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Progettare l'efficienza energetica per citta' sempre piu' sostenibili

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In breve tempo non si parlerà più di “green” economy, perché questa sarà l’unica opzione possibile per portare avanti l’economia, per lo meno in Occidente.
Questa la prospettiva emersa durante la
seconda tappa del roadshow di convegni Comfort Technology, la manifestazione internazionale biennale rivolta ai settori dell’impiantistica civile e industriale della climatizzazione e delle energie rinnovabili, dall'intervento di Giuliano Dall’O’ del Politecnico di Milano che ha dato il via ai lavori.

«L’Unione europea e le grandi città italiane, da Milano a Bari, passando da Torino, Genova, Venezia, Perugia, Roma e Napoli, stanno già avviando programmi e strategie di sviluppo per rendere le proprie realtà territoriali “Smart” – afferma Dall'O'. – La strada è ormai segnata e non si può tornare indietro, perché gli edifici sono sempre più “intelligenti” e dovranno dialogare tra di loro attraverso Smart Grid in grado di gestire flussi informativi complessi. Ma non basta, Smart Area è la parola chiave del futuro energeticamente sostenibile prospettato nel 2020, ovvero intere città collegate tra loro da servizi, reti e infrastrutture per la comunicazione, informazione, gestione e ottimizzazione della qualità della vita dei cittadini che le vivranno».

Il convegno, tenuto al Politecnico di Milano – Bovisa, organizzato da Reed Business Information e Mostra Convegno Expocomfort, ha toccato i temi più attuali che riguardano l’universo green: Smart Cities e Smart Plants, l’ICT a supporto dello sviluppo di queste realtà Smart, ma anche nuove importanti figure professionali come la Commissioning Authority, le nuove direttive europee e leggi regionali, l’evoluzione impiantistica, le energie rinnovabili in Italia e il loro futuro, l’Home e Building Automation, gestione e riqualificazione del patrimonio immobiliare e l’integrazione degli impianti di generazione distribuita nelle reti elettriche.

«L’edilizia Smart – ha inoltre commentato Giuliano Dall’O’, professore di Fisica Tecnica Ambientale presso il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano e Presidente del Comitato Scientifico di MCE – è ormai un processo già avviato. I principi dell’Architettura Bioclimatica stanno diventando i principi dell’Architettura (sfruttamento del comportamento passivo dell’edificio, guadagni diretti, serre solari, ecc.) e le fonti energetiche rinnovabili (solare termico, solare fotovoltaico, eolico, biomassa, ecc.) sono diventate le risorse energetiche da utilizzare al massimo della loro potenzialità integrate con le fonti convenzionali nel bilancio energetico dell’edificio”.

La visione più economica è stata affrontata, invece, da Vittorio Chiesa del MIP Politecnico di Milano che ha sottolineato l’importanza e il futuro delle fonti rinnovabili in Italia, in termini di aumento dell’installazione di impianti e centrali. Ogni fonte di energia rinnovabile sarà importante nello sviluppo delle smart cities: in una realtà in cui ogni edificio dialogherà con la città e la comunità in cui è inserito e ogni città dialogherà con l’hinterland circostante, ogni impianto, che sia fotovoltaico, eolico, termodinamico o per energia derivante dalle biomasse, risponderà alle esigenze di un particolare edificio o di una dedicata funzione.

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La sfida è la massima integrazione possibile: «Per quanto riguarda le rinnovabili elettriche il fotovoltaico, che produce 1GW all’anno, risentirà del mancato supporto degli incentivi mentre sicuramente si avrà uno sviluppo del settore delle biomasse elettriche per gli impianti di piccola taglia che possono utilizzare le risorse locali disponibili – ha dichiarato Vittorio Chiesta. – Per quanto riguarda invece il mini eolico è ancora lontano da uno sviluppo concreto. Nello scenario delle rinnovabili termiche si distinguono le caldaie a pallet, che stanno già vivendo un momento molto fiorente, destinato a proseguire, la situazione è differente per il comparto del solare termico che dovrebbe riuscire ad avere un rilancio grazie al nuovo conto termico mentre è in crescita il mercato delle pompe di calore che però trova un limite nell’incertezza delle normative e nell’insoddisfazione rispetto al conto termico ritenuto poco efficiente che limita le potenzialità di sviluppo. Per fortuna le imprese italiane registrano una forte quota di export con la quale producono il fatturato».

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