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Eolico verso la competitività e la piena integrazione nella rete

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Si è svolto questa mattina il convegno dell'associazione nazionale energia del vento (Anev) organizzato in occasione della Giornata Mondiale del Vento, manifestazione che riceve ogni anno l’adesione del Presidente della Repubblica e i Patrocini del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e da quest’anno anche quello del Ministero per i Beni Culturali.

Un incontro incentrato sul tema della competitività dell’eolico sulla rete elettrica nazionale, questione centrale per un settore ormai maturo e necessario per il “mix energetico nazionale. Gli interventi hanno fornito un quadro aggiornato della situazione e ragionato sui possibili scenari futuri nel mondo dell’eolico e delle rinnovabili in Italia.

«Il punto fondamentale da cui il settore dell’energia deve ripartire è l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli incentivi previsti – afferma Simone Togni, presidente Anev e moderatore del convegno – privilegiando le fonti più virtuose, ovvero quelle che hanno raggiunto una certa maturità a livello tecnologico e che prevedono un’incidenza sostanziale sull’industria nazionale, con risvolti a livello economico occupazionale. Tutto ciò sottolineato dalla circostanza che possano comunque in futuro essere accompagnate gradualmente verso la completa autonomia raggiungendo la totale competitività. La strada per raggiungere questo obiettivo è sicuramente impervia, passa dalla semplificazione drastica della burocrazia ed è certamente necessario percorrerla per rilanciare la crescita di un settore strategico come quello eolico nazionale».

«La percezione dell’eolico in Italia è cambiata. Oggi l’energia eolica ha un ruolo importante nel sistema energetico nazionale poiché rappresenta un’opportunità», commenta Stefano Saglia, responsabile Energia PdL. «Il raggiungimento di certi obiettivi nel mondo delle rinnovabili è stato soddisfacente. Abbiamo raggiunto un mix energetico che comprende anche le rinnovabili. Oggi le priorità e le sfide sono altre, in primis l’implementazione della rete elettrica nazionale e gli incentivi necessari per chi vuole fare impresa in Italia».

Chicco Testa, presidente Assoelettrica, è intervenuto con un veloce saluto dichiarando che «Le potenzialità di sviluppo delle fonti rinnovabili sono in Italia ancora rilevanti, sia per raggiungere e consolidare gli obiettivi fissati in sede europea, che per il settore elettrico traguardano una quota di oltre un terzo di produzione da FER, sia per le ricadute tecnologiche, industriali ed occupazionali che il settore può rappresentare. Occorre però evitare di ripetere gli errori del passato. L’obiettivo deve essere quello di rendere le fonti rinnovabili economicamente sostenibili, garantendo le forme di incentivazione necessarie ed evitando di concentrare troppe risorse su una sola filiera, come è stato fatto con il fotovoltaico». Aggiungendo, «È dunque necessario rimodulare l’allocazione delle risorse al fine di offrire nuove opportunità industriali ad un settore, quello dell’energia eolica, finora cresciuto in modo ordinato e che merita di proseguire lungo questa fruttuosa strada».

Foto: ANEV«L'integrazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili e della generazione distribuita in un contesto di mercato e la partecipazione attiva di tali impianti ai mercati dell'energia è un obiettivo da perseguire in modo prioritario», commenta Gervasio Ciaccia della Direzione Mercati AEEG. «Al fine di consentire che la penetrazione di tali impianti nel sistema elettrico possa crescere sempre di più senza pregiudicare la gestione in sicurezza del sistema elettrico, diventa infatti sempre più importante fare in modo che tali impianti prestino servizi di rete e partecipino attivamente alla fornitura dei servizi di dispacciamento; al tempo stesso è importante porre le basi per una regolazione che permetta a tali impianti di fornire risorse per il dispacciamento e di cogliere le opportunità di mercato ad esse connesse. In tale contesto gli impianti eolici, anche in virtù dello sviluppo tecnologico che ha caratterizzato le turbine negli ultimi anni, sono in grado di dare un contributo significativo».

Il rappresentante dell'Autorità per l'energia conclude sostenendo che «Al fine di raggiungere i predetti obiettivi, con particolare riferimento alla generazione distribuita è pertanto opportuno definire le modalità con le quali Terna, ed eventualmente i gestori delle reti di distribuzione possano avvalersi di tali impianti per la gestione in sicurezza delle reti elettriche. Quest'ultima considerazione è particolarmente rilevante per quanto riguarda la rete di distribuzione, per la quale la regolazione del servizio di dispacciamento deve ancora essere definita (al momento sono in corso diverse analisi su alcuni modelli di dispacciamento tra loro alternativi; tali analisi confluiranno in un documento di consultazione con il quale avviare la discussione con gli operatori sulla predetta tematica)».

«Un Paese come l’Italia ha tutto da guadagnare nel puntare sull’eolico», secondo Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente. «Grazie a questa fonte rinnovabile possiamo infatti ridurre le importazioni di carbone e petrolio che sono, oltretutto, la ragione principale degli aumenti in bolletta avvenuti negli ultimi 10 anni in Italia. Oggi che le rinnovabili garantiscono il 30% dell’energia elettrica consumata in Italia non dobbiamo fermarci ma, al contrario, spingere nella direzione di un modello energetico moderno incentrato su efficienza energetica e rinnovabili che è l’unica possibilità che abbiamo di ridurre dipendenza dall’estero per le fonti fossili, bolletta energetica e emissioni climalteranti. Per continuare nello sviluppo dell'eolico ora però servono certezze per la realizzazione degli impianti, a partire dalle procedure di autorizzazione che ancora oggi rappresentano una fortissima barriera alla diffusione degli impianti».

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