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Edifici industriali, modelli di business a Nordest

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Dati dell’impianto realizzato

Le pubblicazioni GBE Factory
Gli obiettivi futuri: installazione di 21 MWp


Nell'ambito del progetto internazionale “GBE Factory: edifici industriali e commerciali di seconda generazione. Le fonti rinnovabili al servizio della competitività e dell'ambiente” di cui Unioncamere del Veneto è capofila, è stato creato un brand che promuove e premia le aziende virtuose che hanno realizzato investimenti per la produzione di energie rinnovabili.

Una declinazione del brand GBE Factory è la realizzazione di targhe in plexiglas che le aziende possono utilizzare per esposizione interna o durante la partecipazione ad eventi fieristici.

La prima targa è stata assegnata durante il convegno “Produzione di energia rinnovabile nel settore legno-arredo”, organizzato da Unioncamere del Veneto in collaborazione con l’Unione Industriali Pordenone, Pordenone Energia e ADSI-Distretto del mobile Livenza, all’azienda ICM S.p.A. di Maron di Brugnera (PN).

L’obiettivo dell’azienda è di utilizzare tutto il polverino di produzione interna per produrre energia elettrica in cogenerazione. Il programma prevede di utilizzare l'attuale caldaia ad alta tecnologia per la combustione di tutto il polverino prodotto, eliminando i conferimenti all’esterno e di produrre energia con l’impiego di turbine ORC.

Dati dell’impianto realizzato
Per quanto riguarda l’uso di energia rinnovabile ICM S.p.A sta utilizzando il polverino derivato da lavorazioni interne, attraverso un processo di differenziazione delle proprie linee di aspirazione in funzione della qualità dello stesso (di prima lavorazione e di lavorazioni successive).
Tale impostazione consente di bruciare il polverino proveniente da pannelli non ancora trattati rispettando i limiti di emissione previsti per legge.

La quantità di polverino di legno prodotta all’anno si assesta sui 3.400.000 kg. Considerando un potere calorifico di 4.88 Kwh/kg, l’azienda dispone di circa 16.600.000 Kwh all’anno di energia rinnovabile equivalente all’anno. Ricorrendo alla combustione per produrre energia termica con un rendimento ipotizzato dell’85% l’azienda dispone di 14.100.000 KWth di energia termica ad alta temperatura.

L’attuale obiettivo dell’azienda è utilizzare l’intera disponibilità di polverino per la produzione di energia elettrica in cogenerazione, ovvero di triplicare le quantità di polverino utilizzate rispetto al 2010.
L’impianto ORC è costituito da due turbine con i seguenti obiettivi di produzione e vendita dell’energia (dati 2012):

Potenza elettrica 2X125KWe 250 KWe
Energia elettrica prodotta per anno 1.630.000 KWh/anno
Ricavi dalla vendita di energia 460.000 €/anno
Tempo di rientro stimato dell’investimento 3 anni 9 mesi

 TAB 1 – Dati dell’investimento ORC previsto

In tal modo, ICM si troverebbe a diventare uno stabilimento Zero carbon emission con una produzione di energia rinnovabile come indicato nella tabella seguente.

Energia elettrica 1.630.000 KWe/anno
Energia termica ad alta temperatura 14.100.000 KWt/anno
Energia termica per produzione elettricità 12.450.000 KWt/anno
Energia termica per riscaldamento 1.650.000 KWt/anno

 TAB 2 – Fonti di energia rinnovabile

Qualsiasi azienda può essere premiata e riconosciuta a livello internazionale, infatti La concessione della targa GBE Factory viene rilasciata alle aziende/organizzazioni che nei loro stabili adibiti ad uso industriale e/o commerciale-servizi abbiano realizzato investimenti per la produzione di energie rinnovabili per una potenza superiore a 100KW (elettrici e/o termici) in totale (per chi abbia operato investimenti in più stabili la soglia deve essere superata comunque in un singolo stabile). Le realizzazioni devono essere state operate dopo la data di inizio del progetto GBE Factory, ovvero a partire dal 1 giugno 2011. Il regolamento è visibile al seguente link.

L’obiettivo dell’operazione è dare visibilità alle aziende/organizzazioni virtuose, che abbiano operato investimenti in energie rinnovabili a seguito di contatti con i partner del progetto GBE Factory o abbiano operato investimenti “significativi” in energie rinnovabili e siano disponibili ad essere citate nel sito GBE Factory oltre che visitate da chi ne faccia richiesta attraverso il partner GBE Factory.

