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La spinta europea verso nuovi consumi energetici sostenibili

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Il comparto produttivo italiano della climatizzazione e dell’acqua calda sanitaria è secondo in Europa solo alla Germania e l’Italia è il secondo mercato di sbocco come volumi di vendita.

È un settore di assoluto rilievo anche per l’economia nazionale dato che oltre i due terzi dei consumi di una famiglia sono legati al riscaldamento e alla produzione di acqua calda, la voce più significativa della bolletta energetica.

Assotermica, Produttori apparecchi e componenti per impianti termici, continua a lavorare sull’evoluzione della legislazione europea in materia di Ecodesign ed Etichettatura Energetica degli apparecchi con l’obiettivo di guidare il settore attraverso l’attuale momento di transizione.  

«La nostra associazione – dichiara Alberto Montanini, presidente Assotermica – ha portato i propri commenti sui tavoli di Bruxelles per contribuire allo sviluppo di provvedimenti che fossero sostenibili dall’industria e in linea con le politiche ambientali del pacchetto 20-20-20 a fianco dell’associazione europea EHI (European Heating Industry). È un percorso iniziato oltre 8 anni fa, durante i quali il nostro intervento è valso a far rivedere il proprio approccio alla Commissione Europea che ha deciso per una sostanziale revisione dei testi originari che sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale Europea lo scorso settembre».

Si tratta di quattro Regolamenti, relativi alla progettazione ecocompatibile e all’etichettatura energetica, rispettivamente degli apparecchi per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria. Viene introdotto un sistema armonizzato per l’etichettatura dei generatori in base alla loro efficienza in modo da fornire ai consumatori delle informazioni omogenee tali da consentirne il confronto e sono definiti i requisiti prestazionali minimi per la commercializzazione e/o la messa in funzione dei generatori.

Le misure in oggetto non solo avranno un impatto su tutti gli attori della filiera, ciascuno chiamato a obblighi e responsabilità in base al proprio ruolo, ma saranno significative per l’enorme quantità di energia che si dovrebbe risparmiare in Europa grazie ad una più massiccia diffusione di tecnologie ad alta efficienza, quali le caldaie a condensazione, le pompe di calore, il solare termico e i sistemi ibridi integrati.

«Le tecnologie sono pronte e il dato dell’export superiore al 50% evidenzia come i nostri prodotti vengano apprezzati all’estero, trovando spesso condizioni più favorevoli rispetto a quelle del nostro Paese in termini di semplificazione legislativa e minor burocrazia», continua il presidente Assotermica. «Pensiamo ad esempio al caso Italia, Paese nel quale abbiamo circa 19 milioni di caldaie, molte delle quali obsolete e poco efficienti sotto il profilo energetico e ove i Regolamenti citati potrebbero costituire una straordinaria occasione per riqualificare il parco macchine. I Regolamenti dovranno essere adottati nello stesso modo e con gli stessi tempi da tutti gli Stati Membri.  Il nostro ruolo associativo è anche quello di fornire agli operatori una corretta informazione oltre ad un indirizzo strategico. Certo la sfida più difficile comincia proprio adesso ed è per questo che le prime misure effettive entreranno in vigore a partire da settembre 2015 per dar modo a tutti gli operatori di essere pronti nel momento in cui gli obblighi non saranno più dilazionabili».

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