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Gli strumenti finanziari per realizzare soluzioni smart

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Strumenti finanziari che il decisore pubblico può utilizzare
Come avviare un percorso di Smart City per le PA
Finanziare un progetto Smart City


Lo sviluppo delle Smart City si configura come un’opportunità per riqualificare i centri urbani, promuovere una mobilità più efficiente e sostenibile, favorire un uso razionale dell’energia, incentivare l’innovazione sociale e rimettere al centro il cittadino.

Tutto questo richiede investimenti, non solo di natura tecnologica, che la sola finanza pubblica non è in grado di sostenere. Alla luce degli stringenti vincoli finanziari che limitano in misura sostanziale la capacità di spesa delle Pubbliche Amministrazioni, appare necessario promuovere la diffusione di strumenti alternativi di finanziamento e modelli di Partenariato Pubblico-Privato (PPP): è, questa, a nostro avviso, la via ineludibile per tracciare lo sviluppo di città intelligenti in chiave italiana.

Il coinvolgimento della finanza privata presuppone, tuttavia, la costruzione di piani economico-finanziari sostenibili, in grado di determinare chiaramente tutte le tipologie di costi e ricavi, nonché i tempi di realizzazione degli investimenti. Una precisa definizione dei modelli di business dei progetti diviene, pertanto, la base ineludibile per favorire l’investimento privato, senza il quale la Smart City non è ipotizzabile.

Strumenti finanziari che il decisore pubblico può utilizzare
In linea generale esiste un ampio ventaglio di strumenti finanziari che il decisore pubblico può utilizzare per il finanziamento di iniziative Smart City.
In particolare:

›       strumenti europei (programmi a gestione diretta, Fondi strutturali, strumenti della Banca europea per gli investimenti – BEI);
›       forme tradizionali di finanziamenti agli Enti Locali;
›       i Partenariati pubblico-privati;
›       la finanzia di impatto sociale.

Con riferimento ai differenti ambiti di applicazione, quindi, bisogna capire dove è necessario l’intervento pubblico a causa della non-sostenibilità degli investimenti, dove invece il livello di maturità del settore permette una competizione sul mercato, e dove infine è la stessa tecnologia a migliorare la sostenibilità del progetto sul piano economico-finanziario, ad esempio grazie a un monitoraggio più puntuale del servizio, con conseguente riduzione del rischio operativo.

Assegnazione degli strumenti finanziari agli ambiti smart city – Fonte: CDP

Come avviare un percorso di Smart City per le PA
In questo contesto, avviare un percorso di Smart City presuppone la definizione di un processo di pianificazione di medio-lungo periodo per la Pubblica Amministrazione.
Il punto di partenza è rappresentato dalla definizione di una vision condivisa tra i vari stakeholder, attraverso l’analisi della situazione urbana, la definizione delle aree su cui è necessario intervenire e soprattutto l’individuazione dei punti di forza della città.

La partecipazione attiva dei cittadini fin dalle prime fasi è importante per garantire il consenso lungo tutto l’arco di attuazione del piano operativo. Enti di ricerca e aziende del territorio possono invece apportare fin da subito le proprie competenze per tracciare una chiara roadmap. La visione strategica deve essere quindi declinata in una serie di obiettivi ambiziosi ma realistici, in grado di indicare chiaramente cosa si punta a diventare in un orizzonte di medio-lungo periodo. Gli obiettivi vanno monitorati in modo costante attraverso Key Performance Indicators, in modo da definire i progressi nel raggiungimento della strategia globale e attuare prontamente eventuali azioni correttive.

Il passo successivo è quello di identificare le aree prioritarie di intervento da cui partire, cercando di distinguere tra progetti che si possono definire abilitanti alla Smart City nel suo complesso ed altri che invece sono specifici di un ambito applicativo. Ciascun progetto va quindi abbinato agli strumenti di finanziamento più idonei, cercando di non incidere eccessivamente sul bilancio pubblico. Infine, una volta avviate le iniziative, è necessario monitorarle lungo il loro ciclo di vita, in modo da valutarne tempi, costi e qualità.

Processo di pianificazione degli interventi smart – Fonte: CDP

Finanziare un progetto Smart City
Il finanziamento di un progetto all’interno della Smart City può e spesso deve prevedere il mix di più strumenti finanziari. Ad esempio, le fonti UE sono legate alle diverse fasi del ciclo di vita dei progetti (Horizon 2020 si focalizza sul ciclo Ricerca, Sviluppo e Innovazione; i Fondi Strutturali sulle fasi di deployment dei progetti e sulle infrastrutture; COSME è un programma studiato appositamente per le PMI).
Gli strumenti BEI possono invece stimolare processi di PPP, favorendo meccanismi di leva sugli investimenti e generando in questo modo cicli virtuosi di spesa pubblica. Vincolante in tal senso è, però, la conoscenza aggiornata e specializzata dei vari strumenti finanziari, determinante per la vittoria di un bando o la buona esecuzione di un contratto. In questo ambito diventa fondamentale, pertanto, lo sviluppo di risorse interne alla PA altamente qualificate.

Il soggetto privato va coinvolto attivamente in PPP, il cui sviluppo è fondamentale per la Smart City. Oltre a business model sostenibili, alcuni strumenti di PPP come il Project Financing (PF) o finanza di progetto necessitano di una soglia minima degli investimenti a causa degli elevati costi fissi transazionali. Questo problema potrebbe limitare l’utilizzo dei PPP anche per ambiti applicativi con un livello di bancabilità di per sé adeguata.
L’idea di fare un bundling tra progetti appartenenti a città diverse ma aventi una natura di rischio simile potrebbe rappresentare una soluzione a questo problema. La gestione finanziaria legata alla procedura di PF potrebbe ad esempio essere in capo ad una società veicolo (SPV – special purpose vehicle holding), mentre quella operativa dei singoli progetti riguarderebbe le SPV figlie. In questo modo, attraverso la costruzione di un project portfolio, si otterrebbe una diversificazione dei rischi inerenti i diversi progetti, con ricadute positive sulla gestione degli stessi.

 

Autori: Simona Camerano, Alberto Carriero – Cassa depositi e prestiti

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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