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Utilities: trasformazioni operative e innovazione sostenibile

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I cambiamenti in atto nel settore
Gli impatti economico-finanziari dei cambiamenti
Soluzioni e strategie per far fronte ai cambiamenti
Innovare e rinnovarsi

      

In occasione del XV Workshop AGICI-Accenture sul Mercato Pan-Europeo delle Utility, ieri sono stati presentati i due consueti rapporti annuali che descrivono lo “stato di salute” delle utility italiane ed europee e suggeriscono strategie di successo per affrontare i cambiamenti.

I dati emersi dal confronto fra i top manager delle più importanti utility italiane ed alcuni esponenti del mondo politico e istituzionale, come il viceministro per lo sviluppo economico Claudio De Vincenti, Francesco Profumo di Anci e Iren, Valerio Camerano di A2A, Alberto Irace di Acea, Stefano Venier di Hera, Massimiliano Bianco di Iren, Aldo Chiarini di Gdf Suez, Paolo Mosa di Snam Rete Gas, Livio Gallo di Enel e Angelo Zaccari di Eni, hanno riguardato soprattutto i cambiamenti in atto nel settore delle aziende che forniscono servizi alla comunità.

I cambiamenti in atto nel settore
I cambiamenti sono rilevanti e pervasivi in tutte le fasi della filiera. L’energia (gas ed elettricità) è l’area sicuramente più interessata dai mutamenti. I focus più importanti riguardano
– Le tecnologie di generazione elettrica
In Europa le fonti fossili sono sempre più in crisi: nel 2014 in Europa l’80% della capacità addizionale è rinnovabile. La crescita massiccia delle fonti di energia rinnovabile si accompagna paradossalmente ad un utilizzo sempre maggiore delle centrali a carbone e lignite, sempre più competitive a livello di prezzo. Il gas per la produzione elettrica sembra sempre più fuori mercato.
– Il modello di generazione elettrica
Sempre più marginale il ruolo dei grandi impianti. In Italia ben 31 GW (oltre il 50% della domanda di picco) sono allacciati alle reti locali; in Germania questo valore sale a 71 GW (85% del picco). Secondo le ricerche dell’Osservatorio, nel 2020 oltre il 40% della capacità addizionale nel mondo sarà coperta da impianti di generazione distribuita.
– Le reti elettriche
Sempre meno utilizzate le reti di trasporto, sempre più rilevante il ruolo delle local grid.
– I consumi
La possibilità di ripresa dei consumi può considerarsi esclusa: in Europa è previsto un progressivo calo fino al 2035. Si diffondono l’efficienza energetica e stili di consumo responsabili. Si diffonde la figura del “prosumer” (produttore e consumatore assieme): in Italia oltre il 10% dell’elettricità consumata è autoprodotta in loco.
– I prezzi
Continua la discesa dei prezzi di elettricità e gas, spinti dal calo delle quotazioni petrolifere messo in atto dai paesi arabi per cercare di mettere fuori mercati le risorse non convenzionali.
– Lo stoccaggio
Diffusione dei sistemi di accumulo non convenzionali quali ad esempio le batterie. Secondo le ricerche dell’Osservatorio da qui al 2020 si venderanno batterie per 15 miliardi di € l’anno.
– La competizione
I trader indipendenti, ovvero aziende focalizzate solo sulla vendita, stanno acquisendo fette sempre più grandi di mercato spiazzando le utility tradizionali: i primi 4 operatori di questo tipo rappresentano ben l’8% del mercato elettrico e il 2,5% di quello del gas in Italia. Tali percentuali sono in rapida crescita.
– I fornitori di gas e petrolio
Cresce il “nazionalismo energetico” con politiche che puntano sempre più all’autosufficienza: USA e Brasile ne sono gli esempi più lampanti con le loro politiche di sviluppo delle risorse fossili locali e gli ambiziosi target nelle rinnovabili. Aumenta la platea dei fornitori di gas e petrolio: Canada, USA, Mozambico, ma anche i paesi del Mediterraneo come Grecia, Cipro e Israele.
Settore idrico
In Italia la piena operatività dell’AEEGSI sta fungendo da propulsore per il settore sia per i nuovi investimenti sia per il recupero di efficienza. Tale spinta è assolutamente necessaria visto che le perdite di rete sono ancora molto elevate (37%) e che molte regioni rischiano pesanti multe per la mancata depurazione delle acque.
– Settore rifiuti
La mancanza di un regolatore nazionale e di una politica organica fanno sì che il settore rifiuti sia l’unico ancora sostanzialmente immobile.

