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Economia circolare all’italiana

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Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha un Piano di azione in quattro punti per favorire la transizione verso l’economia circolare, un nuovo modello di sviluppo per l’Italia che coniughi competitività, innovazione e sostenibilità ambientale. Si tratta di un “manifesto programmatico” presentato lo scorso 24 novembre durante il convegno “Innovazione e competitività: la via italiana alla circular economy“, che prevede:

  1. La creazione di un’Agenzia nazionale per l’uso efficiente delle risorse sull’esempio di Germania, Giappone e Stati Uniti;
  2. La semplificazione normativa con un focus specifico sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti;
  3. Sinergia tra PA, ricerca e imprese;
  4. Il trasferimento di tecnologie per l’innovazione del sistema produttivo nazionale.

Secondo Enea l’Italia è pronta Stampaper una transizione verso un’economia circolare che garantirebbe una crescita economica sostenibile e nuovi posti di lavoro in chiave green, proponendosi come possibile ente per ricoprire questa funzione di Agenzia nazionale. Un modello di sviluppo basato sull’economia circolare potrebbe creare oltre 500 mila nuovi posti di lavoro, con importanti benefici per l’ambiente e il sistema produttivo. A livello internazionale la Commissione europea stima che l’eco-progettazione, la riduzione della produzione di rifiuti e il loro riutilizzo possono generare risparmi pari a 600 miliardi di euro per le imprese (l’8% del fatturato annuo) e ridurre le emissioni di gas serra di 450 milioni di tonnellate l’anno.

 

Per circular economy non si intende solo la sostenibilità ambientale, la raccolta differenziata e riciclo, ma anche la rivalorizzazione dell’intero ciclo di vita e di utilizzo dei prodotti, capace di offrire nuove scelte per i consumatori finali attraverso nuovi modelli di business e di creazione di valore. Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentati della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, di associazioni come Confindustria, ABI e Legambiente e di grandi aziende quali Barilla, Costa Crociere, Enel e Gruppo Intesa Sanpaolo.

Informazione completa su ENEAinform@

 

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