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FIRMATO IL QUINTO CONTO ENERGIA

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Entra in vigore a settembre il quinto Conto Energia firmato giovedì scorso dai ministri Corrado Passera, per lo Sviluppo Economico, Corrado Clini, per l’Ambiente, e Mario Catania per l’Agricoltura.

Tra le principali novità, per gli impianti con una potenza superiore a 1 megawatt, la tariffa onnicomprensiva spettante per ogni chilowattora immesso in rete sarà diminuita del prezzo zonale orario dell’energia elettrica, ma la corrente elettrica autoprodotta resterà a disposizione del gestore dell’impianto.
Gli impianti con una potenza superiore ai 12 kilowatt e inferiore ai 20, inoltre, potranno essere realizzati senza obbligo di pre-registrazione, ma solo se il gestore rinuncia al 20 per cento della tariffa onnicomprensiva spettante.

Il quinto Conto Energia partirà almeno 45 giorni dopo il raggiungimento della soglia dei 6 miliardi di euro di spesa annua cumulata per gli incentivi al fotovoltaico, previsto per settembre. Poi, al raggiungimento dei 6,7 miliardi di euro e trascorsi altri trenta giorni di preavviso tra GSE e AEEG, il quinto Conto Energia cesserà di funzionare e con esso terminerà il sistema incentivante italiano al fotovoltaico.

Dal punto di vista economico, nel primo semestre di validità del decreto, la tariffa più alta spettante all’energia immessa in rete dagli impianti su edificio con una potenza tra 1 e 3 kilowatt ammonterà a 20,8 centesimi di euro per kilowattora, mentre quella più bassa, pari a a 11,3 centesimi è riservata agli impianti a terra con una potenza superiore ai 5 megawatt. La tariffa maggiorata per gli impianti «integrati con caratteristiche innovative», invece, va dai 28,8 centesimi per gli impianti fino ai 20 kilowatt di potenza, ai 25,5 di quelli tra i 200 e i 5.000 kilowatt.

Oltre alla nuova tariffa-premio per l’autoconsumo, sono confermati i premi maggiorativi della tariffa incentivante per la sostituzione di coperture in amianto e per l’utilizzo di moduli fotovoltaici e inverter di produzione europea.

È stato introdotto, infine, un contributo a copertura degli oneri di gestione, verifica e controllo in capo al GSE che tratterrà un importo oscillante tra 0,05 centesimi a 3 euro per ogni kilowattora di energia autoprodotta e incentivata, definito in base alle diverse categorie di impianti.

Leggi tutti i dettagli sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico 

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