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Sen e Fer termiche per risollevare l'Italia

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La Federazione delle Associazioni Nazionali della Meccanica Varia e Affine di Confindustria – ANIMA ha presentato un documento, derivato anche dalla condivisione del recente documento programmatico di Confindustria, indirizzato al nuovo governo nel quale si evidenziano, concretizzandole in sette punti, le priorità per risollevare il settore ed uscire dal periodo di crisi che tutto il Paese sta attraversando.

Il comparto della meccanica rappresentato da ANIMA ha chiuso il 2012 con valore della produzione di 41,4 miliardi di euro, in leggero calo rispetto all’anno precedente, con esportazioni pari a oltre 23 miliardi di euro, che corrispondono al 56% del fatturato complessivo.
«Se fino a ieri le nostre aziende riuscivano a fronteggiare la crisi grazie all’export –
afferma Sandro Bonomi, Presidente ANIMA – oggi la crisi del mercato interno sta assumendo dimensioni tali che non è più sufficiente neanche aggrapparsi alle esportazioni per mantenere i livelli di fatturato». 

Tra i sette punti presentati dall’Associazione, diffusi con un comunicato stampa, vengono proposte iniziative per l’aumento delle esportazioni, un maggiore stimolo della collaborazione nelle filiere italiane, un severo controllo del mercato e un’attenzione significativa all’efficienza energetica e allo sviluppo delle rinnovabili termiche.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, in particolare, ANIMA osserva che la Strategia Energetica Nazionale (SEN), rappresenta uno strumento utile di riflessione, ma manca di decreti attuativi che la rendano effettiva. Pertanto, sottolineato che si tratta di un settore chiave per far ripartire la crescita del Paese, auspica lo sviluppo di una SEN con al centro la stabilizzazione dell’incentivo del 55% per l'acquisto di tecnologie che utilizzano fonti rinnovabili, e l'avvio del Conto Energia Termico con la possibilità di cumulare gli incentivi per gli utilizzatori di tecnologie che uniscano la sommatoria di Rinnovabili ed Efficienza Energetica.

Gli altri punti elencati sono gli investimenti per la modernizzazione dell’attuale parco macchine da produzione, l'introduzione della denominazione obbligatoria dell’origine dei prodotti meccanici e una maggiore attenzione ai titolari di gare d’appalto nazionali.

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