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Alla cittadella dell’edilizia ‘troppo’ green multa di 180 euro

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Sanzionata con 180 euro di multa per aver prodotto “troppa energia elettrica da fotovoltaico.

È la situazione in cui si trova l’Erpa, la società mista partecipata da Ance Venezia, l’associazione dei costruttori, e dai sindacati di settore, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, proprietaria della Cittadella dell’edilizia, struttura inaugurata nel novembre 2013 a Marghera quale nuova sede degli enti bilaterali del settore delle costruzioni veneziane (Scuola edile, Casse edile e Centro paritetico territoriale).

La Cittadella, prospiciente la Banchina dell’Azoto, è nata da un progetto di bonifica e recupero di un’area industriale dismessa, ex Agrimont, e si contraddistingue per gli alti standard di architettura e di efficienza energetica, grazie alla presenza di pannelli fotovoltaici che le garantiscono una certificazione in classe A.

Alla proprietà della Cittadella viene però ora contestata e sanzionata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia una discrepanza temporale tra l’avvio di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e la data di ottenimento della licenza. Una piccola difformità, considerata l’entità della sanzione pari a 180,70 euro (oltre all’Iva, indennità di mora, interessi e sanzioni amministrative), che la società proprietaria della Cittadella ritiene tuttavia indicativa di una situazione contraddittoria e paradossale.

«Continuiamo ad assistere al prevalere della logica burocratica più retriva. L’aver dato vita a un risparmio sui consumi, a vantaggio pubblico, non sembra rilevare per lo Stato, che anziché incentivarci, considerato anche l’alto investimento dell’operazione di riqualificazione nel suo complesso, ci sanziona. Con queste logiche, purtroppo, le nostre imprese sono costrette a fare i conti quotidianamente. Se lo Stato continua così, è ben difficile che ce la caveremo», commenta amaro Ugo Cavallin, presidente di Ance Venezia.

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