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Utilities: strategie e prospettive economico-finanziarie

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Generazione distribuita, rinnovabili, sviluppo dell’efficienza energetica, customer-centricity oramai non sono più una minaccia ma rappresentano un’opportunità per le utilities italiane ed europee. Le imprese hanno metabolizzato i cambiamenti in atto e stanno adottando strategie di successo per aggredire un mercato sicuramente diverso dal passato ma in netta ripresa.

Queste le principali indicazioni che emergono dagli studi Agici sulle utilities leader in Italia e in Europa, realizzati nell’ambito dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities giunto alla sua XVI edizione.

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In particolare, dai rapporti Agici si ricava che in Italia, dopo un periodo post-crisi finanziaria globale che ha portato molte aziende a registrare pesanti perdite, finalmente nel 2015 quasi tutti i player sono tornati in utile. Le prospettive per il 2016 e 2017 sono positive.

Ecco in sintesi gli elementi salienti risultanti dall’ analisi delle strategie e delle performance economico-finanziarie dei dieci maggiori player italiani nei settori elettricità, del gas, idrico e i dei rifiuti nonché di 40 gruppi europei.

Il mercato e le strategie delle imprese
Efficienza nella gestione.
Più del 75% delle aziende analizzate sta diventando “business efficient” tagliando i costi. Questa strada, intrapresa dalla maggior parte delle aziende del gas e dell’elettricità, è ora seguita anche dalle Oil&Gas, a causa del crollo dei prezzi del petrolio.

Ristrutturazioni organizzative. Circa il 50% delle aziende sta effettuando ristrutturazioni organizzative radicali per poter affrontare i cambiamenti di mercato futuri. (es.E.ON e RWE).

Investimenti. Previsti investimenti complessivi per 658 miliardi di euro entro il 2019. Le priorità sono le rinnovabili e gli investimenti in attività regolate (reti elettriche e gas).

Crescita internazionale. L’espansione geografica delle aziende sta avvenendo principalmente in Nord America (43%), a causa del declino del mercato Europeo.

Strategie di marketing. Le strategie di marketing delle aziende considerate si stanno concentrando sull’estensione dell’offerta: servizi idraulici, riparazioni, efficienza energetica.

Prosegue il consolidamento del mercato. Nel 2015 si sono registrati deal per un controvalore pari a 82 miliardi di euro a livello europeo e per 6 miliardi di euro in Italia.

Venture Capital. L’attività di Corporate Venture Capital (CVC) sta diventando sempre più importate, tanto che alcune aziende hanno sviluppato proprie unità interne che si occupano di investimenti in nuove tecnologie. Le aziende analizzate hanno stanziato fondi per il CVC pari a 1,5 miliardi di €.

Le prospettive economico-finanziarie
Le multiutility italiane.
Dopo un calo degli utili aggregati per due esercizi consecutivi (2013 e 2014), gli utili delle multiutility sono attesi crescere nuovamente nel 2015 (+ 350 milioni di euro). Dal biennio 2016-2017 sono previsti ulteriori risultati in rialzo, fino a superare i valori pre-crisi (750 milioni di Euro).

Gruppi energetici italiani. Dopo un 2014 difficile, gli utili di ENI ed Enel tornano a crescere nel 2015 (+ 3 miliardi di euro) e, secondo le stime degli analisti, tale tendenza sembra confermarsi al 2017 (+ 2 miliardi di € rispetto al 2015). I gruppi energetici “minori”, dopo un 2013 drammatico (-700 milioni di euro di perdita complessiva) e un 2014 difficile ma in miglioramento, tornado finalmente in utile nel 2015 (131 milioni di euro l’utile complessivo).

Le imprese italiane dell’idrico. Il ruolo dell’AEEGSI si conferma cruciale per le imprese del settore. Nel 2013 tutte le imprese del comparto hanno registrato un fortissimo incremento degli utili, più che triplicati (da 38 milioni di euro a 169 milioni); nel 2014e 2015 si registra un lieve calo ma le performance sono comunque molto superiori al periodo pre-regolatorio dell’AEEGSI: oltre 100 milioni di utile complessivo contro una media pre-AEEGSI di meno di 50 milioni di euro .

Le imprese italiane attive nei rifiuti. Il comparto dei rifiuti conferma i risultati negativi anche nel 2014 (- 7 milioni di euro), registrando il quarto esercizio consecutivo di perdita. Le prospettive per gli anni a venire non sono positive

Grandi gruppi energetici europei. Anche per i grandi gruppi europei il 2015 sembra essere un ano positivo. Gli utili delle grandi aziende Gas&Power passano dai complessivi 17 miliardi di € nel 2014 a 31 miliardi nel 2015. I player Oil&Gas battono la discesa del prezzo del petrolio: nel 2015 gli utili complessivi ammontano a 70 miliardi di euro contro i 58 miliardi del 2014.

Energheia_Magazine_Andrea_Gilardoni_Agici“La crisi delle utilities italiane ed europee sembra essere oramai alle spalle. Una nuova consapevolezza dei cambiamenti di mercato da parte dei manager sta facendo sì che queste imprese finalmente sfruttino opportunità di business enormi ma finora sostanzialmente ignorate”, commenta Andrea Gilardoni, Presidente di AGICI e fondatore dell’Osservatorio. “Efficienza energetica, digitalizzazione dell’offerta, sviluppo di reti locali e intelligenti, elettrificazione dei paesi in via di sviluppo e stoccaggio dell’energia sono solo alcuni dei servizi in cui le utilities si stanno finalmente lanciando, spesso con successo. In questo senso la nuova prospettiva globale disegnata dagli accordi di COP21 è un ulteriore, potente, propulsore”, continua Gilardoni. “Gestire questi nuovi business richiede competenze innovative, risorse finanziarie e, necessariamente, una dimensione adeguata. È quindi imperativo, per cogliere ancor di più e ancor meglio le opportunità di business, una rinnovata spinta verso le aggregazioni delle utilities italiane”.

