Sviluppo sostenibile
Edilizia
Fotovoltaico
Solare Termico
Geotermico
Biomasse
Eolico
Idroelettrico
Mobilità
Home » Articoli, Nord Est, Sviluppo sostenibile

L’ambiente come elemento strategico di sviluppo e competitivita’ di un territorio

Print Friendly

Mentre il dibattito internazionale intorno alle politiche di sviluppo per il terzo millennio ha assunto l’orientamento della sostenibilità, la politica ambientale europea evolve progressivamente dalla definizione di una serie di imposizioni legislative di tipo tematico e settoriale, alla promozione di strumenti ad adozione volontaria per la prevenzione ed il miglioramento ambientale. Anche il mondo delle imprese matura negli anni un atteggiamento progressivamente più positivo nei confronti dell’ambiente, che da elemento vincolante per uno sviluppo economico incondizionato diventa leva strategica di sviluppo.

Uno degli strumenti più diffusi nel mondo per dimostrare l’eccellenza ambientale di un’organizzazione è il modello di Environmental Management System (EMS): esso è quella parte del sistema di gestione di un’organizzazione che mira a realizzare obiettivi di miglioramento delle performance ambientali dell’organizzazione e dei suoi processi. Il modello EMS trova standardizzazione a livello europeo dal Regolamento EMAS (CE, 2009) e a livello internazionale della norma ISO 14001 (ISO, 2004). Si tratta di standard ad adozione volontaria che portano le organizzazioni a gestire i propri processi in una logica di riduzione degli impatti ambientali, prevenzione dell’inquinamento, miglioramento continuo delle prestazioni ambientali e trasparenza nei confronti del mercato.

I requisiti di questi due standard sono organizzati secondo un processo circolare ispirato al modello di Deming “Plan-Do-Chech-Act” che, partendo dall’impegno della direzione nel rispetto dell’ambiente, prevedono la definizione di una struttura organizzativa, la pianificazione ed organizzazione delle attività, il controllo dei risultati ottenuti ed il conseguente riesame dell’intero percorso per puntare a nuovi e più impegnativi obiettivi di miglioramento.

Il modello del miglioramento continuo nella metodologia Environmental Management System

L’ultima frontiera verso cui puntano la politica europea e le organizzazioni sul mercato è l’orientamento al ciclo di vita dei prodotti, che permette di riconoscere come l’effettivo miglioramento ambientale possa essere ottenuto soltanto con interventi che riducono l’impatto ambientale complessivo di prodotti e servizi. In quest’ottica si sono affermati da alcuni anni sul mercato gli standard per la valutazione degli impatti ambientali legati ai prodotti, tra cui in particolare la metodologia Life Cycle Assessment (LCA), così come standardizzata dalle norme ISO 14040 e ISO 14044 (ISO, 2006a,b).

Gli studi di LCA si stanno oggi affermando sul mercato grazie alla crescente consapevolezza tra le imprese che i problemi ambientali non possono più essere affrontati per singoli comparti ambientali (aria, acqua, suolo) con un approccio di organizzazione (“from gate to gate”) ma richiedono una valutazione ambientale complessiva, con focus al prodotto ed estesa a tutto il suo ciclo di vita (“from cradle to grave”) per individuare gli interventi più efficaci di tipo globale.

Il concetto di ciclo di vita ambientale nella metodologia Life Cycle Assessment

A livello di gestione del territorio, strumenti come EMS e LCA possono trovare applicazioni innovative. Tra tutte, il Marchio d’Area rappresenta la soluzione certamente più completa per una gestione locale sostenibile ed una promozione territoriale efficace.

Diffusosi soprattutto in Europa, il Marchio d’Area prevede la creazione di una rete di collaborazione tra tutti i soggetti locali e porta alla formulazione di strategie di sviluppo condivise, nell’obiettivo comune di rilanciare il territorio secondo logiche di sostenibilità ambientale. Esso è uno strumento di management territoriale che favorisce la condivisione di piani e prospettive di sviluppo, cercando le soluzioni più opportune per garantire una crescita economica durevole nel rispetto dell’ambiente e dell’integrità del territorio (Scipioni e Mazzi, 2011).

 

Gli elementi di base per lo sviluppo del Marchio d’Area

Il Marchio d’Area può essere adottato con diverse finalità: per promuovere un territorio turistico, identificarne e valorizzarne le tipicità locali, per promuovere sul mercato i prodotti tipici di un territorio, come prodotti agroalimentari o anche prodotti artigianali, per valorizzare una gestione ambientale locale coordinata e diffusa tra diversi attori, o ancora per valorizzare le potenzialità economiche di un territorio in una sorta di laboratorio locale dove le capacità imprenditoriali di innovazione diventano il volano dello sviluppo locale in un’ottica di sostenibilità (Scipioni e Mazzi, 2011).


Autori
: Antonio Scipioni e Anna Mazzi
Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Centro Studi Qualità Ambiente


Riferimenti bibliografici
CE (2009), Regolamento CE n° 1221/2009 sulla partecipazione volontaria delle organizzazioni allo schema comunitario di ecogestione ed audit (EMAS). Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, Bruxelles.
ISO (2004), ISO 14001. Environmental management systems – Requirements with guidance for use. International Standard Organization, Ginevra.
ISO (2006a), ISO 14040:2006 Environmental management – Life cycle assessment – Principles and framework. International Organization for Standardisation, Ginevra.
ISO (2006b), ISO 14044:2006 Environmental management – Life cycle assessment – Requirements and guidelines. International Organization for Standardisation, Ginevra.
Scipioni A., Mazzi A. (2011), Gestire e promuovere un territorio. Linee guida, strumenti operativi e casi studio. Franco Angeli, Milano.

 Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

  • Facebook
  • Twitter
  • Add to favorites
  • Google
  • LinkedIn
  • Email
  • RSS