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GEMONA 'COMUNE SOSTENIBILE'

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Il primo cittadino di Gemona del Friuli (Udine) Paolo Urbani e il ministro dell’Ambiente Corrado Clini hanno sottoscritto il mese scorso a Udine un accordo volontario per la promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi, alla riduzione e alla neutralizzazione dell’impatto sul clima del Comune, con l’obiettivo di realizzare un modello dicomune sostenibile“.

L’accordo, della durata di dodici mesi, decollato grazie all’advisor di comunicazione di Udine Gruppo Rem, leader in Italia in materia di green consultancy, è uno dei progetti pilota in Italia stipulati tra un’amministrazione locale e il Ministero, e dunque destinato ad essere apripista a livello nazionale.
Soddisfatto il sindaco di Gemona, che da anni sta investendo in un percorso di sostenibilità per la città: «
si tratta di un traguardo importantissimo, che conferma e rafforza la validità del progetto 'Gemona città dello sport e del benstare' che l’amministrazione ha intrapreso in questi ultimi due anni: dopo l’intervento dei privati, ora arriva la partnership d’eccellenza del Ministero dell’Ambiente».

L’accordo nasce sulla scorta dell’impegno dell’amministrazione della cittadina pedemontana friulana, che da sempre impiega energie e risorse per la protezione e la valorizzazione della qualità urbana e ambientale, e che negli ultimi anni ha avviato iniziative in linea con i principi di sviluppo sostenibile. Tra queste, la promozione di azioni volte a limitare i consumi di energia primaria non rinnovabile e le emissioni inquinanti e climalteranti“, attraverso incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti e per l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per produrre energia elettrica e termica al servizio di immobili residenziali.

«Con questo accordo – spiega il sindaco Urbani – intendiamo rafforzare ulteriormente la nostra politica ambientale nel settore climatico, impegnandoci a procedere in linea con le politiche governative nell’ambito del Protocollo di Kyoto e del Pacchetto Clima-Energia dell’Unione Europea».

La volontà del Comune di Gemona incontra quella del Ministero dell’Ambiente, che attraverso programmi in collaborazione con amministrazioni pubbliche sostiene la promozione della riduzione delle emissioni in atmosfera e la diffusione di modelli sostenibili di gestione del territorio. Il Dicastero guidato dal ministro Corrado Clini ha in corso un intenso programma per la valutazione dell’impronta ambientale dei sistemi e dei modelli di produzione e di consumo.

Con la stipula di questo accordo, le parti firmatarie avvieranno una collaborazione volta a promuovere iniziative per valorizzare la sostenibilità del Comune di Gemona. Prima sarà definita di concerto con il Ministero una metodologia di calcolo dell’impronta di carbonio (carbon footprint) relativa al Comune di Gemona, con relativa contabilizzazione delle emissioni di CO2 prodotte. «Il Comune di Gemona – afferma il sindaco – s’impegna a condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2 riferite alla propria cittadinanza e alla gestione del territorio comunale, nell’ottica di una loro riduzione e/o neutralizzazione».

Successivamente, il Comune sarà impegnato nella definizione di un sistema di gestione delle emissioni, volto a ridurre l’impronta di carbonio all’interno del territorio comunale. A tal fine, per ciascuna delle attività oggetto di carbon footprinting, si potranno individuare gli interventi, economicamente efficienti, volti a ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra e, inoltre, effettuare una stima delle restanti emissioni ai fini della loro neutralizzazione. Il Ministero dell’Ambiente fornirà tutta la propria collaborazione istituzionale, assistendo il Comune di Gemona del Friuli lungo tutto il percorso. Ciò anche attraverso un riconoscimento dell’intero processo di carbon footprinting attuato, della relativa metodologia di calcolo applicata, oltre che dei relativi esiti conseguiti.

L’attenzione verso l’ambiente è una questione che coinvolge attivamente tutta la cittadina pedemontana friulana, duramente colpita dal terremoto nel 1976 e rinata secondo un percorso di ricostruzione modello. Una realtà che si colloca, quindi, a pieno titolo tra le eccellenze del territorio e si candida a diventare una delle prime smart city d’Italia.

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