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RENDIMENTO ENERGETICO, COMPLETATO IL QUADRO LEGISLATIVO

align: left;”>L'Italia, finalmente, si è uniformata all’Unione Europea dando piena attuazione alla Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico.

Il Consiglio dei Ministri del 15 febbraio, infatti, ha dato il via libera al D.P.R. recante “Regolamento in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera a), seconda parte, e lettera c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia”.

L’emanazione di tale provvedimento è collegata alla necessità di dare risposta al richiamo ricevuto dalla Commissione Europea per incompleta e non conforme attuazione di tale direttiva, e alla successiva denuncia presso la Corte di Giustizia Europea nell’estate 2012.
L’art. 9 della direttiva 2002/91/CE riguarda l’obbligo per gli Stati membri di stabilire le misure necessarie alle ispezioni periodiche dei sistemi di condizionamento d’aria di potenza maggiore di 12 kW, che contemplino anche una valutazione dell’efficienza dell’impianto e una consulenza agli utenti sui possibili miglioramenti e sulle soluzioni sostitutive o alternative.

Il regolamento, oltre a definire una disciplina di controlli e ispezioni degli impianti di climatizzazione estiva che integra quella già prevista per il riscaldamento invernale, prevede anche che la verifica dello stato dell’attrezzatura termica venga effettuata in maniera indipendente da esperti qualificati o riconosciuti, per i quali vengono stabiliti nuovi requisiti professionali e i criteri di accreditamento necessari: i soggetti autorizzati a compiere le ispezioni, infatti, dovranno essere diversi da quelli coinvolti nella progettazione, installazione e manutenzione degli impianti termici, e dovranno disporre di specifiche competenze tecniche, professionali e normative.

Il decreto, inoltre, ridisegna la periodicità per i controlli di efficienza sugli impianti con potenza compresa tra i 10 kW (12 per i climatizzatori estivi) e i 100 kW, che dovranno essere effettuati ogni due anni per gli impianti a combustibile liquido o solido, mentre per quelle alimentate a gas, metano e gpl (le più diffuse) la cadenza dei controlli è ogni quattro anni, intervallo che si riversa anche sugli apparecchi con più di otto anni di vita per i quali i controlli erano fissati ogni due anni (prima fino a 35 Kw). Le ispezioni valuteranno l’efficienza energetica del generatore, il suo corretto dimensionamento rispetto all’effettivo fabbisogno energetico e gli eventuali interventi migliorativi.

Le nuove norme, infine, indicano i periodi dell'anno in cui gli impianti termici per la climatizzazione invernale potranno essere accesi e stabiliscono, sia per il riscaldamento invernale che per il condizionamento estivo, i valori massimi e minimi della temperatura ambiente, tenendo conto della destinazione d'uso degli edifici e prevedendo deroghe in casi particolari. In inverno, la media delle temperature dell'aria non dovrà superare i 18°C per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili e i 20°C per tutti gli altri edifici. In estate, invece, non dovrà essere inferiore a 26 °C per tutti i tipi di edificio.

L'applicazione delle nuove regole, a seconda delle caratteristiche e peculiarità del proprio territorio, e la formazione professionale e l'accreditamento degli organismi e dei soggetti a cui affidare le attività di ispezione e certificazione, sono demandate alle autorità locali, Regioni e Province autonome.

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