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Partnership trentina per promuovere l’edilizia in legno

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In Trentino l’edilizia in legno di qualità sarà il trait d’union tra due società del luogo. È giunto al traguardo, infatti, l’accordo per la firma del protocollo d’intesa tra Itea Spa ed Arca, grazie al quale l’Istituto di edilizia pubblica si avvallerà di Arca come partner tecnico nella realizzazione di nuovi alloggi in legno. Questa intesa, che vede anche il coinvolgimento del Distretto Tecnologico Trentino, segna un passo in avanti nel qualificato percorso intrapreso dalla società nel 2007 quando fu sottoscritto il “Piano Straordinario di edilizia abitativa pubblica” che introduceva per la prima volta, nell’ambito della pianificazione della realizzazione di 3.000 nuovi alloggi, la riserva di un 10% di questi ultimi da costruirsi con l’impiego del legno.

Ad oggi, sono 113 gli alloggi Itea in legno ultimati e/o in corso di costruzione: da segnalare la Scuola Elementare di Cembra inaugurata nel 2008; il polo scolasticoLausena Canal San Bovo inaugurato nel 2010 (oltre a 4 alloggi già consegnati nel 2005 nello stesso comune); i 23 alloggi (di cui due palazzine sono in legno) a Serravalle di Ala consegnati nei mesi scorsi, e 23 alloggi a Roverè della Luna in corso di ultimazione.

I primi alloggi che saranno oggetto della certificazione Arca, in seguito al menzionato protocollo d’intesa, sono potenzialmente 61 e sono distribuiti nei seguenti comuni: 28 a Gardolo, 12 a Cimone, 12 a Dro, 3 a Soraga e 6 a Vigo di Fassa. Nei prossimi bandi con il criterio dell’Offerta economicamente più vantaggiosa, che interesseranno edifici in legno, anche la certificazione Arca sarà elemento premiante nella valutazione delle offerte tecniche.

Nell’intento comune di dare impulso al mercato immobiliare delle costruzioni in legno, Itea Spa sta portando avanti un ambizioso progetto assieme alla Société d’Habitation du Québec (SHQ) per la realizzazione di alloggi a canone moderato. Nell’ambito di tale intesa saranno costruiti nel cantiere di Gardolo due stabili composti di 14 alloggi ciascuno, mentre due edifici residenziali comunitari, per un totale di 40 alloggi, saranno realizzati nella Cité Verte, un nuovo ecoquartiere situato nel territorio della Città di Québec. La collaborazione, che vede coinvolti oltre ad ITEA e SHQ, Arca, Università di Trento, Ivalsa e l’Università di Laval nel Québec, si tradurrà nell’opportunità di mettere a confronto le prestazioni delle diverse tipologie costruttive in legno dei due cantieri nonché delle diverse modalità di approccio alla costruzione in legno.

Il legno, con il supporto di Arca e del Distretto Tecnologico Trentino, potrà giocare un ruolo strategico anche nell’ambito del progetto di restyling dei quartieri delle Torri di Madonna Bianca e Villazzano 3, che Itea sta implementando in stretta sinergia con l’Università di Trento, visto che è allo studio la possibilità di realizzare dei nuovi e innovativi pannelli di facciata con struttura in legno.
La sottoscrizione del protocollo d’intesa è la prosecuzione di un percorso già avviato tra Itea Spa ed Arca: non ultima la partecipazione dell’ing. Michela Chiogna (Consigliere di Amministrazione Itea) e dell’ing. Stefano Menapace (Coordinatore tecnico di Arca) alla conferenza internazionale “Roofscaping the city” (Rigenerazione urbana a consumo di suolo zero) organizzata dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.

Il focus del meeting, la sopraelevazioni degli edifici e questa tipologia d’intervento, è attualmente al vaglio di Itea Spa, aprendo nuovi scenari che potrebbero essere sviluppati nel prossimo futuro in un’ottica di applicazione del concetto di RiUSo (Rigenerazione Urbana Sostenibile). “Costruire sulla città esistente mediante interventi di sopraelevazione e integrazione di nuovi volumi abitativi costituisce una strategia sempre più diffusa in Europa con una forte prevalenza di elementi costruttivi in legno”. Il convegno internazionale ha analizzato la tematica attraverso un confronto con le più significative esperienze europee di rigenerazione urbana a consumo di suolo zero e quindi, in una seconda fase, ha esaminato le possibili strategie di intervento a livello nazionale per la rigenerazione del patrimonio edilizio residenziale.

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