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STORAGE, PRONTI AD INVESTIRE

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Attesi circa tre miliardi di investimenti nel decennio 2010-2020 per lo storage energetico.
Questa spinta all’accumulo dell’energia prodotta, senza sprechi, emerge da uno studio realizzato dalla Business Integration Partners.
Nonostante le resistenze burocratiche e alcuni conflitti di interesse, i sistemi di accumulo sembrano essere il futuro, o almeno sembrano esserci soggetti pronti ad investire.

I sistemi di stoccaggio basati su batterie elettrochimiche, sostiene Simone Togni, presidente dell’associazione nazionale energia del vento (Anev), in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia AdnKronos, «consentirebbero al sistema di essere più elastico» ma è anche vero, aggiunge, che «Terna negli ultimi cinque anni ha sviluppato in maniera significativa la rete elettrica». Ciò nonostante i tempi di realizzazione, a causa di autorizzazioni e burocrazia varia, «restano lunghissimi».

Per non sprecare l’energia delle rinnovabili, secondo Togni, bisogna dunque «potenziare la rete elettrica, per consentire il deflusso, oppure introdurre i sistemi di accumulo ma solo dopo aver individuato la soluzione più efficace».
Il presidente dell’Anev, infatti, sottolinea che «da tempo l’associazione chiede uno studio indipendente che analizzi la situazione individuando la soluzione migliore per il sistema, ossia se potenziare la rete elettrica, introdurre le batterie oppure entrambe le soluzioni», ma a quanto pare è ancora in attesa di una risposta.

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