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Aree marginali: siti per la produzione di energia rinnovabile

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Una guida operativa per le pubbliche amministrazioni

Due casi concreti di approccio M2RES: da un’emergenza ambientale ad una risorsa per il territorio e le amministrazioni

Il progetto “M2RESFrom marginal to renewable energy source sites“, cofinanziato dall’Unione Europea tramite il Programma “Europa Sud Orientale 2007-2013”, coinvolge una serie di attori pubblici provenienti sia da Paesi membri (Italia, Slovenia, Grecia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Austria) sia da Paesi impegnati nella fase di pre-adesione (Montenegro, Serbia e Albania), Agenzie nazionali e regionali per l’energia, Centri di ricerca, Amministrazioni pubbliche.

Logo South East EuropeLe azioni proposte partono dalla considerazione che il territorio dell’Unione ha un enorme patrimonio scarsamente o per nulla valorizzato rappresentato dai terreni marginali: discariche a fine ciclo di vita, cave e miniere a cielo aperto, ex aree industriali dismesse e terreni contaminati, ex aree militari abbandonate, aree di rispetto legate a reti e infrastrutture. Secondo l’approccio M2RES, tali aree marginali vengono riqualificate attraverso programmi di investimento basati sull’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile (fotovoltaico, eolico, geotermico, biomassa, biogas, etc).

Copertina della Guida M2RES

Una guida operativa per le pubbliche amministrazioni
L’ approccio promosso dal progetto M2RES punta a promuovere lo sfruttamento dell’energia da fonti rinnovabili di energia (impianti fotovoltaici a terra, pale eoliche, impianti geotermici, sistemi a concentrazione solare CSP, impianti CHP a biogas) in aree cosiddette marginali, o in aree considerate senza valore, restituendo valore sociale ed economico a zone che per loro natura risultano emarginate. Questa Guida Operativa sullo «Sviluppo di Fonti di Energie Rinnovabili su Terreni Marginali» ha l’obiettivo di dimostrare  come l’inserimento di impianti per la produzione di energia rinnovabili in aree marginali abbia spesso apportato molti vantaggi alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini coinvolti.

Infatti un approccio di questo tipo può:

  • Contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategiaEuropa2020 riguardo la quota di produzione di energia rinnovabile per ogni stato membro e al contributo delle singole regioni al rendimento nazionale stabilito dai regolamenti nazionali (ripartizione degli oneri).
  • Ridurre i problemi incontrati dalle amministrazioni locali nella gestione e nel recupero di terreni marginali. I costi relativi alla fine del ciclo di vita delle discariche o alla bonifica di un terreno contaminato possono costare diversi milioni di Euro e di conseguenza costituiscono un aggravio non indifferente per le casse comunali. L’implementazione di una piattaforma RES ( impianti per le energie rinnovabili) può far fronte a questo aggravio , o per lo meno ridurlo, trasformando così un problema in un’opportunità di sviluppo e di crescita sostenibile.
  • Migliorare la qualità dell’ambiente e del paesaggio tramite il recupero di aree degradate e il conseguente recupero del loro valore sociale, lo sfruttamento massimo delle risorse del territorio e il non utilizzo dei terreni fertili per la produzione di energia.

La Guida Operativa M2RES, inoltre, fornisce suggerimenti e raccomandazioni su come implementare al meglio questa tipologia di soluzioni grazie soprattutto allo studio e la raccolta di buone pratiche del settore. Più precisamente, questa Guida “easy to read”, intende essere uno strumento utile per le pubbliche amministrazioni, fornendo le seguenti informazioni:
– panoramica sullo stato dell’arte internazionale delle tecnologie M2RES e le loro applicazioni in terreni marginali;
– le piattaforme per la produzione di energia rinnovabile e le strategie e modelli operativi alla base di quest’ultime;
– i riferimenti tecnici ed economici relativi a questa tipologia di impianti;
– le potenzialità degli investimenti M2RES nelle aree del sud-estEuropa.

La Guida Operativa M2RES fornisce, dunque, una panoramica delle opportunità e delle soluzioni offerte da questo tipo di approccio, e mira a sensibilizzare le pubbliche amministrazioni circa le potenzialità che l’approccio M2RES offre.

