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ANEV contraria al blocco delle aste

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“Un intervento di sospensione delle procedure previste per legge aumenterebbe solo inefficienze, costi e mancanza di certezza del diritto per l’Italia”. È quanto afferma ANEV – Associazione Nazionale Energia del Vento in un comunicato che risponde alla richiesta di un provvedimento urgente per sospendere le imminenti aste del GSE”, avanzata al Governo da alcuni soggetti tra i quali gli Amici della Terra e Italia Nostra.
L’associazione spiega come tale proposta sia bizzarra nel merito e nel metodo.

Nel merito, in quanto i due punti che pongono a base della richiesta (evitare di compromettere il paesaggio su vastissima scala ed evitare ulteriori oneri per il sistema) sono entrambi auspici che in parte sono già stati risolti e per la parte non ancora risolta non si risolverebbero bloccando le aste. Infatti per la tutela del Territorio e del Paesaggio le principali criticità sono state superate dalle rigide norme esistenti e da quelle ulteriori che l’ANEV, insieme alle principali associazioni ambientaliste, impone ai propri associati in fase di realizzazione degli impianti.
Per quanto riguarda poi gli oneri per il sistema (per il 2012 il GSE ha calcolato complessivamente in 9 miliardi il costo degli incentivi in A3 dei quali 6,46 Miliardi di euro per il fotovoltaico; 1,37 Miliardi di euro per le biomasse, 567 Milioni di euro per l’idroelettrico, 528 milioni di euro per l’eolico e 73 Milioni di euro per il geotermico) l’ANEV da anni propone, e oggi con ancor più forza nell’ambito del coordinamento FREE, di superare il meccanismo degli incentivi per passare a meccanismi di supporto basati su meccanismi fiscali.

Nel metodo, poi, in cui tale richiesta viene avanzata, tale sospensione a nulla porterebbe se non a creare ancora incertezze e ad aumentare le inefficienze; infatti un annullamento delle Aste previste dalle normative vigenti, comporterebbe un immediato aumento del contenzioso e una diminuzione ulteriore della certezza del diritto nel nostro Paese, rischiando così un’ulteriore fuga di investimenti.

Infine, ricorda ANEV, grazie al raggiungimento degli obiettivi di incremento della produzione elettrica da fonti Rinnovabili al 2020 si è già generato un significativo risparmio sulla bolletta energetica del nostro Paese, sia in termini di riduzione della dipendenza dall’estero e quindi di beneficio sulla bilancia dei pagamenti, sia da un punto di vista del costo dell’energia elettrica in borsa.

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