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I traguardi sostenibili del 2030

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L’Istat ha presentato il primo set di 95 indicatori italiani, relativi a 66 dei 241 indicatori scelti dall’Inter-Agency Expert Group delle Nazioni unite per misurare il progresso verso i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Si è avviata quindi la costruzione di una mappatura metodologicamente consistente, da integrare insieme ai diversi attori istituzionali, per il follow-up, la condivisione delle informazioni, la definizione e l’implementazione degli indicatori per il monitoraggio degli obiettivi. Riguardo ai 95 indicatori relativi a 66 indicatori la metà, 46 indicatori, coincide con quelli definiti in sede internazionale, 39 sono simili o parziali, 10 sono integrati con altri indicatori “di contesto” per fornire ulteriori elementi utili alla comprensione e al monitoraggio del target.

goals

In particolare diamo risalto a tre dei 17 Obiettivi sostenibili delle Nazioni unite:

L’Obiettivo 7 Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderniparla di:

  • Garantire entro il 2030 accesso a servizi energetici che siano convenienti, affidabili e moderni;
  • Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia;
  • Raddoppiare entro il 2030 il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica;
  • Accrescere entro il 2030 la cooperazione internazionale per facilitare l’accesso alla ricerca e alle tecnologie legate all’energia pulita – comprese le risorse rinnovabili, l’efficienza energetica e le tecnologie di combustibili fossili più avanzate e pulite – e promuovere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie dell’energia pulita;
  • Implementare entro il 2030 le infrastrutture e migliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati in via di sviluppo senza sbocco sul mare, conformemente ai loro rispettivi programmi di sostegno

Entro il 2030 l’Obiettivo 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” vuole:

  • Garantire a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, sicuri e convenienti e ai servizi di base e riqualificare i quartieri poveri;
  • Garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani;
  • Potenziare un’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificare e gestire in tutti i paesi un insediamento umano che sia partecipativo, integrato e sostenibile;
  • Potenziare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo;
  • Ridurre in modo significativo il numero di decessi e il numero di persone colpite e diminuire in modo sostanziale le perdite economiche dirette rispetto al prodotto interno lordo globale causate da calamità, comprese quelle legate all’acqua, con particolare riguardo alla protezione dei poveri e delle persone più vulnerabili;
  • Ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città, prestando particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti urbani e di altri rifiuti;
  • Fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili;
  • Supportare i positivi legami economici, sociali e ambientali tra aree urbane, periurbane e rurali rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale;
  • Aumentare considerevolmente il numero di città e insediamenti umani che adottano e attuano politiche integrate e piani tesi all’inclusione, all’efficienza delle risorse, alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla resistenza ai disastri, e che promuovono e attuano una gestione olistica del rischio di disastri su tutti i livelli, in linea con il Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2030;
  • Supportare i paesi meno sviluppati, anche con assistenza tecnica e finanziaria, nel costruire edifici sostenibili e resilienti utilizzando materiali locali.

L’Obiettivo 13 “Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico” vede come traguardi:

  • Rafforzare in tutti i paesi la capacità di ripresa e di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali;
  • Integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali;
  • Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale per quanto riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento, la riduzione dell’impatto e l’allerta tempestiva;
  • Rendere effettivo l’impegno assunto dai partiti dei paesi sviluppati verso la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, che prevede la mobilizzazione – entro il 2020 – di 100 miliardi di dollari all’anno, provenienti da tutti i paesi aderenti all’impegno preso, da indirizzare ai bisogni dei paesi in via di sviluppo, in un contesto di azioni di mitigazione significative e di trasparenza nell’implementazione, e rendere pienamente operativo il prima possibile il Fondo Verde per il Clima attraverso la sua capitalizzazione;
  • Promuovere meccanismi per aumentare la capacità effettiva di pianificazione e gestione di interventi inerenti al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari in via di sviluppo, con particolare attenzione a donne e giovani e alle comunità locali e marginali.

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