È possibile scaricare gratuitamente la GuidaOperativaM2RES, e le altre pubblicazioni, cliccando sul sito www.m2res.eu.

Due casi concreti di approccio M2RES: da un’emergenza ambientale ad una risorsa per il territorio e le amministrazioni
Peccioli
(PI). Verso la fine degli anni ’80 nel Comune di Peccioli, in provincia di Pisa, era presente una discarica non gestita che raccoglieva i rifiuti dei sei comuni limitrofi. Nonostante le pressioni molto forti dei cittadini locali a sostegno della chiusura definitiva del sito, si scelse di bonificare e ampliarela discarica. Sidecise di procedere incrementando la produzione di biogas in modo da arrivare a valori tali da permettere l’installazione di un impianto di cogenerazione per la produzione di energia elettrica e acqua calda da distribuire attraverso il teleriscaldamento alla vicina frazione di Legoli.

Vista della discarica di Peccioli (PI)Successivamente venne costituita la società pubblico-privata Belvedere S.p.A., il cui azionariato fu diviso tra Comune di Peccioli (63,95%) e piccoli azionisti (restante 36,05%). Grazie all’ingente ritorno economico, la Belvedere S.p.A realizzò, con il progetto chiamato “Un ettaro di cielo”, il primo impianto fotovoltaico a partecipazione popolare, che produce annualmente circa di 1.300.000 KWh. Oggi l’impianto di smaltimento rifiuti di Peccioli, interessa un’area di circa25 ettarie gestisce fino a 1.000 tonnellate al giorno di rifiuti per un totale di 300.000 tonnellate annue circa, provenienti dalle province di Pisa, Firenze, Prato e Massa-Carrara. I soci di Belvedere S.p.A. sono oggi circa 900, di cui 500 residenti a Peccioli. La società ha un patrimonio netto di oltre 32 milioni di euro e in quattordici anni ha prodotto un fatturato complessivo di circa 215 milioni di euro.

Paese (TV). La discarica nasce come ex cava di ghiaia, con una superficie massima interrata di 7.000m2 e di 21.000 mal livello del piano di campagna con uno stoccaggio complessivo pari a 9.000t di rifiuti solidi urbani e di ben 286.000t di rifiuti speciali. La discarica è stata ricoperta con  “EGSC – Exposed Geomembrane solar capping” (di cui esisteva un esemplare realizzato sopra una discarica in America), dal consorzio Priula, partecipato dal  Comune di Paese, mediante la sua controllata Contarina S.p.A. L’intervento ha consentito di risolvere alcuni problemi ambientali legati  alla debolezza del sistema di contenimento sottostante che poteva mettere in pericolo l’integrità delle falde acquifere. L’impianto fotovoltaico superficiale con tecnologia flessibile CIGS della potenza di 1 MW è stato quindi  suddiviso in 5 impianti da circa 200kWp al servizio di quattro Comuni che si sono uniti, insieme al Comune di Paese, per realizzare l’intervento. Particolari soluzioni innovative sono state adottate per l’ancoraggio del fotovoltaico sulla geomembrana e per la sua pulizia nel tempo. La realizzazione della  copertura ECGS sopra una discarica rappresenta la prima opera in Italia ed inEuropasu scala industriale per la produzione di 1 MW elettrico.

Preparazione della superficie della discarica Copertura con membrana isolante

Preparazione della superficie della discarica

Copertura con membrana isolante

La realizzazione ha consentito di risolvere un problema  ambientale in maniera innovativa e con un buon livello di sostenibilità dal punto di vista economico grazie all’impiego della copertura ECGS , meno costosa del capping tradizionale e produttrice di reddito per oltre 25 anni grazie al fotovoltaico.

Posa pannelli e cavi elettrici Vista d’insieme dei pannelli fotovoltaici flessibili
Posa pannelli e cavi elettrici Vista d’insieme dei pannelli fotovoltaici flessibili

Autore: Ludovica Munari, Eurosportello – Unioncamere del Veneto

Per maggiori informazioni:
europa@eurosportelloveneto.it;
www.M2RES.eu

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