Sistema elettrico: il nuovo modello di gestione spinto dalla generazione distribuita
Lo sviluppo della generazione distribuita, l’evoluzione della tecnologia dei microsistemi di accumulo e la prevista crescita del mercato dell’auto elettrica sono fenomeni in crescita nel nostro paese che impongono l’evoluzione in senso digitale delle modalità di gestione della rete elettrica, dalle prime fasi progettuali alla sua gestione operativa: è questo, secondo Accenture, il principale fenomeno da cogliere in Italia nel mondo delle Utilities, per garantire la crescita e l’efficienza del sistema elettrico e creare nuove opportunità di business con l’evoluzione delle Smart Grid verso un sistema “2.0”.

Secondo stime Accenture – che accompagnano la presentazione dell’Osservatorio di Agici 2016 – lo scenario al 2020 per le tecnologie di produzione distribuite e prosumers (consumatori che sono al tempo stesso produttori di energia) vede un raddoppio degli impianti cogenerativi di potenza inferiore ai 25MW, la crescita tra il 2,5% e il 5,5% degli altri impianti a fonti rinnovabili, il raddoppio dei prosumer dagli attuali 600.000 e l’incremento significativo della diffusione delle auto elettriche (7 volte il parco attuale).

Questo scenario in trasformazione avrà un impatto rilevante sulle reti di distribuzione, maggiormente interessate dallo sviluppo della generazione distribuita e del mercato dell’auto elettrica, determinando l’evoluzione dell’attuale catena del valore. Si tratta di un’opportunità che, secondo Accenture, il settore delle Utilities è chiamato a cogliere innovando l’attuale filiera, abilitando lo sviluppo di nuovi modelli di business e l’evoluzione del tradizionale ambito di intervento, consentendo al contempo agli utenti finali di accedere con maggior trasparenza e immediatezza al mercato dell’energia.

L’analisi di Accenture disegna un prossimo futuro in cui la Smart Grid 2.0 sarà caratterizzata dalla diffusione sulla rete elettrica (sia di trasmissione, sia di distribuzione) di sistemi “intelligenti” e “connessi”, aderenti al modello dell’Internet of Things (IoT): il mondo della distribuzione elettrica sarà infatti gestito con sistemi di monitoraggio e controllo aderenti a standard e protocolli aperti, basati su sistemi di Data Management e su soluzioni di Advanced Analytics, capaci di valorizzare l’ampio patrimonio informativo generato dai sistemi diffusi sulla rete, ma anche protetti da modelli e sistemi di Cyber Security specifici per le smart grid.

Le utilities dovranno essere in grado di coniugare questo upgrade tecnologico con nuovi meccanismi di mercato andando a modificare strategie, processi e capitale umano: la nascita di nuovi processi e responsabilità metterà in campo infatti nuove figure professionali con un set di competenze fondamentali da sviluppare sia nell’ambito delle funzioni di business, sia nei ruoli chiave dell’Information Technology. Quest’ultimo diventerà infatti un partner strategico nel supportare la trasformazione digitale.

Anche il ruolo del regolatore, evidentemente, rivestirà una importanza cruciale per supportare la spinta innovativa in questo ambito e i meccanismi di remunerazione degli investimenti, previsti dall’assetto regolatorio e normativo, dovranno stimolare l’interesse degli operatori ad investire nello sviluppo delle nuove tecnologie “capital intensive”, valorizzando anche le fasi di ricerca e sviluppo se finalizzate alla realizzazione di soluzioni condivise da più operatori.

La trasformazione delle reti elettriche tradizionali in Smart Grid, necessaria per il conseguimento degli obiettivi energetici ed ambientali del Paese, presenta anche un potenziale indotto per l’intera economia nazionale, dato che gli ingenti investimenti richiesti in Italia sono in grado di aprire nuovi mercati, aumentare la produttività delle aziende, accelerare la crescita ben oltre il settore delle utilities e creare nuovi posti di lavoro.

Energheia_Magazine_Pierfederico_Pelotti_Accenture“Lo sviluppo delle reti intelligenti rappresenta un’opportunità unica per il paese di dotarsi di un’infrastruttura strategica, che va ben oltre il solo settore elettrico”, spiega Pierfederico Pelotti, Responsabile Utilities di Accenture. “Rispetto alla fase di diffusione dei contatori elettronici di qualche anno fa, infatti, le smart grid possono oggi rappresentare una vera infrastruttura generale di paese, ipotizzando di concepirne lo sviluppo in modo coordinato con gli investimenti previsti in altri settori. Il pensiero non può non andare al tema della rete broadband, e al coinvolgimento degli operatori di rete elettrica nelle attività di cablatura del segnale digitale su fibra ottica. Al di là dei progetti di realizzazione delle reti elettriche di nuova generazione, una eccezionale opportunità potrà venire dallo sviluppo di servizi a valore aggiunto veicolabili sulle reti esistenti”.

Autore: Osservatorio Utilities Agici – Accenture 2016

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