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LE FER RIQUALIFICANO AREE MARGINALI IN EMILIA E VENETO

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Il progetto M2RES

Individuazione terreni marginali
Rilevazione del potenziale di produzione M2RES: Emilia Romagna
Rilevazione del potenziale di produzione M2RES: Veneto
Conclusioni


I dati sulla produzione di energia rinnovabile in Italia negli ultimi anni mostrano come stiamo assistendo a un vero e proprio boom del settore. Secondo i dati del GSE, nel 2010 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha rappresentato il 22,8% del totale, con un cambiamento significativo nella composizione del parco di generazione, dove il contributo idroelettrico, che nel Duemila copriva il 91% della produzione da rinnovabili, si è ridotto al 59%. Parallelamente, si hanno contributi progressivamente crescenti di bioenergie, geotermico, eolico e solare. Per il fotovoltaico in particolare i dati sono sorprendenti. Secondo il Rapporto Solare Fotovoltaico 2011 sempre del GSE, alla fine del 2011 in Italia erano in esercizio 330.200 impianti (+ 112% rispetto al 2010) per 12.780 MW installati (+270% rispetto al 2011) e 11 TWh prodotti, dati che collocano l’Italia al secondo posto a livello mondiale – dopo la Germania – per capacità fotovoltaica totale in esercizio ma al primo posto per nuova capacità produttiva entrata in esercizio nel 2011.

A fronte di questi risultati più che confortanti, non mancano però problemi e polemiche, in parte dovute agli eccessi causati da una politica di agevolazioni pubbliche poco lungimirante, a cui il quinto conto energia atteso nei prossimi mesi dovrebbe apportare alcuni correttivi, ma non solo. Molte di queste polemiche riguardano, infatti, l’impatto degli impianti energetici sul paesaggio, sull’ambiente urbano e dei centri storici, sul consumo del territorio agricolo. Una risposta naturale a questi problemi è la localizzazione degli impianti di produzione energetica in primo luogo su terreni marginali o abbandonati, contribuendo così alla riqualificazione e alla rivitalizzazione di vaste aree che per le loro caratteristiche intrinseche non hanno alcuna utilità o possibile destinazione d’uso e rappresentano spesso un onere per gli enti locali. Si può contribuire in tal modo allo sviluppo sostenibile, ridando valore sociale e economico a terreni che lo hanno perso irrimediabilmente e trasformando in una opportunità quello che attualmente è un problema di non sempre facile gestione.

Il sito di Pennsauken (D) prima e dopo l’intervento

Il progetto M2RES
Il progetto M2RES
, coordinato da ENEA con la partecipazione di Unioncamere Veneto come secondo partner italiano, ha appunto l’obiettivo di promuovere la riqualificazione di aree marginali attraverso programmi di investimento centrati sull’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile (fotovoltaico, eolico, geotermico, biomassa, biogas).

Il progetto, il cui nome completo è “From marginal to renewable energy source sites”, è cofinanziato dall’Unione Europea tramite il Programma “Europa Sud Orientale 2007-2013” e ha come partner una serie di attori pubblici provenienti sia da Paesi membri ( Italia, Slovenia, Grecia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Austria), sia da paesi impegnati nella fase di pre-adesione come Montenegro, Serbia e Albania: Agenzie nazionali e regionali per l’energia, Centri di ricerca, Amministrazioni pubbliche. Per l’Italia le attività si concentrano in Veneto ed Emilia-Romagna, regioni nelle quali testare la validità e la praticabilità di un approccio da estendere in un secondo momento al territorio nazionale.

Il territorio dell’Unione ha un enorme patrimonio scarsamente o per nulla valorizzato, rappresentato dai terreni marginali: discariche a fine ciclo di vita, cave e miniere a cielo aperto, ex aree industriali dismesse e terreni contaminati, ex aree militari abbandonate, aree di rispetto legate a reti e infrastrutture.

Il degrado è spesso il risultato di attività umane che utilizzano in modo non razionale il territorio a scopo industriale, commerciale e talvolta agricolo, con effetti di impoverimento del suolo, di dispersione di inquinanti e di impossibilità di usare il terreno per altri scopi. Secondo l’approccio M2RES, l’utilizzo di questi terreni per nuove attività, evitando di sottrarre nuovo spazio a usi agricoli o al paesaggio, non risponde solo a criteri etici o di corretta gestione ambientale, ma è anche economicamente conveniente rispetto a lasciarli abbandonati.

