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Doppie colture per il biometano

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È passato il tempo del maggese, in nome della produzione di biogas. L’Italia si sta affermando come principale produttore di biomasse in agricoltura, quarta al mondo dopo Germania, Cina e Stati Uniti, con una potenza elettrica installata di oltre 1000 megawatt (equivalenti a 2,4 miliardi di metri cubi di gas naturale). Il modello e disciplinare di produzione promosso dal Consorzio Italiano Biogas, denominato Biogasdoneright® (Biogasfattobene) è un esempio mondiale.

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Piero Gattoni, presidente Cib Biogas Italy

Durante la terza edizione di Biogas Italy – “L’alba di una rivoluzione agricola”, l’evento annuale del CIB, Consorzio Italiano Biogas, svoltosi a Roma durante gli Stati generali del settore, è stato presentato lo studio condotto da Ecofys, società internazionale leader nella consulenza energetica e climatica, in collaborazione con l’Università di Wageningen (Paesi Bassi) e con il CRPA, Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia, e la decisione di 5 docenti internazionali di costituirsi in un team che valuterà l’esportabilità del modello del Biogasdoneright®, ovvero i professori Jorge Hilbert dell’INTA Argentina, Jeremy Woods dell’Imperial College di Londra, Tom Richard della Penn State University (USA) e Kurt Thelen della Michigan State University (USA), coordinati da dal professor Bruce Dale della Michigan University.

Il modello italiano si basa sul criterio delle doppie colture: una coltura invernale denominata di copertura viene aggiunta a quella convenzionale del periodo estivo, senza necessità di irrigazione o fertilizzazione aggiuntiva, grazie alle condizioni di umidità favorevoli. L’utilizzo di doppie colture con tecniche agronomiche innovative come la minima lavorazione, la fertirrigazione ed il precision farming  è un modello che può essere diffuso vantaggiosamente anche in altre regioni. La pratica attualmente già applicata da molti agricoltori italiani. Ecofys ha incentrato la sua indagine su un caso studio in Nord Italia, dove viene coltivato mais da insilare come coltura estiva dedicata al foraggio, e triticale, sempre da insilare come coltura di copertura invernale da destinare al digestore. Il digestato, il prodotto finale della digestione anaerobica ricco di nutrienti, ritorna al suolo.

 

Il biogas e il biometano prodotti sono carbon negative, come emerge da un’analisi di ciclo di vita (LCA) condotta dal CIB con il supporto del CRPA su un campione di quattro impianti di digestione anaerobica. Dallo studio emerge che l’elettricità prodotta dagli impianti sotto esame genera emissioni clima alteranti prevalentemente negative, in un range da -335 a 25 g CO2eq per kWh. L’elettricità prodotta oggi nell’Unione Europea (UE) ha emissioni pari a 752 g CO2eq per kWh distribuito all’utilizzatore. Il biometano, invece, ha emissioni che stanno in un range da 10 a -36 g di CO2eq per MegaJoule (MJ), mentre quello prodotto da un impianto convenzionale (non da Biogasfattobene) è di 34g CO2eq per MJ. Il gas naturale in UE produce 72 g CO2eq per MJ, mentre il combustibile fossile di riferimento in UE genera 115 g CO2eq per MJ.

 

Ecofys ha dimostrato che l’utilizzo di doppie colture è un modello economico interessante che può essere diffuso vantaggiosamente anche in altre regioni. Ha stimato, inoltre, che il potenziale di risparmio economico e di opportunità per i territori possono essere significativi. Un potenziale ancora maggiore si può prevedere se si tiene conto anche di altre combinazioni di colture in rotazione. Gli esperti raccomandano, dunque, uno studio più dettagliato sul potenziale delle colture in rotazione in Europa e anche in altri territori.

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