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Trentino e.mobility

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La Provincia autonoma di Trento adotta in via preliminare il Piano Provinciale per la mobilità elettrica (PPME). Si vogliono ridurre le emissioni di gas serra e, in particolare, quelle inquinanti attribuibili al settore dei trasporti (CO2, PM10, PM2.5, NO2, ecc.) nonché impiegare in modo razionale l’energia puntando all’uso di fonti rinnovabili. Il PPME con un investimento di 21 milioni di euro si può inquadrare come una parte fondamentale del più generale piano della mobilità sostenibile che sarà oggetto di discussione in consiglio provinciale con la trattazione del Disegno di legge sulla Pianificazione e gestione degli interventi in materia di mobilità sostenibile.

Alla base della strategia del Piano sta il cambiamento delle modalità abituali di spostamento, soprattutto nei centri urbani, attraverso l’applicazione di soluzioni sostenibili, nel rispetto dell’ambiente, della salute, del clima, della sicurezza, volte a migliorare la qualità di vita dei cittadini presente e futura. La percentuale di spostamento con il mezzo proprio dovrà impattare il meno possibile, per cui la Provincia sosterrà gli interventi per la modifica dell’alimentazione dei veicoli. Questo è un ulteriore tassello che va ad integrare le azioni già messe in campo sul fronte sia del parco macchine pubblico, già avviato alla conversione graduale verso mezzi meno inquinanti, sia del trasporto pubblico locale; va ricordato a questo proposito che il biometano prodotto da BioEnergia Trentino sarà utilizzato dalla Trentino Trasporti per alimentare, appunto, gli autobus cittadini che funzioneranno con metano rinnovabile, sostituendo quindi il metano fossile attualmente in uso: è il primo progetto in Italia, che anticipa e valorizza le normative europee sull’utilizzo delle fonti rinnovabili per i trasporti, attivando un sistema di economia circolare a tutto vantaggio dell’ambiente e dei cittadini.

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In campo ci sono molteplici azioni che permetteranno di mettere in luce i vantaggi dell’utilizzo di una mobilità elettrica negli spostamenti quotidiani di tutti noi, a partire dagli incentivi e dai contribuiti che la Provincia ha deciso di stanziare e adottare. Sarà sviluppata la rete infrastrutturale di ricarica su tutto il territorio favorendo la facilità di accesso con sistemi di pagamento aperti e garantendo uniformità nella distribuzione su tutto il bacino provinciale. È previsto un maggior numero di colonnine di ricarica, che attualmente in provincia sono 65, ma che già alla fine dell’anno prossimo potrebbero essere quasi 400, nel 2025 i punti di ricarica per le auto elettriche dislocati sul territorio potrebbero arrivare a 2500. È prevista infine anche l’implementazione e potenziamento delle stazioni di e-Bike sharing per il miglioramento degli spostamenti dell'”ultimo miglio”.

Grazie agli incentivi provinciali, ad esempio, aumenterà il numero delle cosiddette “wallbox” ovvero ricariche elettriche domestiche con un costo dell’energia agevolato. Sono previsti contributi pubblici per l’acquisto di veicoli elettrici, ai quali si ipotizza l’aggiunta di un ulteriore incentivo da configurarsi come sconto da parte dei concessionari coi quali la Provincia si è proposta di stipulare a breve delle convenzioni, che porteranno ad un incremento dagli attuali mille veicoli elettrici immatricolati in Trentino a fine 2016 a oltre 11mila: uno ogni 45 abitanti. Esenzione dal pagamento della tassa proprietà per cinque anni e poi riduzione del 75% per i successivi. Altri incentivi economici, che portano a poco meno di 21 milioni di euro l’ammontare complessivo delle risorse pubbliche che si andranno ad investire, riguardano l’acquisto delle bici e scooter elettrici.

 

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