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6 milioni alle aggregazioni di imprese in Veneto

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La Regione Veneto mette a disposizione 6 milioni di euro di fondi POR (Programma operativo regionale 2007-2013) per finanziare progetti innovativi che abbiano come protagoniste reti fra imprese sul territorio regionale.

È stato pubblicato, infatti, il bando a sportello per il finanziamento di progetti sviluppati dalle aggregazioni di impresa in attuazione della Legge regionale n. 13 del 30 maggio 2014: le candidature potranno essere presentate dalle 10 del 30 ottobre.

Clusters and Industrial Networks

A disposizione delle imprese 6.150.000,00 euro per lo sviluppo di progetti le cui spese ammissibili dovranno essere comprese tra 30.000,00 e 300.000,00 euro. Il contributo è concesso in conto capitale nella misura del 50% della spesa ammissibile: di conseguenza, l’ammontare massimo è di 150.000,00 euro. I progetti dovranno essere sviluppati da aggregazioni di almeno 3 imprese (PMI), così come definite nella L.R. n. 13/2014. Nello specifico, sono forme idonee di aggregazione le Associazioni temporanee d’impresa (ATI), i contratti di rete, i consorzi, società consortili e cooperative.

L’inoltro della domanda di partecipazione dovrà avvenire esclusivamente a mezzo di posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo della Regione del Veneto: protocollo.generale@pec.regione.veneto.it

Il progetto può essere avviato dal giorno 30 ottobre 2014 e dovrà essere concluso entro il 30 aprile 2016.

I progetti finanziabili dal nuovo bando dovranno rientrare nelle seguenti misure:
1. INTERNAZIONALIZZAZIONE

La misura finanzia progetti di internazionalizzazione relativi ad attività di consulenza riguardanti studi volti al lancio di nuovi prodotti o di prodotti già esistenti su un nuovo mercato in un altro Paese. A complemento della proposta progettuale d’internazionalizzazione è ammissibile la partecipazione delle imprese dell’aggregazione a manifestazioni fieristiche di rilievo internazionale.

2. RICERCA E INNOVAZIONE
La misura finanzia progetti di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale, di innovazione di processo, di prodotto e gli studi di fattibilità. In linea con le definizioni di cui al Regolamento (UE) 651/2014, i progetti di ricerca industriale potranno riguardare le attività di ricerca pianificata e lo svolgimento di indagini, con l’obiettivo di acquisire nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o per apportare un notevole miglioramento ai prodotti, processi o servizi esistenti, anche con l’ausilio di centri di Innovazione e Trasferimento Tecnologico (CITT) del Veneto e centri di ricerca (a tal fine è disponibile il portale regionale www.innoveneto.org).
Saranno anche finanziabili fasi progettuali che prevedano la creazione di componenti di sistemi complessi, la realizzazione di prototipi in ambiente di laboratorio e la realizzazione di linee pilota, quali attività di completamento della ricerca industriale.
I progetti di sviluppo sperimentale potranno concernere l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati.
Rientrano in questa definizione anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione di nuovi prodotti, processi o servizi. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, effettuate in un ambiente che riproduce le condizioni operative reali laddove l’obiettivo primario è l’apporto di ulteriori miglioramenti tecnici a prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi.
Lo sviluppo sperimentale può, quindi, comprendere lo sviluppo di un prototipo o di un prodotto pilota utilizzabile per scopi commerciali che è necessariamente il prodotto commerciale finale e il cui costo di fabbricazione è troppo elevato per essere utilizzato soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione e servizi esistenti e ad altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.
I progetti di innovazione di processo riguarderanno lo studio e l’applicazione di un metodo di produzione o di distribuzione nuovi o sensibilmente migliorati, che comportino cambiamenti significativi nelle tecniche, nelle attrezzature o nel software. L’elaborazione di studi di fattibilità dovrà contenere valutazioni e analisi del potenziale di un progetto, finalizzate a sostenere il processo decisionale e, perciò, individuando in modo obiettivo e razionale i suoi punti di forza e di debolezza, le opportunità e i rischi, nonché le risorse necessarie per l’attuazione del progetto e, in ultima analisi, le sue prospettive di successo.
La proposta progettuale potrà essere articolata anche prevedendo fasi relative alla ricerca industriale, allo sviluppo sperimentale, all’innovazione di processo e allo studio di fattibilità. A complemento della progettualità sono anche consentiti studi propedeutici relativi all’analisi della domanda ai fini dello sviluppo di un prodotto.
3. SVILUPPO SOSTENIBILE E SALVAGUARDIA AMBIENTALE
La misura finanzia progetti di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale, studi di fattibilità riguardanti tecnologie e prodotti ecosostenibili e/o biocompatibili nell’ambito dell’aggregazione. A complemento della progettualità sono anche consentiti studi propedeutici relativi all’analisi della domanda ai fini dello sviluppo di un prodotto ecosostenibile e/o biocompatibile.
Il bando, approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 1789 del 29 settembre 2014, e tutta la modulistica per la partecipazione sono pubblicati sul sito Internet della Regione Veneto a questo link.
Sempre allo stesso indirizzo è consultabile, inoltre, una guida alla compilazione della domanda di ammissione ai benefici economici regionali.
Ulteriori informazioni potranno essere richieste telefonando al n. 041/2795774 o scrivendo all’indirizzo venetoclusters@regione.veneto.it.

Leggi il bollettino ufficiale della Regione

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