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Teleriscalmento: tagli alle risorse gia' accantonate

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Il testo del Decreto Legge sulla prestazione energetica nell’edilizia (sezione bonus edilizia) è stato presentato tre giorni fa in Consiglio dei Ministri. A questo proposito, la Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili sottolinea il paradosso che riguarda il settore del teleriscaldamento.

Secondo Fiper, il Governo ha deciso di allocare parte del fondo di garanzia (art.4-ter) già accantonato per la realizzazione delle reti di teleriscaldamento a favore dell’efficienza degli edifici pubblici (circa 100 milioni di euro corrispondenti ad un corrispettivo pari a 0,05 c€/sm3 sul consumo di gas metano), giocando sul ritardo nell’emanazione del decreto attuativo che regola le modalità di funzionamento del medesimo fondo, costituito ad hoc dal d.lgs. 28/2011 art. 22

«Siamo esterrefatti – commenta Walter Righini, presidente Fiper – dalla miopia del Governo italiano attuale e precedente di non riconoscere la valenza strategica del teleriscaldamento nella politica energetica italiana. Basti pensare al ritardo del decreto attuativo, tra gli ultimi a dover essere ancora emanato, a seguito dei decreti attuativi sul  V conto energia, sulle FER elettriche, sul Conto Termico e sui TEE. E dire che la recente Direttiva Europea sulla promozione dell’efficienza energetica (art.14) riconosce a questa tecnologia un ruolo di primo piano nella riduzione dei consumi energetici.

Riteniamo molto grave che le risorse accantonate, non ancora utilizzabili, per avviare piani industriali di vere e proprie infrastrutture energetiche a basso rischio di impresa, quali le reti di teleriscaldamento e raffrescamento, vengano decurtate per interventi sull’efficientamento degli edifici. Questa proposta consolida, se non verrà emendata, l’inuguaglianza di trattamento tra il comparto elettrico e termico da fonti rinnovabili. Seppur il comparto termico e dell’efficienza energetica sono quelli che garantiscono in termini di costi-benefici maggiori vantaggi per il sistema Paese, nella realtà sono i due settori in cui il Governo investe meno rispetto agli altri Stati Membri!

Auspichiamo – conclude Righini – che gli interventi di efficientamento degli edifici pubblici vengano promossi attraverso fondi specifici a tal fine, e non dalla riallocazione del fondo di garanzia per le reti di teleriscaldamento. Entrambi gli interventi rappresentano un volano di sviluppo importante in termini di occupazione, ambiente e risparmio energetico; sarebbe davvero un’occasione mancata per il Bel Paese non favorire questi investimenti in modo chiaro e lungimirante».

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