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DA ZEROEMISSION NOVITA’ SU EOLICO ED ELETTRICHE

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L’edizione 2012 di Zeroemission Rome chiude con alcune novità su eolico e FER elettriche al centro del dibattito internazionale.

Già dal primo giorno, il GSE ha presentato le procedure applicative del nuovo sistema di incentivazione per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, introdotto dal DM del 6 luglio 2012.
Tra le novità, dunque, l’energia resterà di proprietà di chi la produce, che la rivenderà sul mercato. Il Gse pagherà poi l’eventuale differenza tra il prezzo di vendita e l’incentivo, quest’ultimo calcolato al momento della reale entrata in vigore dell’impianto e non più dopo l’autorizzazione.                 
Luca Di Carlo, il direttore Ingegneria della Divisione Operativa del Gse, ha inoltre sottolineato che il quinto Conto Energia «non prevede alcun divieto di frazionamento degli impianti fotovoltaici». Ora dunque è abolita la categoria degli “altri impianti” ai fini della tariffa incentivante, con la conseguenza che la “salvaguardia” pensata per gli impianti progettati mentre era in vigore il quarto Conto Energia ma slittati al quinto non riguarderà le tipologie non più esplicitamente menzionate nel decreto.
Anche per questo, il Gestore ha pubblicato sul suo sito alcuni chiarimenti sulla definizione di edificio energeticamente certificabile e sulle Certificazioni e le Attestazioni riguardanti i moduli fotovoltaici ed i gruppi di conversione.

Oltre al GSE, Zeroemission ha dato voce alle associazioni del settore: Giovanni Simoni, presidente di Assosolare, ha ribadito: «Possiamo trasformare le fonti rinnovabili elettriche non programmabili in una forza propulsiva per la crescita attraverso lo sviluppo delle infrastrutture di rete, delle tecnologie e dei componenti delle nuove reti, oltre che dei componenti speciali di impianti e il miglioramento delle  modalità di gestione. Per far questo ci vogliono regole nuove e un vero piano nazionale di sviluppo, che creino le condizioni per garantire che il solare possa aumentare il proprio contributo nel bilancio  elettrico nazionale».       
Simone  Franzò, dell’Energy & Strategy  Group del Politecnico di Milano, ha invece affrontato il tema degli scenari del mercato oltre gli incentivi. «Bisogna passare a un nuovo concetto di grid parity, secondo cui questa verrà raggiunta quando l’investimento fotovoltaico sarà conveniente anche senza aiuti, ma gli scenari futuri dipenderanno dalla risposta che la filiera industriale riuscirà a dare al mercato. Sarebbe necessaria, ad esempio, una forte riduzione del costo dei moduli e degli inverter».

Anche l’eolico chiede maggiori garanzie, indispensabili per favorire lo sviluppo del comparto. Secondo Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, «in  Italia occorrono norme omogenee e garanzie per chi investe nell’eolico».
Sulle prospettive del minieolico è quindi intervenuto Marco Pigni, presidente di Aper, sottolineando come «il decreto sulle energie rinnovabili approvato lo scorso 6 luglio garantisca, agli impianti di potenza inferiore ai 60 kW, una tariffa incentivante ancora interessante, pari a 291 €/MWh prodotto per 20 anni, contro i 300 €/MWh per 15 anni del precedente sistema». Per l’Aper, dunque, la tecnologia avrebbe buone possibilità di sviluppo a patto che si risolvano la farraginosità delle autorizzazioni, la disomogeneità delle norme tra le varie regioni italiane, il costo delle turbine e, soprattutto, le garanzie per gli investimenti. «Il minieolico – ha aggiunto Pigni – è l’unica fonte rinnovabile per cui un’azienda agricola non goda di sgravi fiscali, in caso di  installazione, cosa che invece avviene per fotovoltaico o biogas».

Sul tema, Carlo Buonfrate, presidente del Consorzio Produttori Energia Minieolico, ha sottolineato che andrebbe migliorato l’accesso al credito: «In Italia gli impianti allacciati fino a oggi sono stati finanziati con mezzi propri dell’investitore o, nei pochi casi di intervento da parte delle banche, grazie alle garanzie personali o reali rilasciate. Questo atteggiamento potrà cambiare solo con regole legate alla qualificazione dei costruttori e alla certificazione delle macchine. Man mano che il settore si darà regole puntuali, le banche saranno più propense a valutare e finanziare i progetti».

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