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Da Veneto Nanotech più sicurezza dall’idrogeno

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Uno dei vettori energetici su cui puntare nel prossimo futuro per motivi sia ambientali che economici è l’idrogeno. Sembra crederci particolarmente Veneto Nanotech, che ha intrapreso un progetto che punta a risolvere importanti problemi di sicurezza legati a questa fonte energetica.

L’idrogeno, infatti, è dieci volte più esplosivo del propano e dunque anche una minima scintilla elettrica è sufficiente per innescare una pericolosa esplosione. Può essere convertito direttamente in energia elettrica nelle celle a combustibile per una produzione efficiente di elettricità per alimentare automobili, autobus, treni e perfino sottomarini.

La realtà veneta creata nel 2003 che coordina le attività del distretto hi-tech per le nanotecnologie applicate ai materiali, punta in particolare a sviluppare sensori accurati e sensibili in grado di rilevare ogni minima dispersione dell’idrogeno dall’aria. Dispositivi basati sull’interazione della luce su superfici nanostrutturate in cui proprietà ottiche come la trasmissività e l’assorbimento di queste superfici sono opportunamente ingegnerizzate agendo su dimensioni, forma e configurazione di nanostrutture metalliche.

Leggi la notizia completa sul sito di Veneto Nanotech

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