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FV: UE indaga la concorrenza sleale cinese

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L’associazione europea EU ProSun, che rappresenta un gruppo di grandi aziende del continente attive nel settore del fotovoltaico, fa appello alla Commissione Europea per investigare sulle pratiche sleali della concorrenza da parte di produttori cinesi.

I produttori di energia solare europei hanno dato vita a EU ProSun, una nuova iniziativa per mantenere una base sostenibile e dinamica per la produzione di energia solare in Europa. Si tratta di un gruppo di più di venti compagnie europee che rappresentano la maggioranza della produzione industriale solare dell’Unione Europea, sostenuto in Italia dal Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane).

Milan Nitzschke, presidente di EU ProSun ha commentato: «Crediamo fortemente nel futuro solare dell’Europa. Perciò, questa settimana abbiamo richiesto ufficialmente che la Commissione Europea investighi sulle pratiche sleali della concorrenza da parte di produttori di energia solare cinesi. Le compagnie cinesi hanno conquistato più dell’80% del mercato dell’Unione Europea per prodotti solari partendo virtualmente da zero pochi anni fa. I produttori dell’Unione Europea possiedono le migliori tecnologie solari del mondo ma vengono battuti nel proprio mercato per via dell’esportazione sottocosto illegale dei prodotti solari cinesi sotto il loro costo di produzione».

Come spiegato in un comunicato di EU ProSun, anche il governo degli Stati Uniti ha determinato recentemente che almeno dodici categorie di sovvenzioni della Cina per i suoi produttori solari erano illegali e che gli esportatori cinesi hanno esportato sottocosto celle solari negli Stati Uniti ai margini tra il 30% ed il 250%. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha stimato, quindi, che il governo cinese abbia procurato ai suoi produttori solari più di 25 miliardi di euro in sovvenzioni, inclusi prestiti a basso interesse, terra gratis ed energia sovvenzionata. Le decisioni degli USA confermano le pratiche sleali della concorrenza della Cina e aumentano la probabilità di misure significative di difesa del commercio nell’Unione Europea, specialmente dal momento che le misure americane facilitano la deviazione delle esportazioni cinesi verso l’Unione Europea.

«Non solo la Cina sta chiaramente esportando sottocosto prodotti solari economici nell’Unione Europea – continua il presidente Nitzschke – ma anche il governo ammette di sovvenzionare i suoi produttori solari per le esportazioni. La Cina non ha alcun vantaggio di costo naturale rispetto all’Unione Europea, dato che la manodopera incide per circa il 10% dei costi di produzione e deve importare materie prime e impianti per produrre le sue cellule e moduli solari».

Comunque, secondo EU ProSun, qualsiasi misura per livellare il campo di gioco dell’Unione Europea non arresterà la tendenza di lungo periodo verso il basso nei prezzi dei moduli.

«L’Italia – precisa  Alessandro Cremonesi, presidente IFI – nel 2011 è stato il primo mercato mondiale delle installazioni fotovoltaiche, con oltre 9 GW di impianti installati nell’anno. Di questi, oltre il 70% sono stati realizzati con moduli cinesi, venduti sul mercato ad un prezzo inferiore del 35-40% rispetto alla media nazionale ed europea».

Sempre in tema di concorrenza internazionale, il Presidente ANIE/GIFI Valerio Natalizia afferma che l’associazione è «sempre stata a favore del libero mercato con la possibilità di regole certe che garantiscano la concorrenza tra i diversi Paesi e quindi tra i diversi produttori di tecnologie. Questo, a nostro avviso, accelera il raggiungimento della piena competitività del settore attraverso economie di scala che aiutano l’intero mercato. Solo nel caso in cui queste regole e la normale lealtà commerciale vengano meno sarebbe auspicabile un forte intervento da parte dell’UE.  In tal senso vediamo in modo positivo ogni azione volta a verificare in modo obiettivo il rispetto di tali regole».

Vai al sito di EU Pro Sun

 

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