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IL CASO: IMPUGNATO IL QUINTO CONTO ENERGIA

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A firma dei Ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell’Ambiente Corrado Clini e dell’Agricoltura Mario Catania sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale (GU n. 159 del 10-7-2012 – Suppl. Ordinario n.143) i decreti 5 luglio 2012 e 6 luglio 2012 relativi rispettivamente all’attuazione dell’art. 25 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici – il cosiddetto Quinto Conto Energia), e all’attuazione dell’art. 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, (incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici).

Come è noto, il nuovo sistema del Quinto Conto Energia è entrato in vigore lo scorso 27 agosto dopo il superamento della soglia di sei miliardi di incentivi per il fotovoltaico avvenuto lo scorso luglio.

Per quanto riguarda il D.M. del 5 luglio 2012 relativo al Quinto Conto energia, sono state apportate diverse modifiche al testo originario in ultima battuta prima della pubblicazione del testo definitivo.
Alcune modifiche hanno indubbiamente tenuto conto dei pareri dell’Autorità per l’Energia e della Conferenza Unificata (sede congiunta della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali), di specifiche mozioni parlamentari e di suggerimenti di associazioni di categoria. Altre sono state invece introdotte senza alcun contraddittorio con le associazioni di categoria, con l’ovvia conseguenza che hanno drasticamente mortificato importanti settori.

In particolare, sono state lese illegittimamente quelle categorie di impianti di fotovoltaico ricompresi nel Titolo II del IV Conto Energia (grandi impianti fotovoltaici), in quanto escluse totalmente dal regime di salvaguardia che da una prima stesura del testo originario avrebbe invece garantito la possibilità di accedere ancora agli incentivi del IV Conto Energia. Invero, la prima bozza del D.M. di luglio prevedeva il regime di salvaguardia speciale prorogando l’applicazione del D.M. 5 maggio 2011.

L’impatto, come è facile immaginare, è stato durissimo considerato anche che l’esclusione comporterà nel breve termine la fine fisiologica degli impianti stessi. Come sanno molti del settore, infatti, la perdita della tariffa incentivante procura come necessaria conseguenza il venire meno dei finanziamenti da parte delle banche che non concedono linee di credito ad iniziative non equamente remunerative.

L’entrata in vigore della norma regolamentare condurrà nell’immediatezza a gravissimi pregiudizi per molti impianti presenti nel territorio.
A tale aspetto, vanno poi aggiunti altri e gravi profili di illegittimità del D.M. di luglio che riducono notevolmente le possibilità di incentivare gli impianti rinnovabili anche per le altre categorie.

Tali motivi oltre alle disparità di trattamento evidenziate dalle norme del Quinto Conto, hanno indotto molti a presentare ricorso al TAR del Lazio impugnando le parti lesive del decreto ministeriale. Lo studio legale Zanvettorbruschi sta infatti presentando riscorso per conto di alcuni operatori del settore che si troverebbero gravemente pregiudicati dall’entrata a regime della nuova normativa. Le udienze di discussione sulle istanze cautelari saranno fissate nel corso del prossimo autunno.

 

Autori: Maria Bruschi e Romina Zanvettor

 

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