Gli impatti economico-finanziari dei cambiamenti
Queste le dinamiche che impattano sui conti economici e gli stati patrimoniali dei principali player del settore. Ne consegue che

  • nel 2014 “reggono” i grandi gruppi europei focalizzati sull’energia con un portafoglio tecnologico e geografico diversificato. Ricavi e redditività, rispetto al 2013,rimangono immutati. Le previsioni al 2016 vedono continuare questa situazione di stabilità;
  • i “mid-sized players” focalizzati sull’energia soffrono, in particolare quelli focalizzati su un singolo paese. La redditività complessiva di un campione rappresentativo dei principali player italiani è in costante declino dal 2008;
  • i traders indipendenti, fragili dal punto di vista patrimoniale, vedono crescere in modo esponenziale i ricavi: per i primi 4 player italiani l’aumento è stato del 400% nel periodo 2008-2013; per il 2014 è prevista ancora una forte crescita. La redditività è piuttosto bassa ma è compensata dai grandi volumi di energia venduta;
  • i ricavi e gli utili delle multiutility italiane rimangono sostanzialmente immutati nel 2014 rispetto all’anno precedente; le stime al 2016 sono convergenti nel ritenere che questa situazione di stagnazione proseguirà. Va evidenziato che senza la presenza di business regolati, come l’idrico o le reti di distribuzione, la situazione sarebbe ben peggiore. Un’altra criticità per questi soggetti risiede nell’elevato indebitamento;
  • sorpresa invece per quella che fino a pochi anni fa era considerata “la cenerentola” delle utility: il settore idrico. Nel periodo oggetto di analisi (2008-2013) i ricavi sono in crescita, la redditività in costante aumento, il debito in calo netto. Il 2014 sembra chiudersi seguendo questo trend;
  • nel settore rifiuti la situazione è a macchia di leopardo: eccellenze si alternano a situazioni di grave crisi. Tali situazioni sono largamente influenzate dalle dinamiche del territorio di riferimento. In ogni caso, ampi sono gli spazi di miglioramento della gestione dal punto di vista dell’efficienza e della qualità.

Soluzioni e strategie per far fronte ai cambiamenti
Per ovviare all’attuale situazione caratterizzata da crisi o stagnazione per quasi tutti i soggetti analizzati, l’Osservatorio Utilities di Agici e Accenture propone nuovi scenari di crescita, basati su tre distinti indirizzi:

1 – Uscire dall’Italia e focalizzarsi sui mercati esteri in crescita: opzione evidentemente non percorribile in modo radicale da soggetti quali le ex-municipalizzate.

2 – Ritirarsi o ridurre l’esposizione alla competizione e operare prevalentemente nei business infrastrutturali regolati che garantiscono una certa profittabilità.

3 – Ricercare una maggiore competitività sul mercato. L’Osservatorio ritiene che questa soluzione sia la migliore, sia nel breve che nel lungo periodo, per aumentare ricavi e redditività. Alla luce del nuovo scenario competitivo descritto, è fondamentale per i player del settore essere reattivi, cambiare e crescere secondo il monito che vuole che le aziende che non crescono arretrino, valido a maggior ragione in questo contesto storico. Vanno fatte delle scelte rapide ma ragionate, spesso non semplici, basate su intenzioni chiare e decise. Ad una visione ispirata alla vocazione imprenditoriale presente e futura deve accompagnarsi una solida e distintiva capacità di execution, la cui mancanza è spesso causa del fallimento anche dei piani industriali astrattamente più convincenti ed ambiziosi.

«Siamo di fronte ad un cambio di paradigma di tale portata che implica un cambiamento radicale per gli operatori del comparto», ha commentato Andrea Gilardoni, presidente di AGICI e fondatore dell’Osservatorio. »Essi dovranno trasformarsi da semplici fornitori di energia a providers a 360 gradi di prodotti e servizi energetici e ambientali. Fare meglio degli altri le attività svolte fino ad oggi non è più sufficiente – continua Gilardoni. E’ necessario dominare le sfide di domani. Si deve operare un cambio di mentalità e cultura aziendale profondo: l’obiettivo non è più essere i best in class, ma i next in class».

Il responsabile Utilities di Accenture, Pierfederico Pelotti, ha aggiunto: «Nel contesto di mercato che presenta sfide strutturali e contingenti, le Utilities sono chiamate ad assumere un ruolo propositivo, puntando sull’innovazione e sulle tecnologie digitali, ambito nel quale devono recuperare il passo rispetto a tutti gli altri settori. Il cambiamento va impostato su azioni concrete che partano dal rafforzamento del business convenzionale per poter identificare nuovi business su cui potersi posizionare in modo distintivo rispetto ad altri operatori. Questa trasformazione richiederà necessariamente un cambiamento strategico delle risorse umane in termini di trasformazione di cultura, leadership e gestione dei talenti».

L’attuale contesto di mercato presenta forti sfide strutturali e contingenti per le Utilities: il declino dei consumi di energia, la sovraccapacità produttiva, il calo dei margini, le aspettative di clienti sempre più esigenti, nonché l’incertezza legata all’andamento dei prezzi del petrolio e il basso costo del denaro, danno vita a nuove opportunità sulle quali le utilities devono riflettere per identificare le strategie su cui puntare per competere e innovarsi.

