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Bonus biogas: nodi e prospettive

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Il nuovo sistema di incentivazione per il biogas, che interesserà gli impianti per il prossimo triennio 2013-2015, prevede che alla tariffa incentivante base sia possibile sommare due “bonus”, definibili come “bonus CAR” e “bonus azoto”.

Il bonus CAR è legato al calore utile, cioè a quella quantità di calore prodotto dall’unità di cogenerazione utilizzata per usi diversi da quelli finalizzati alla produzione di energia da parte dell’impianto di cogenerazione stesso. Per godere di tale bonus, la quantità di calore così utilizzata deve rispettare precisi vincoli in termini di risparmio energetico, in modo da soddisfare la definizione di C.A.R. (Cogenerazione ad Alto Rendimento).
Il bonus azoto, che può essere normativamente o funzionalmente legato al bonus CAR, può essere ottenuto ricorrendo a idonei sistemi di trattamento del digestato, per la concentrazione e valorizzazione ovvero per la riduzione dell’azoto in esso contenuto.

Fornire un supporto per interpretare la normativa e illustrare la fattibilità tecnico-economica di proposte impiantistico-gestionali che potrebbero permettere l’ottenimento dei bonus sono stati due degli obiettivi del workshop Bonus Biogas Azoto e CARCogenerazione ad Alto Rendimento tenutosi ieri a Verona, al Centro Congressi Palaexpo in Sala Salieri.

«Il sistema di incentivi per le fonti di energia rinnovabili non fotovoltaiche, e in particolar modo i bonus azoto e CAR, si basa su un iter burocratico complesso e per far fronte a questa complessità le aziende possono confrontarsi in un contesto ricco di esperienze come il Consorzio», è stato il commento di Marco Pezzaglia, direttore del CIB, Consorzio Italiano Biogas durante il suo intervento.

«Gli incentivi hanno indubbiamente permesso un’accelerazione nello sviluppo di impianti biogas, ma il percorso di attivazione è, allo stato attuale, particolarmente articolato. Per arginare questa criticità, il CIB consiglia alle aziende di unirsi in un sistema di networking integrato, dove possano coordinarsi e supportarsi l’un con l’altra per far fronte alle varie difficoltà di avvio e, una volta concluso il procedimento, possano condividere le proprie esperienze».

Il CIB si pone, tra gli altri obiettivi, anche quello di trasmettere il concetto di progettualità di questo settore. «Gli impianti di biogas sono vere e proprie iniziative che si integrano nei processi delle aziende agricole e, come tali, basate su progetti ragionati a lungo termine. I produttori e le imprese fornitrici di tecnologia devono lavorare insieme per rendere sempre più efficiente lo sviluppo della digestione anaerobica per promuovere un sistema virtuoso dal punto di vista economico, ambientale e sociale», ha concluso Pezzaglia.

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