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LEED, primo caso studio ‘platino’ in Europa

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BioCasa_82 a Crocetta del Montello (TV) è la prima residenza privata in Europa ad aver ottenuto come caso studio il prestigioso attestato di conformità al più alto livello del protocollo LEED for Homes, LEED PLATINUM.

Il riconoscimento annuncia l’esito dell’analisi carbon footprint, ovvero il calcolo dell’impronta di CO2 rilasciata nell’ambiente nel corso del tempo, risultata inferiore del 60% rispetto alla media degli edifici tradizionali (su un arco di tempo di 100 anni. Per questo edificio, il primo a livello nazionale ad aver condotto privatamente tale analisi, è un risultato notevole, considerando che la media in bioedilzia si attesta sul 37%. Il progetto verrà presentato ufficialmente a Ca’ dei Carraresi a Treviso il prossimo 23 maggio, durante un evento che sarà aperto da un convegno intitolato “Strategie per il Benessere nell’Edificio“.

Il progetto architettonico e il design degli interni di BioCasa_82 sono stati realizzati dell’Arch. Rosario Picciotto (Studio Arplan) che ha studiato ogni particolare per favorire il benessere e la “naturalità” degli spazi. Welldom di Giovanni Fabris, filosofo del concetto di living ideale, ne ha seguito la costruzione, l’engineering e lo studio dei materiali secondo un approccio olistico sartoriale che ha portato BioCasa_82 a raggiungere livelli di benessere e sostenibilità mai ottenuti prima. Con 117 punti su un massimo di 136 (le ragioni che hanno impedito il conseguimento del punteggio più alto sono dovute, prevalentemente, alla scelta del sito del progetto, immerso nella campagna e quindi privo di servizi e infrastrutture reperibili nei centri abitati, fattore che avvalora ulteriormente le alte prestazioni raggiunte invece in ambito di sostenibilità e risparmio energetico), secondo il protocollo americano LEED Platinum, e 10 punti su 11 per quanto riguarda il parametro relativo all’innovazione nel design & engineering, il progetto presenta i valori più alti in Europa proprio per gli aspetti progettuali che si distinguono per le caratteristiche di innovazione e di applicazione delle pratiche di sostenibilità e comfort nella realizzazione di edifici.

All’ottenimento di questi risultati ha contribuito la scelta di un innovativo metodo di costruzione, il metodo “Welldom” sviluppato da Giovanni Fabris, che unisce le più avanzate tecniche costruttive, in materia di bioclimatica e di prestazioni energetiche, per ottenere il minimo impatto ambientale abbinato al massimo comfort – inteso come benessere termico, olfattivo (legato alla qualità dell’aria), visivo (relativo all’illuminazione), acustico e psicologico. Ecco che, per esempio, il clima raggiunge standard precisi di temperatura e umidità adatti all’attività svolta ambiente per ambiente; l’aria interna è sempre “nuova”, filtrata da pollini, polveri, acari; l’acustica è ottimale e non presenta alcun inquinamento proveniente da macchinari o riverbero interno; l’illuminazione è studiata per essere la più naturale possibile, ottimizzando l’apporto solare. Inoltre, tutti gli ambienti sono privi di gas radon, di prodotti di sintesi e VOC, di campi elettrici, magnetici e elettromagnetici nocivi.

Dal punto di vista del risparmio energetico e delle risorse naturali, Welldom ha progettato un sistema che vanta il 99% dei materiali utilizzati riciclabile, il 100% del recupero delle acque piovane e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili grazie ad un impianto fotovoltaico che produce circa 14kWh di energia elettrica e a un impianto geotermico ad altissima efficienza per la produzione di calore, acqua calda sanitaria e il raffrescamento. La casa ha, infatti, consumi bassissimi (< 25 kW/m2 annuo).

Inoltre, sono stati impiegati esclusivamente materiali ecologici certificati, riciclabili e, per quanto possibile, locali o a km 0: legno massiccio con standard PEFC o FSC intonaci ai silicati naturali, pavimenti in pietra di trachite/Zovonite delle cave di Zovon di Padova e calcestruzzi di Bigolino di Valdobbiadene.

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