Le attività di M2RES si rivolgono in primo luogo agli Enti Locali con un’azione di informazione/formazione sulle opportunità offerte da un approccio M2RES e, in alcuni casi, di assistenza nella progettazione e pianificazione di interventi per la realizzazione di piattaforme per la produzione di energie rinnovabili.
Gli obiettivi specifici del progetto si possono riassumere in:

– messa a punto dei criteri e delle linee guida per l’individuazione di terreni marginali adatti a ospitare piattaforme per la produzione di energie rinnovabili, valutazione dettagliata del potenziale produttivo delle regioni considerate (in Italia Veneto e Emilia-Romagna) e valutazione di massima del potenziale produttivo a livello nazionale al fine di testare la validità dell’approccio considerato;

– individuazione e diffusione di esempi di realizzazioni e buone pratiche M2RES. Si possono individuare esempi significativi sia in Europa (Italia, Germania, Austria), negli Stati Uniti e in Giappone. La priorità verrà data ai casi in cui vi sia un utilizzo integrato di più sorgenti energetiche (ad esempio, biogas da discarica combinato con fotovoltaico). Le realizzazioni individuate saranno analizzate dal punto di vista tecnico e da quello economico, evidenziando i fattori di successo e i tempi di ritorno dell’investimento;

– messa a punto di una guida operativa su “Sviluppo di fonti di energia rinnovabile su terreni marginali” e realizzazione di un ampio programma di sensibilizzazione e formazione con seminari a livello locale, nazionale e europeo e corsi di formazione per il personale di Enti Locali;

– assistenza e consulenza alle Pubbliche Amministrazioni per sostenere i processi decisionali e introdurre misure specifiche e linee di intervento M2RES nei piani energetici regionali;

– individuazione di siti idonei all’implementazione di piattaforme M2RES e sviluppo di quaranta studi di fattibilità tecnico-economica e delle relative proposte di investimento (di cui quattro in Emilia-Romagna e quattro in Veneto). Tra gli studi realizzati saranno selezionati dieci casi (di cui uno in Emilia-Romagna e uno in Veneto) nei quali sarà data assistenza agli Enti Locali nella pubblicazione dei bandi e nella valutazione delle proposte per la realizzazione di altrettanti progetti pilota attraverso partenariati pubblico/privato.

Individuazione terreni marginali
Nella prima fase del progetto sono stati messi a punto e condivisi tra i partner i criteri per l’individuazione dei siti idonei a ospitare realizzazioni M2RES, tenendo conto, oltre che delle caratteristiche tecniche delle varie tecnologie energetiche considerate, anche della presenza di eventuali condizioni particolari che possono rendere il sito non adatto alla produzione energetica: la topografia e cliviometria del luogo, vincoli di carattere geologico, vincoli di tutela paesaggistica, ambientale e culturale, vincoli di carattere normativo, accessibilità e disponibilità di collegamenti in rete. È stato quindi prodotto il documento “How to apply common criteria for identifying and quantifying marginal terrains suitable for M2RES implementations”, nel quale sono definite le varie tipologie di terreno marginale e le loro caratteristiche, vengono elencati dei criteri di esclusione e sono individuate le fonti informative disponibili per la raccolta dati e le regole empiriche da utilizzare nella valutazione delle potenzialità delle singole regioni.

Mappa delle cave dell’Emilia-Romagna generata a partire dalla banca dati GIS sviluppata per M2RES

Il punto di partenza delle attività del progetto è la stima, ragionevolmente attendibile, del potenziale produttivo di energie rinnovabili nelle varie regioni considerate. In particolare in Emilia-Romagna e Veneto, in accordo con la metodologia e con i criteri definiti nel documento sopra citato.

Rilevazione del potenziale di produzione M2RES: Emilia Romagna
Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, la rilevazione è stata estesa, oltre che alle tipologie di terreni precedentemente citate, anche a “terreni inutilizzati”: aree di rispetto, bacini di espansione, aree pertinenti a congiunzioni autostradali. Si è tenuto conto, inoltre, dei vincoli posti dalla legislazione regionale e in particolare delle delibere N. 28 del 06/12/2010 “Prima individuazione delle aree e dei siti per l’installazione di impianti di produzione energetica fotovoltaici” e N. 51 del 26/07/2011 “Individuazione delle aree e dei siti per l’installazione di impianti di produzione energetica da fonte eolica, da biogas, da biomassa e idroelettrica”.

