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Il Nordest protagonista del futuro energetico nazionale

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Finalmente raccolte in un unico documento le posizioni dei rappresentanti del Nordest che operano nel campo delle energie alternative, dell?efficienza energetica e della gestione delle reti. Sulla spinta della consultazione pubblica sulla “Strategia Energetica Nazionale” (SEN), proposta del Ministero dello Sviluppo Economico, si è riunito a Vicenza un gruppo di lavoro promosso da greeNordEsT in collaborazione con AIM Vicenza Spa, e composto da una ventina di responsabili di altrettante aziende del Veneto, al fine di fornire una visione strategica globale e completa, che parte dalle esigenze di chi ogni giorno opera nel territorio.

Il documento si basa prima di tutto sugli effetti positivi che una visione al 2050 potrebbe comportare per tutti i settori interessati. In primo luogo, una diminuzione dell’inquinamento dovuta al progressivo processo di decarbonizzazione e abbandono delle fonti fossili, la riduzione dei costi dell?energia per tutti grazie alla maggiore indipendenza energetica del Paese e la maggiore innovazione tecnologica e sviluppo di nuove filiere con il conseguente incremento del sistema produttivo, che porta alla creazione di posti di lavoro. La visione proposta comporterà più benessere sociale e, attraverso il sistema delle smart cities, garantirà un minore impatto ambientale e la valorizzazione del nostro paesaggio.

Dal documento finale di undici pagine “Tavolo di lavoro per la consultazione sulla strategia energetica nazionale Osservazioni e commenti” emergono alcune priorità:

  • sburocratizzazione / semplificazione dei processi autorizzativi. È auspicabile la costituzione di un testo unico delle rinnovabili a livello nazionale e di un commissario per l’energia;
  • stoccaggio dell’energia, anche tramite l?utilizzo del surplus elettrico con accumulo termico. È importante premiare ed incentivare lo stoccaggio da fonti di energia rinnovabili;
  • smart grid come architettura della distribuzione energetica;
  • incremento dei SEU (Sistemi Efficienti di Utenza);
  • incremento delle RIU (Reti Interne di Utenza);
  • azioni mirate all’efficientamento dell’intera filiera energetica (produzione, trasporto, consumo);
  • obbligatoriet? dei masterplan energetici per l?utilizzo del cascame termico (chiusura dei cicli);
  • diffusione della banda larga;
  • norme e misure a costo zero per favorire la grid parity;
  • premiare le strategie di efficientamento nella filiera tecnologia industriale (reti di impresa).

I passaggi principali sottolineano come “gli obiettivi numerici al 2030 devono essere più coraggiosi” e “le trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi nel nostro Paese non devono e non possono essere un obiettivo strategico”. Partendo dalla convinzione che l’approccio dev’essere quello di “una visione al 2050“, si afferma che “le barriere che hanno finora limitato le soluzioni di efficienza energetica sono state la scarsa cultura, la complessità normativa ed un orizzonte economico sempre incentrato sul breve periodo”.

L?efficienza energetica e la conseguente riduzione dei consumi, infatti, possono diventare un volano per una “filiera produttiva made in Italy” competitiva. Un motore per le imprese e per l’economia.

Nello specifico, secondo chi opera nel territorio, c’è bisogno di “una sostanziale deroga al patto di stabilità per investimenti sull’efficienza energetica”, “adeguati strumenti di accesso al credito agevolato per efficienza energetica” e “un meccanismo degli sgravi fiscali, che deve assumere una forma certa e stabile nel tempo”. Ottenibile solo attraverso una “seria e vera certificazione energetica”.

Si devono implementare le reti infrastrutturali in un?ottica smart: la filiera industriale italiana è impegnata da tempo a lavorare su reti intelligenti ed efficienti e pu? fornire la tecnologia adeguata ad aumentare l?efficienza del sistema.

La Strategia Energetica Nazionale deve porsi obiettivi ambiziosi, in primis la decarbonizzazione e l?indipendenza energetica del Paese; nel contempo, avere e dare al Paese vision, governance, modelli, scelte, programmi, misure, strumenti, comportamenti per la crescita sostenibile dell?Italia. Si deve guardare al futuro scegliendo fin da subito il modello organizzativo di sistema energetico che s?intende perseguire.

Le smart grid, infatti, sono in grado di far fronte ai numerosi problemi legati alla generazione diffusa del sistema elettrico e al controllo dei carichi. Sono strutture innovative che danno la possibilità di coinvolgere i cittadini-utenti finali nei consumi e mantenere un livello alto di sicurezza e affidabilit? del sistema. Attraverso la smart grid, infine, si pu? sviluppare un?infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici, favorendo la diminuzione di emissioni inquinanti.

Per quanto riguarda le rinnovabili elettriche, secondo il documento prodotto dal tavolo di lavoro veneto, ?è “condivisibile il continuo supporto agli investimenti, anche in presenza di riduzione o assenza di incentivi diretti. In particolare nel fotovoltaico è auspicabile il supporto alla generazione diffusa e l?appoggio alla ricerca della grid parity attraverso l?aumento della soglia per lo scambio sul posto e il chiarimento e la stabilizzazione della detrazione del 50% per l’installazione di impianti fotovoltaici”.

Da Nordest, inoltre, arriva la ferma contrarietà allo ?sviluppo della produzione nazionale di idrocarburi, con un ritorno ai livelli degli anni Novanta, anche se nel rispetto dei più elevati standard ambientali e di sicurezza internazionali. Per cui è secco il no a trivellazioni e a nuova generazione da fonti fossili”.

Infine, emerge la necessità di un'”armonizzazione di tutte le norme regionali” e di uno sviluppo a livello locale (federalismo effettivo) delle ESCo, società di servizi energetici.


Per approfondimenti:
Consulta il documento integrale “Tavolo di lavoro per la consultazione sulla strategia energetica nazionale Osservazioni e commenti

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