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Solar-lighting: il fotovoltaico sostenibile

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Benefici mondiali dei sistemi solar-lighting

Fotovoltaico sostenibile
Luce ?pulita? a costi accessibili


Se lo scopo delle celle e dei sistemi fotovoltaici ? generare energia elettrica, il primo e pi? naturale utilizzo di questa energia ? la creazione di luce. Ancora oggi, nel linguaggio quotidiano, non si paga la bolletta dell?energia elettrica ma la ?bolletta della luce?. Eppure il fotovoltaico odierno, quello del Conto Energia, delle grandi centrali e dei piccoli impianti residenziali, ? tutto tranne che legato alla generazione di luce: abbiamo perso di vista il legame originale, quello che port? negli anni Settanta e Ottanta ai primi impianti nei rifugi di montagna, ai lampioni stradali nelle zone isolate, alle boe marittime.

Eppure, c?? ancora una fetta enorme di popolazione mondiale che oggi ha bisogno del fotovoltaico nella sua dizione ?arcaica? di generazione di luce.

Benefici mondiali dei sistemi solar-lighting
Il solar-lighting, ovvero l?illuminazione alimentata da sistemi composti da batterie e moduli fotovoltaici, rappresenta ancor oggi un fotovoltaico sostenibile, con un impatto ambientale positivo decisamente pi? elevato delle installazioni grid-connected e con numerose ricadute in ambito sociale e sanitario.

Vale la pena partire da quest?ultimo punto, spesso trascurato (a chi giova? Ah gi?, ai petrolieri!), per ricordare che circa il 95% degli incendi con conseguenze gravi per l?uomo accadono nei paesi in via di sviluppo, dove l?illuminazione avviene bruciando combustibili fossili; in Sud Africa 200 mila persone hanno perso la vita o sono state gravemente ferite in incendi legati all’utilizzo del kerosene, nel sud dell?India gli incendi sono la seconda causa di morte giovanile e circa la met? di questi sono legati all’uso di lampade a kerosene, in Bangladesh il 23% dei bambini riporta ustioni per l?uso di queste lampade e nello Sri Lanka muoiono dalle 150 alle 200 persone l?anno per incidenti legati all’illuminazione con lanterne a petrolio.

E si potrebbe continuare con dati provenienti da altri paesi come l?Uganda dove il 70% degli incendi ? correlato alle lampade a kerosene o la Nigeria dove il 30% dei ricoveri ospedalieri ? per ustioni.

Purtroppo gli incendi non sono l?unico effetto deleterio delle lampade a combustibili fossili: le intossicazioni colpiscono in modo sistematico i bambini. In Pakistan e in decine di altri paesi l?intossicazione da kerosene ? la prima causa di avvelenamento tra i bimbi di uno e due anni perch? il combustibile ? spesso tenuto in normali bottiglie trasparenti e, triste ironia, proprio la mancanza di luce facilita a confondere i diversi contenitori. I livelli di PM2.5 emessi dalla lanterne, poi, sono 10 volte maggiori agli standard imposti dall?OMS.

Eppure, ancora oggi, il bisogno ancestrale di illuminazione spinge miliardi di persone ad utilizzare questi sistemi, senza nessun avvertimento da parte dei fornitori e nel totale disinteresse delle grandi aziende del fotovoltaico.

Uno studio interessante nelle Filippine (Figura 1) ha dimostrato come l?introduzione di sistemi di solar-lighting abbia drasticamente abbattuto la serie di patologie analizzate, tra cui quelle legate alla vista che veniva pesantemente danneggiata dalle lampade a kerosene per la loro scadente luminosit?.

Si capisce, quindi, come ci sia un beneficio immediato nell?uso di questi sistemi che va oltre la riduzione degli inquinanti in atmosfera. In ogni caso, il risparmio di emissioni inquinanti per lo stesso Watt di fotovoltaico installato ? tra le cinque e dieci volte maggiore per il solar-lighting rispetto agli impianti grid-connected nei paesi sviluppati poich? le lampade a kerosene producono il cosiddetto ?black carbon? che ha un impatto climalterante 700 volte maggiore a quello della normale anidride carbonica (Environ. Sci. Technol., 2012, 46 (24), pp. 13531?13538).

?Figura 1: impatto su caso studio nelle Filippine: in rosso situazione iniziale, blu dopo formazione, verde con solar-lighting. Fonte: E.Mills LBNL ? US DOE

Queste cifre da un lato sottolineano ancora una volta il divario tra il mondo ?occidentale? e il ?terzo?, ma dall?altro possono essere da stimolo per mettere a frutto l?esperienza maturata in questi anni in Europa, nel momento in cui deve essere pensata una nuova strategia di business che vada oltre i mercati attuali.

Fino ad oggi pi? del 70% degli impianti installati nei paesi in via di sviluppo sono stati realizzati grazie ad iniziative benefiche e fondi internazionali, senza tuttavia stimolare una crescita effettiva nei paesi interessati: certamente gli impatti sociali degli impianti ?di comunit?? come quelli di solar-pumping o di illuminazione delle strutture pubbliche quali scuole e ospedali sono positivi, ma hanno creato poche ricadute tangibili nell?economia locale.