La scelta fatta da ENEA è stata quella di utilizzare, per quanto possibile, i dati già esistenti in formato digitale presso l’amministrazione regionale e, in particolare, le banche dati del Servizio Geologico Regionale. Questo approccio offre innumerevoli vantaggi. In primo luogo, la maggior parte dei dati sono già disponibili in un formato utilizzabile da piattaforme GIS, incluse alcune delle caratteristiche rilevanti come la consistenza del suolo e del sottosuolo o la pendenza. Inoltre, un approccio basato su strumenti GIS permette di sovrapporre nelle mappe i vari criteri di esclusione e di identificare direttamente i terreni più adatti. D’altra parte, non tutti i dati necessari sono al momento disponibili in forma digitale (ad esempio, i tempi di chiusura delle discariche, lo stato ai abbandono di alcuni siti militari o l’esatta perimetrazione e lo stato di alcuni siti contaminati). Per le finalità della rilevazione, sono state realizzate mappe provvisorie che integrano dati parziali e estrapolazioni per tener conto dello stato attuale delle conoscenze, pronte ad essere integrate con nuove informazioni appena disponibili.

Mappa discariche Emilia-Romagna generata a partire dalla banca dati GIS sviluppata per M2RES

Di seguito sono riassunti i dati sintetici della rilevazione regionale per le diverse tipologie di terreni marginali. I valori ottenuti applicando i criteri sopra citati sono stati poi corretti per tenere conto delle imprecisioni legate alle estrapolazioni utilizzando opportuni fattori correttivi. Un’ulteriore riduzione è stata poi applicata per tener conto dell’usabilità dei terreni e cioè della frazione realisticamente utilizzabile a fini energetici. I risultati presentati sono pertanto da considerarsi conservativi.

  • Discariche: sono state censite 107 discariche di rifiuti solidi urbani e di rifiuti inerti, 16 delle quali già utilizzate per lo sfruttamento del biogas. Con il fotovoltaico la produzione di energia elettrica stimata è di 110 GWh/anno con una potenza di picco di 105 MWe. Dallo sfruttamento del biogas si può ottenere una produzione di energia elettrica di 49 GWh/anno a cui vanno aggiunti 97 GWth/anno di energia termica.
  • Ex aree militari: sono state censite 125 aree, 18 delle quali adatte per installazioni di impianti fotovoltaici. È da notare che, in accordo con la legislazione regionale, ben 117 siti sarebbero idonei alla coltivazione di biocarburanti per i quali i vincoli legislativi sono meno stringenti. La produzione di energia elettrica fotovoltaica stimata è di 7,5 GWh/anno con una potenza di picco di 7 MWe.
  • Aree inutilizzate: limitando la rilevazione alle sole aree con area maggiore di mille metri quadrati, sono state individuate 893 aree utilizzabili per il fotovoltaico. Vi è da rilevare che una area totale di 28 Km² può essere disponibile per altri utilizzi energetici, ad esempio coltivazione di piante per la produzione di biomassa o per l’installazione di tre o cinque impianti CHP strategicamente dislocati sul territorio. La stima della produzione di energia elettrica fotovoltaica è di 92 GWh/anno con una potenza di picco di 88 MWe, a cui vanno aggiunti 6 GWh/anno prodotti dagli impianti CHP con 13 GWth/anno di energia termica.
  • Cave e miniere a cielo aperto: ne sono state censite 98. Tenendo conto che le zone realmente estrattive rappresentano solo una parte delle aree classificate come tali, la produzione di energia elettrica fotovoltaica è stimata in 160 GWh/anno con una potenza di picco di 150 MWe.
  • Terreni contaminati: sono state ottenute informazioni solo da quattro province su nove, per un totale di quaranta siti. In via preliminare, a causa dell’incompletezza dei dati, la produzione di energia elettrica fotovoltaica è stimabile in 40 GWh/anno con una potenza di picco di 38 MWe.

In conclusione, una stima largamente conservativa della possibile produzione di energia rinnovabile in aree marginali della regione Emilia-Romagna, è valutabile in 568 GWh/anno con una potenza di picco di 479 MWe, a cui vanno aggiunti 110 GWth/anno di energia termica. Anche se le quantità in termini assoluti non sono elevatissime rappresentano, tuttavia, l’1,8% del fabbisogno regionale di energia elettrica, con un incremento di oltre il 35% dell’energia da fonte rinnovabile prodotta in regione.

Rilevazione del potenziale di produzione M2RES: Veneto
L’indagine è stata svolta da Unioncamere Veneto, partendo dai dati forniti dalle Amministrazioni Provinciali della regione a cui è affidata la tutela e la protezione delle aree interessate dal progetto, integrati con dati provenienti da alcuni comuni.

