione di spazi di vita confortevoli e il miglioramento della vita quotidiana rappresentano per Saint-Gobain asset imprescindibili sui quali si fonda la mission del Gruppo. La vocazione del nostro Gruppo è quindi progettare il comfort che risponda ai bisogni individuali di oggi, facendolo in modo sostenibile per raccogliere le sfide di domani. La sostenibilità va oltre il green. Per Saint-Gobain essere sostenibili vuol dire contribuire a realizzare, attraverso i propri prodotti, edifici sostenibili, gestire in maniera eco-responsabile i siti produttivi e avere politiche di sostenibilità che coinvolgano i dipendenti e le comunità locali».

Leggi qui il programma.

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