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Ambiente urbano ancora poco green

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Solo un capoluogo di provincia su 4 ha l’obbligatoria zonizzazione acustica, solo un terzo dei capoluoghi di provincia in Italia (43 su 118) ha un piano urbano di mobilità, metà dei 100 capoluoghi che misurano il rumore sono fuori norma, le dispersioni degli acquedotti superano il 20% in 4 città su 5 e 13 capoluoghi hanno razionato la fornitura, e per quando riguarda la mobilità sostenibile si dispone di 38,1 m2 di aree pedonali per 100 abitanti, 13 stalli ogni 1.000 auto nei parcheggi di scambio, 20,2 km per 100 km2 di piste ciclabili. 66 città hanno istituito Zone 30, altre 103 la Ztl. Un’immagine non troppo edificante quella del rapporto Istat Ambiente Umano 2015, anche se alcuni segnali positivi ci sono. L’edilizia sostenibile per esempio vede 63 città ottenere la certificazione energetica per parte del patrimonio e 19 (tra cui Torino, Bologna, Roma, Bari e Cagliari) possiedono edifici certificati in classi A. La riqualificazione energetica è applicata da 78 comuni.

E ancora qualche buona notizia: hanno effettuato “acquisti verdi” 26 città, con applicazione di almeno un criterio ambientale minimo per tutte le forniture di beni o servizi, 24 comuni promuovono il rinverdimento di aree di nuova edificazione e 22 la conservazione del patrimonio arboreo nelle pertinenze di edifici esistenti. Offrono in gestione orti urbani 64 capoluoghi (+27,3% di superficie in 4 anni); 42 hanno piantato un albero per ogni nuovo nato e 30 assegnano la manutenzione di aree verdi ad associazioni o cittadini.

Per quanto riguarda l’energia pulita 107 comuni capoluogo possiedono impianti fotovoltaici, 9 idroelettrici e 17 geotermici. 31 comuni dispongono di pompe di calore ad alta efficienza, 81 di propri impianti solari termici, 22 a biomasse/biogas. Il teleriscaldamento è presente in 36 capoluoghi. 76 città applicano almeno tre misure di prevenzione e riduzione dei rifiuti, tra le più frequenti: incentivi al compostaggio domestico; mercatini dell’usato e punti di scambio; punti di approvvigionamento di acqua potabile di qualità in spazi pubblici. Sono attivi quasi ovunque la raccolta porta a porta (114 città), il ritiro su chiamata dei rifiuti ingombranti (113) e le isole ecologiche (106). Dispongono di stazioni mobili per il conferimento diretto 44 città mentre 99 applicano la raccolta dei rifiuti abbandonati.

Nella figura: l’orientamento delle amministrazioni cittadine alla gestione sostenibile e alla smartness, temi da alcuni anni al centro dell’agenda politica1, si può descrivere raggruppando gli indicatori dell’indagine “Dati ambientali nelle città” (rilevati per otto tematiche: Acqua, Aria, Eco-management, Energia, Mobilità, Rifiuti, Rumore, Verde urbano), in sei dimensioni di analisi: due riferite specificamente alla sostenibilità, due alla smartness e due trasversali.

Leggi il Rapporto completo Ambiente Urbano: gestione eco sostenibile e smartness

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