Innovare e rinnovarsi
Innovare – e rinnovarsi – non è più un’opzione, bensì una necessità vitale. Ma quale strada è meglio seguire? La ricerca “Strategie per rinnovare le Utilities in Italia”, affronta questo tema da diversi punti di vista.

Incrociando l’evoluzione normativa e i principali trend economici e sociali, con le opinioni degli stakeholder delle Utilities (sindaci, cittadini, consumatori e amministratori delegati), la ricerca ha delineato il percorso che le utilities dovrebbero intraprendere per cogliere le opportunità derivanti dai cambiamenti del mercato, assumendo un ruolo proattivo e propositivo rispetto al contesto e alle esigenze dei loro consumatori, facendo emergere le tecnologie digitali come catalizzatori del cambiamento.

«Il settore delle utilities ha lungamente sofferto un ritardo nella capacità di innovazione e nell’introduzione delle più recenti tecnologie digitali, rispetto ad altri settori», ha spiegato Pierfederico Pelotti. «La capacità di innovare nei business convenzionali per raggiungere nuovi livelli di efficienza operativa e l’identificazione di nuovi business su cui puntare, rappresentano i veri motori di crescita e di miglioramento delle performance aziendali. In questo contesto, per molte utilities, le città metropolitane come “catalizzatori” di innovazione, ricerca, sviluppo e investimenti, finalizzate a portare servizi integrati più efficienti sul territorio, possono rappresentare un’opportunità da non perdere. L’analisi di Accenture mostra che innescare il cambiamento verso l’innovazione è la migliore strada da seguire per affrontare il futuro, con benefici importanti su crescita e performance entro i prossimi cinque anni».

L’indagine identifica qual è la giusta direzione da seguire affinché le utilities affrontino nell’attuale contesto di mercato. Tre sono gli imperativi che devono ispirare azioni concrete: raggiungere l’eccellenza nel business convenzionale, aprirsi a nuovi business, evolvere le competenze e la gestione delle risorse umane. Per ognuna di queste direzioni l’analisi suggerisce le azioni da intraprendere per apportare un sostanziale rinnovamento.

1- Raggiungere l’eccellenza operativa del business convenzionale: viste le prospettive di una redditività decrescente dei business regolati sarà fondamentale garantire la massima efficienza operativa, anche tramite l’innovazione e l’introduzione di tecnologie digitali, che portando alla liberazione di risorse potrebbero generare la necessità di rivalutare in aree specifiche di competenza l’insourcing di alcune aree di attività.

2- Lanciare nuovi business: il rinnovamento del settore trova massima espressione nell’identificazione di nuovi business. In questo contesto deve essere affrontato dalle utilities l’approccio della crescita del business per adiacenze, ovvero posizionarsi dove esiste un concreto vantaggio competitivo rispetto ad altri operatori, ad esempio nei servizi per il territorio e la cittadinanza.

3- La trasformazione verso l’eccellenza operativa e l’apertura verso nuovi business richiedono necessariamente un cambiamento strategico delle Risorse Umane che devono essere in grado di gestire efficacemente la trasformazione organizzativa e tutto ciò che esso comporta in termini di trasformazione di cultura, di leadership, delle competenze manageriali e della gestione dei talenti.

Muoversi su queste direttrici strategiche rappresenterà per le utilities un’indiscutibile condizione di successo. L’analisi elaborata da Accenture, partendo dai dati storici del mercato italiano degli ultimi anni, suggerisce che, se queste azioni saranno intraprese, le performance delle utilities potranno crescere del 30% in termini di redditività, entro il 2020.

«Il settore delle utility ha visto in questi ultimi dieci anni cadere tutta una serie di punti di riferimento considerati praticamente immutabili: crescita continua della domanda, modello di generazione su grandi centrali, utilities non più come un quasi bond ma con non modesti profili di rischio, solo per fare gli esempi più rilevanti», ha concluso Gilardoni. «Dopo lunghi anni di difficoltà si comincia a delineare le possibili concrete uscite dalla crisi del settore. Si può puntare su una “exit strategy”: l’uscita dalla competizione, focalizzandosi su business regolati e con bassi profili di rischio (ma minore redditività potenziale) oppure uscita dall’Europa in crisi e focalizzandosi sui mercati emergenti. Ma basta tutto questo? Probabilmente no: per crescere in modo sostenibile nel lungo periodo è indispensabile aumentare l’efficienza dei business esistenti e innovare in modo da essere pronti per non farsi cogliere impreparati dalle sfide del futuro e cogliere nuove opportunità di business».

Redazione Energheia Magazine
redazione@energheiamagazine.eu

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