Fotovoltaico sostenibile
Il solar-lighting nasce, invece, come prodotto per uso privato e pu? spingere alla nascita di un mercato sostenibile che partendo dal Watt arrivi al kiloWatt. Vanno per? corretti gli approcci sbagliati utilizzati fino ad ora e che si possono sommariamente ridurre a tre casi: il primo ? quello di iniziative spot, legate a singole ONG, che non consideravano gli aspetti tecnico-qualitativi dei prodotti andando cos? a regalare oggetti fragili (?one-night-stand?) che permettevano s? di fare qualche bella foto e di far stare con la coscienza a posto i donatori, ma si sono rilevati un boomerang per gli utenti finali.

Un altro approccio sbagliato ? stato quello delle gare indette dagli enti internazionali o dai singoli governi, dove spesso vince il prodotto pi? economico e, anche in questo caso, l?obiettivo primario ? fare qualche conferenza stampa strappalacrime.

L?ultimo approccio, che inserisco nella mia personale lista nera, ? quello delle aziende che pensano di spingere un unico prodotto in tutti i mercati, credendo che la loro sia la soluzione vincente e non si preoccupano di analizzare le esigenze dei clienti finali.

S?, clienti finali! Perch? anche i pi? poveri tra i poveri meritano il rispetto di essere trattati come dei normali clienti ai quali vanno offerte soluzioni e non prodotti a scatola chiusa.

Chi di noi, infatti, comprerebbe un impianto fotovoltaico sapendo che l?installatore non potr? mai pi? essere chiamato e che il fornitore dei moduli sar? irrintracciabile?

Le stesse domande se le pongono anche gli utilizzatori finali dei sistemi di solar-lighting, perch? gi? oggi sono abituati a pagare per l?illuminazione e l?energia: dall?Etiopia ad Haiti diversi studi dimostrano che la spesa per l?illuminazione varia da un minimo di 2.5 dollari a 10 dollari al mese per famiglia. A questo si aggiunga la crescente diffusione dei telefoni cellulari che necessitano dell?energia elettrica per essere caricati: nella sola Etiopia circa 40 milioni di persone vivono nelle zone rurali non connesse alla rete elettrica e, in tali aree, saranno attive 7 milioni di utenze cellulari entro il 2015.

Luce ?pulita? a costi accessibili

Offrire soluzioni ai clienti nei paesi del terzo (e quarto) mondo significa sia creare dei prodotti sostenibili economicamente, con tempi di rientro massimi di due anni grazie al microcredito, sia organizzare delle reti di assistenza con tecnici qualificati in quei territori che possano sviluppare un rapporto di fiducia duraturo e a 360 gradi. Meglio ancora se questi tecnici sono in grado di riutilizzare e riciclare a fine vita i singoli componenti dei sistemi.

I sistemi di solar-lighting, con le esperienze maturate in questi anni non solo nel campo fotovoltaico ma anche in quelli delle batterie al litio e dell?illuminazione a led, si possono concepire con criteri qualitativi che garantiscano un facile e duraturo utilizzo da parte del cliente finale, il quale maturer? cos? una fiducia nell’energia solare che potr? portarlo a investire nuovamente su sistemi, magari di potenza maggiore. Per esempio, i sistemi di buona qualit? devono garantire dopo duemila ore almeno il 70% del livello di luminosit? iniziale (con flussi luminosi adeguati alle attivit? da svolgere), devono permettere una facile lettura dello stato di carica della batteria e una semplice sostituzione della stessa, devono essere dotati di cavi e connettori adeguati all’installazione del modulo fotovoltaico sul tetto dell?abitazione e devono essere accompagnati da istruzioni chiare e comprensibili per tutti.

Il tutto per garantire un utilizzo giornaliero che va dalle quattro alle dodici ore, a seconda della taglia dell?installazione.

Quattro ore di luce, pulita, possono fare la differenza: gli artigiani possono lavorare qualche ora in pi? aumentando la loro produttivit?, le attivit? commerciali possono rimanere aperte di sera, si pu? mangiare quando ? calato il sole senza respirare i fumi delle lampade a kerosene che alterano i sapori dei cibi, gli studenti hanno pi? ore a disposizione per studiare migliorando cos? i loro risultati scolastici e la loro crescita intellettuale, le persone hanno pi? tempo libero per le attivit? di socializzazione e la disponibilit? della luce. Con un semplice click aumenta la sicurezza personale.

Le esigenze di questi clienti, in fondo, sono quelle di tutti noi: vivere una vita lunga e sana, offrire un?educazione adeguata ai propri figli e migliorare il proprio standard di vita sul piano economico e sociale.

La luce dal Sole, anche di notte, pu? offrire tutto questo e anche di pi?.


Autore
: Nicola Baggio
email: n.baggio@futurasun.it
*

* Futura ? una societ? attiva nel settore fotovoltaico che ha sviluppato diverse soluzioni di solar-lighting ed ? impegnata nella creazione di una rete di installatori qualificati nei paesi in via di sviluppo (www.futurasun.it).

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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