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Il Muse trentino vince l'oro della sostenibilità

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Lo scorso 13 giugno il Museo delle Scienze di Trento, progetto di Renzo Piano RPBW, gestito da IURE spa in nome e per conto di Fondo Clesio di SGR Castello, ha ottenuto la certificazione LEED® NC 2.2 Gold, rilasciata dall'ente certificatore GBCI (Green Building Certification Institute) di Washington, D.C.

Il Muse si colloca all’interno del nuovo quartiere Le Albere, riqualificazione dell’ex area Michelin a Trento. Sarà il primo museo italiano a ricevere l'ambita certificazione LEED NC, costituendo un nuovo benchmark nel settore. Livello GOLD è stato il posizionamento ottenuto con il sistema di rating LEED, raggiunto anche grazie al supporto di HABITECH – Distretto Tecnologico Trentino per le attività di “Project Management LEED”.

«Un grande risultato per un progetto che sarà un fiore all'occhiello per il Trentino, a cui siamo soddisfatti di aver dato il nostro contribuito e ci auguriamo apra la strada della sostenibilità nella realizzazione e gestione delle strutture museali», ha dichiarato Gianni Lazzari, AD di Habitech. «Questo risultato dimostra inoltre che risultati ambiziosi si possono raggiungere quando c'è sinergia tra i partner coinvolti». Inizialmente, infatti, l'edificio aveva come obbiettivo il raggiungimento della certificazione LEED Silver, ma la collaborazione dei vari soggetti coinvolti nella realizzazione del Muse ha portato al raggiungimento del livello superiore, al livello Gold.

L'approccio globale e la valorizzazione del percorso della certificazione di sostenibilità ambientale LEED è derivato da una composizione integrata di strategie in diversi ambiti di prestazioni dell’edificio e del suo rapporto con l'intorno. Dalla scelta dei materiali e le modalità di gestione delle attività di costruzione, alla relazione con  il contesto insediativo e dei servizi; dalla relazione degli utenti dell'edificio con la rete dei percorsi pedonali e dei servizi di trasporto collettivo, fino alle strategie estremamente efficaci di riduzioni dei consumi energetici ed idrici.

La strategia energetica ha considerato l'interazione involucro impianti e combinato la riduzione dei consumi dell'edificio concepito come sistema con la fornitura di energia verde”, il ricorso intensivo alle rinnovabili, fotovoltaico e geotermia, nel contesto di un intero comparto servito dalla nuova centrale di trigenerazione. Altresì integrato è stato l’approccio al “sistema acqua”, con risparmio dell’uso di acqua potabile quintuplicato rispetto ai migliori benchmark di riferimento grazie all’adozione incrociata di sistemi di riduzione e il riutilizzo dell’acqua piovana.

Importanti sono state anche le prestazioni degli spazi interni, dove la relazione con le viste sul paesaggio e la luce naturale e l’uso di materiali basso emissivi hanno puntato ad alte prestazioni in termini di comfort e salubrità. Per i crediti del segmento costruzioni vanno rilevati i punti di “performance esemplari”, ottenuti grazie all'interramento totale dei parcheggi e quelli inerenti alla gestione dei rifiuti delle attività di costruzione, la cui quasi totalità è stata riciclata.

Il valore d’integrazione portato alla luce nel perseguimento di obiettivi “green” è uno dei risultati metodologicamente più interessanti di questo percorso. Il risultato globale ottenuto con la certificazione LEED dell’intervento ha una valenza ulteriore se si considera che il MUSE svolgerà una importante funzione pedagogica. Come “Building as a teaching tool” – edificio come uno strumento di insegnamento che può ispirare ed educare.

Inoltre, verrà realizzata una sezione espositiva dove i visitatori potranno conoscere le strategie per rendere gli edifici più sostenibili ed efficienti ( 3.300 metri quadri di esposizioni permanenti e 500 metri quadri di mostre temporanee). Un'occasione, dunqu,e per conoscere LEED e toccare con mano come si persegue la certificazione e cosa significa in termini tangibili.

Secondo Laura Pighi, LEED AP e project manager di Habitech «il progetto ha perseguito attivamente l'obiettivo “Building as a teaching tool“, così che nel raccontare la sostenibilità sarà esso stesso il primo esempio di ciò che contiene e di cui parla. L'edificio stesso diventa uno strumento educativo».

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