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Sostenibilità Italia

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Si produce di più usando meno risorse. In Italia sta avvenendo questo, con rilento ma con un andamento in linea con molti altri Paesi. Secondo l’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano curata dall’Enea nel 2016 è cresciuto il Pil e sono calati i consumi energetici e le emissioni. Nei primi nove mesi dell’anno infatti le fonti rinnovabili non programmabili (eolico e fotovoltaico) hanno coperto il 14% della domanda di energia elettrica nazionale, mentre nello stesso periodo sono calati i consumi di energia primaria (-2%) e delle emissioni di CO2 (-3%). La quota di energia elettrica prodotta da tutte le fonti green si conferma intorno al 41%. L’anno scorso le emissioni si sono ridotte del 29% rispetto al 2005, in linea con gli obiettivi della Strategia energetica nazionale (Sen) e con quelli in discussione per il 2030.

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L’analisi dell’Enea rileva anche che l’indice Ispred ha registrato un miglioramento delle condizioni di sicurezza energetica, di prezzi dell’energia e di decarbonizzazione in Italia, raggiungendo il livello 0,62, il massimo degli ultimi cinque anni. Un risultato però a doppia valenza: la riduzione delle emissioni di anidride carbonica è stata più forte di un peggioramento dell’indice relativo ai prezzi dell’energia.

Secondo Anie Rinnovaaniebili nel 2016 si ha avuto un complessivo miglioramento delle rinnovabili grazie al contributo positivo dato da eolico (+54%) e idroelettrico (+11%). La nuova potenza fotovoltaica installata nei primi 10 mesi del 2016 è in crescita (+26% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), soprattutto in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna (mentre i decrementi maggiori si sono registrati in Liguria, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta). La potenza dei nuovi impianti eolici installati in Italia è in diminuzione del 22% nei primi dieci mesi del 2016 (con il 99% della potenza connessa localizzata nelle regioni del Sud), mentre il comparto idroelettrico vede ridursi del 32% la nuova potenza installata; in questo caso le regioni che hanno registrato il maggior incremento di potenza rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Sicilia e Valle d’Aosta.

 

L’Istat nell’aggiornamento dell’Annuario statistico italiano, il documento che offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione su 24 settori, dalla territorio alla finanza, dedica un capitolo ad ambiente ed energia, dove evidenzia che l’import netto 2014 ha coperto il 75,9% del consumo interno lordo, di fronte ad una media europea del 53,5%. Il dato tuttavia è in progressivo calo dal 2009 quando segnava oltre l’80%. Ed è in calo a fronte di un profilo medio Ue 28 stabile e in controtendenza rispetto a paesi quali la Germania e, soprattutto, il Regno Unito. Nel periodo 2009-2014, il rapporto tra produzione totale di energia primaria e consumo interno lordo di energia primaria è cresciuto dal 18,2 per cento al 24,4 per cento, mentre nella media dell’Ue 28 è restato sostanzialmente stabile.

 

 

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