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TECNOLOGIE SMART ED EFFICIENZA, PRIORITA’ PER L’INDUSTRIA

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Nei giorni scorsi ? stato presentato il rapporto Tecnologie prioritarie per l’industria. Le innovazioni del prossimo futuropromosso dall’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (AIRI) e Innovhub Stazioni Sperimentali per l’industria (SSI).

L?edizione 2012 del rapporto, l’ottava, che AIRI conduce dal 1995 con cadenza biennale o triennale, copre settori rilevanti dell?industria italiana ed ? stata realizzata grazie all’apporto di 86 fra aziende, enti pubblici e organismi privati di ricerca, con la partecipazione attiva e volontaristica di 114 ricercatori specializzati nei diversi settori.
Otto sono i settori industriali presi in considerazione, vale a dire: informatica e telecomunicazioni;? microelettronica e semiconduttori;? energia; chimica; farmaceutica e biotecnologia farmaceutica; trasporti su strada, ferro e marittimi; aeronautica; beni strumentali.

Tra le 84 tecnologie individuate come rilevanti nel rapporto, emergono:
– l’integrazione delle ICT nei trasporti per sviluppare una crescente mobilit? smart su terra, mare e ferro;
– le tecnologie per la diversificazione delle fonti energetiche e per la riduzione del loro impatto ambientale, come l?utilizzo di biomasse, la valorizzazione dell’energia solare e l?ottimizzazione dell’efficienza energetica grazie allo sviluppo delle grid;
– le nuove tecnologie chimiche per uno sviluppo sostenibile e per l’ambiente, come il recupero di materiali da bottiglie e contenitori di plastica o da pneumatici usati o la bonifica di terreni;
– lo sviluppo dell?utilizzazione di risorse rinnovabili di origine naturale in bioraffinerie o per la produzione di un carburante come il bioetanolo, le nanotecnologie per materiali innovativi per? l’edilizia.
Particolare rilevanza,
inoltre, ? data alle tecnologie della mobilit? sostenibile e per l’integrazione strada-mare-ferro, e alle tecnologie del trasporto a basso impatto ambientale. Anche nei beni strumentali per l’industria manifatturiera, l’aspetto della sostenibilit? caratterizza le nuove tecnologie di progettazione di sistemi produttivi complessi.

Un ventaglio di tecnologie con evidenti rilevanti ricadute che potrebbe essere sviluppato in gran parte in un periodo medio-breve, cio? fra i tre e i cinque anni, e il cui sviluppo richiederebbe un incremento intorno al 16-17% dell?attuale spesa annua della ricerca svolta in Italia dalle aziende, di circa 10 miliardi di euro. Un investimento incrementale, dunque, di circa 5 miliardi di euro da spalmare in un periodo di tre-cinque anni.

L?indagine AIRI,
inoltre, mette? in evidenza per la prima volta che molte di queste tecnologie potrebbero acquisire incrementi di competitivit? ancora pi? elevati se potessero fruire, mediante collaborazione molto stretta con la ricerca pubblica, di iniezioni di nuove tecnologie trasversali quali le Key Enabling Technologies (biotecnologie industriali, nuovi materiali, fotonica, nanotecnologie, micro e nanoelettronica, sistemi avanzati di produzione) identificate dalla UE come la struttura portante per la crescita della competitivit? tecnologica dell?Europa e quindi la base del programma Horizon 2020 che decoller? nel 2014 con rilevanti risorse finanziarie.

?In questi ultimi tempi ? ha commentato Alessandro Spada , presidente di Innovhub SSI – stiamo assistendo a un progressivo allineamento delle politiche per l?innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo e stiamo vivendo una fase molto intensa di programmazione in vista della definizione delle caratteristiche di Horizon2020, lo strumento europeo che detter? di fatto le politiche di ricerca e sviluppo nel periodo 2014-2020. L?individuazione di specifiche tecnologie e iniziative costituisce un importantissimo corollario per non disperdere energie ma ascoltare la voce delle aziende che meglio di tutti conoscono le tendenze del mercato e le problematiche della competitivit??.
?Con l?ottava edizione di questa indagine, AIRI ha voluto indicare che esistono in Italia le competenze e le prospettive per uno sviluppo tecnologico del Paese nel medio-breve periodo, in particolare nel manifatturiero. Sono convinto che sia necessario definire una politica nazionale della crescita tecnologica, come parte rilevante di una politica industriale? ha concluso il Presidente di AIRI, Renato Ugo.

Scarica il sommario e le slides di presentazione del Rapporto

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