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Eolico, oro italiano

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L’energia eolica ha un potenziale (sino al 2030) di 17 mila megawatt con una produzione in grado di superare i 36 terawattora. Lo sostiene l’associazione nazionale energie del vento, Anev, nel suo ultimo studio intitolato “Il contributo dell’eolico italiano per il raggiungimento degli obiettivi al 2030”. Se le stime fatte dall’Anev fossero confermate, l’eolico sarebbe in grado di far risparmiare circa 50 milioni di barili di petrolio, con un risparmio di CO2 emessa nell’atmosfera pari a circa 25 milioni di tonnellate, contribuendo in maniera consistente al raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici fissati al 2030.

Secondo Anev «L’eolico non comporta trivellazioni, estrazioni, raffinazioni o costruzioni di oleodotti. Non produce emissioni dannose per l’atmosfera come la CO2 o altri gas serra. Inoltre, non comporta una variabilità nel costo dell’energia, rappresentando un’innovazione tecnologica dall’alto potenziale energetico. Non produce rifiuti radioattivi, non consuma combustibili, ha impatto minimo sulla fauna avicola, riduce la dipendenza energetica e l’importazione di materie prime e porta benefici alla bilancia commerciale».

Le prospettive positive non sono solo italiane, secondo il Global Wind Energy Council (GWEC). La capacità produttiva del settore eolico mondiale aumenterà del 65% fra il 2016 e il 2021, da 478 gigawatt (GW) fino a oltre 800. A trainare la crescita sarà la Cina, seguita da India, Brasile, Argentina, Uruguay e Cile. Grande sviluppo per l’eolico anche in Africa, con Kenya, Sudafrica e Marocco. L’Europa resterà leader dell’eolico offshore, con i prezzi dell’energia sempre più convenienti, ma progressi si avranno anche in Nordamerica e Asia.Eolico-FG-1-Canistro-30

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