Le pubblicazioni GBE Factory
Nell’ambito del progetto sono già state realizzate diverse pubblicazioni, prima fra tutte la Business Model guide, una guida operativa che descrive modelli di business e raccoglie 24 buone pratiche europee di applicazione di tecnologie rinnovabili ad edifici industriali e commerciali di vari settori di mercato.
Sono state, inoltre, condotte e pubblicate delle market analisys nei cinque paesi che fanno parte del consorzio.

Le analisi si focalizzano su diversi settori e aree geografiche e sono state sviluppate partendo dalla mappatura del fabbisogno energetico per poi valutare quale fosse l’investimento nelle rinnovabili più adatto. Per quanto riguarda l’Italia sono stati analizzati Distretto del mobile di Livenza e il settore alimentare veneto.
Dalla prima market analysis è emerso che una GBE Factory tipo per il Distretto del mobile di Livenza potrebbe essere caratterizzata da un mix di impianti che producono energie rinnovabili costituito da:
1. impianti per produzione di energia termica ed elettrica alimentati a polverino (caldaie, cogeneratori);
2. Impianti a pompa di calore (aria, acqua, geotermici), generalmente quando non in presenza di impianti di cui al punto 1) precedente;
3. Impianti fotovoltaici a tetto di medie dimensioni (<1 MWe collegati alla rete) e di piccole dimensioni (inferiori a 200 KWe) anche in abbinamento con pompe di calore. Naturalmente il giusto mix di questi impianti va tarato sulla disponibilità degli incentivi, sulla tipologia dei processi dell’azienda ed eventualmente anche su appropriate modifiche dei flussi produttivi al fine di rendere massimo l’uso locale dell’energia rinnovabile.

Dai consumi di energia e dagli indicatori di consumo energetico calcolati per il settore alimentare del Veneto, invece, si evince che le due voci di consumo rilevanti in ordine di grandezza sono l’utilizzo di gas naturale e di energia elettrica, con consumi pro capite molto più elevati rispetto a quanto calcolato per il settore del mobile del distretto di Livenza in Regione Veneto, Italia.
È evidente che siamo di fronte ad un’industria di processo e quindi con un fabbisogno energetico maggiore. Sicuramente è un settore ove interventi GBE Factory possono avere interessanti sviluppi, anche se le aziende del settore sono state colpite dalla recessione ed in questo momento sono molto caute a fare investimenti con rientri economici oltre i tre anni.

Anche in questo settore i consumi energetici, se guardati non dal lato dei MWh consumati, ma dei milioni di euro spesi per le forniture energetiche, fanno vedere come la parte rilevante della spesa sia dovuta ai consumi elettrici.
È naturale, quindi, pensare che interventi GBE Factory, vadano indirizzati principalmente alla produzione di energia elettrica, privilegiando l’autoconsumo in modo da ridurre la dipendenza dalla fluttuazione del prezzo dell’energia di natura fossile.

Considerato, poi, la rilevanza dei consumi di gas naturale, si ritiene che vadano incentivati sistemi CHP (sistemi combinati di calore ed elettricità) e sistemi a trigenerazione – CCHP.
Diventa strategico, infine, per alcune tipologie di aziende considerare il recupero di sottoprodotti e scarti aziendali per la produzione locale di energia (come si può vedere nelle industrie lattiero caseari, lavorazioni delle carni, lavorazioni della frutta, produzione di alcolici da vinacce e frutta varia).

Gli obiettivi futuri: installazione di 21 MWp
Il progetto europeo ha come obiettivo finale quello di promuovere l’installazione di 21 MWp di calore/energia elettrica da fonti rinnovabili in Europa entro il 2014, anno in cui termina il progetto.

Il programma EIE (Energia Intelligente per l’Europa), che finanzia il progetto, non sovvenziona interventi strutturali (come ad esempio la realizzazione vera e propria degli impianti), ma una serie di azioni di supporto volte a eliminare le barriere non-tecnologiche che impediscono o frenano l’espansione e la fioritura del mercato delle rinnovabili in Europa.
Per ottenere l’installazione di 21 MWp di energia/calore verde in Europa, Unioncamere del Veneto ed i partner di progetto implementeranno una serie di azioni che agevoleranno notevolmente le imprese nel dotarsi di fonti per la produzione di energie rinnovabili.

Pertanto, qualora un’azienda sia interessata a dotarsi di un impianto per produzione di energia rinnovabile entrando in contatto con Unioncamere del Veneto tramite il progetto potrà beneficiare di una serie di agevolazioni: la redazione di analisi del fabbisogno di energia elettrica/calore di alcune aree industriali; la realizzazione di studi di pre-fattibilità; il coinvolgimento di ESCO, EPC, investitori e banche; l’organizzazione di matchmaking per stimolare la filiera delle rinnovabili.

Autore: Ludovica Munari, Eurosportello – Unioncamere del Veneto
Email: europa5@eurosportelloveneto.it

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Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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