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Teleriscaldamento: serve una legge nell’interesse dei clienti finali

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L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha pubblicato alcuni giorni fa i risultati dell’Indagine Conoscitiva sul settore del Teleriscaldamento da tempo attesa dagli operatori per far chiarezza sulla concorrenza e trasparenza delle tariffe applicate dai gestori di teleriscaldamento.

Secondo la Federazione Italiana di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili, dall’analisi emerge l’eterogeneità del settore, il posizionamento di mercato del servizio rispetto ad altre modalità di riscaldamento alternative, evidenziando che la pressione concorrenziale è relativa alla fase ex ante.  L’indagine, inoltre, rileva l’esistenza di alcune criticità concorrenziali e quindi l’opportunità di introdurre una disciplina settoriale pro-concorrenziale che favorisca un miglior funzionamento del  mercato.

«L’analisi dell’Autorità è molto equilibrata, ampia ed approfondita – commenta il presidente Fiper Walter Righini – evidenzia la complessità e la straordinaria varietà di modelli di gestione del teleriscaldamento presenti sul territorio, che rispondono ad esigenze specifiche legate al combustibile utilizzato e alla tipologia di utenze allacciate. Fiper condivide la necessità di una legge quadro che sostenga e guidi il processo concorrenziale nel soddisfacimento dell’interesse dei clienti finali».

Molto apprezzato da Fiper il riconoscimento che l’Autorità ha espresso riguardo gli effetti di aumento del risparmio energetico e di riduzione dell’inquinamento dell’aria che il servizio di teleriscaldamento garantisce alla collettività. Ciononostante va sottolineato che nel caso del teleriscaldamento a biomassa legnosa, non sono state calcolate dall’Autorità le esternalità positive prodotte dall’approvvigionamento di biomassa legnosa derivante dalla gestione del territorio (manutenzione boschi, prevenzione rischi idrogeologici), pur comprendendo che questo tipo di valutazioni esulano della competenza della medesima. Tali esternalità rendono ancor più competitivo il servizio sul territorio, perché in un’analisi di Sistema permettono di evitare i gravi costi a carico dei cittadini, a seguito delle sempre più frequenti calamità di cui il nostro territorio è soggetto.

«Riteniamo che il Governo abbia oggi a disposizione uno strumento valido per legiferare opportunamente in merito alla gestione delle reti – conclude Righiniuscendo dall’attuale impasse giuridico che sta seriamente pregiudicando lo sviluppo del settore».

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