La Regione veneto, che emana le direttive e le misure generali e approva progetti di discariche e cave e progetti di recupero di aree inquinate, è stata coinvolta nelle fasi iniziali e finali al fine di garantire la necessaria integrazione dei dati. È stata coinvolta nella raccolta dei dati iniziali anche ARPAV, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Veneto che monitora le attività e le iniziative che riguardano l’utilizzo del territorio, in particolare per quanto riguarda il controllo delle discariche e la gestione e il recupero dei siti inquinati.

I dati raccolti sono stati poi elaborati secondo la metodologie e i criteri elencati nel documento sopra citato, adottando anche in questo caso opportuni fattori correttivi e di “usabilità” congruenti con quelli adottati nel caso dell’Emilia-Romagna per ottenere stime realistiche del potenziale di produzione di energia elettrica e termica installabile da fonti rinnovabili e ipotizzando adeguati scenari di sviluppo.

  • Discariche: sono prese in considerazione 204 discariche in totale comprendenti 31 discariche di rifiuti solidi urbani, 64 di rifiuti non pericolosi e 108 di rifiuti inerti. Partendo da dati dettagliati su 15 di queste e operando opportune estrapolazioni, la potenza di picco di energia elettrica da fotovoltaico stimata è 156 MWe. A questo vanno aggiunti 18,5 MWe di 40 MWth energia termica derivanti dallo sfruttamento del biogas.
  • Cave: sono state considerate solo cave di sabbia e ghiaia in quanto sono quelle che meglio si prestano a interventi M2RES, per un totale di 290, di cui 134 ancora attive e 156 dismesse. Per il calcolo previsionale sono state utilizzate quelle attive e 15 di quelle dismesse che non sono ancora dotate di un piano di recupero ambientale. La potenza elettrica fotovoltaica di picco installabile è stimata in 420 MWe.
  • Terreni contaminati: sono state ottenute informazioni solo per la provincia di Venezia, per un totale di 36 siti, per la maggior parte localizzati nell’area di Porto Marghera. Con opportune estrapolazioni si può stimare sul territorio regionale una potenza di picco fotovoltaica installabile di 200 MWe, con un’ulteriore quota relativa a installazioni su edifici recuperati di altri 100 MWe.
  • Ex aree militari: partendo da una prima lista di 867 siti comprendenti anche terreni demaniali, ex alvei di fiumi, ex ferrovie ed ex greti torrentizi si è individuata una lista di 68 siti demaniali dichiarati ex aree militari dismesse. A questi possono essere aggiunti 99 siti tra terreni demaniali inutilizzati, casse di colmata ed ex ferrovie che potrebbero essere utilizzati per colture energetiche. Una stima prudenziale di potenza fotovoltaica installabile è di 91 MWe di picco.

In totale, la potenza di picco di fotovoltaico installabile su terreni marginali nella regione è di 867 MWe a terra, a cui possono essere aggiunti 100 MWe installabili su edifici recuperati. Vi sono inoltre 18,5 MWe e 40 MWth ottenibili da biogas. Considerando un mix di funzionamento medio di 1300 ore/anno, 980 MWe di capacità generativa da aree marginali possono produrre 1084 GWh/anno a cui vanno aggiunti 350 GWth/anno di energia termica, sufficienti a coprire circa il 5% del fabbisogno veneto.

Discarica Roncajette di Ponte San Nicolò (PD) dopo intervento e prima

Conclusioni
Dalla rilevazione delle potenzialità M2RES dei terreni marginali di Emilia-Romagna e Veneto si evidenzia che dallo sfruttamento di aree marginali per la produzione di energia da fonte rinnovabile si possono ottenere contributi significativi in grado di incrementare considerevolmente la quota di rinnovabili prodotta e di coprire consistenti quote del fabbisogno di energia elettrica. Come ci si poteva aspettare, date le caratteristiche delle regioni considerate, la quota maggiore spetta al fotovoltaico, con contributi molto più modesti da altre fonti, in particolare biogas.

La crescente resistenza all’utilizzo del fotovoltaico a terra che dovrebbe essere confermata anche dal quinto conto energia può costituire indubbiamente un freno a questo tipo di installazioni. Si possono tuttavia considerare anche scenari più complessi, in cui ad esempio aree marginali possano ospitare anche altri tipi di installazione per la produzione di rinnovabili, come ad esempio digestori per la produzione di biogas da biomassa proveniente da filiera corta, evitando in tal modo un ulteriore consumo di territorio e valorizzando anche a fini economici i terreni così impiegati.

Per il momento l’esercizio compiuto sulla valutazione delle potenzialità M2RES di Emilia-Romagna e Veneto conferma la validità dell’approccio seguito e il fatto che la risorsa potenziale rappresentata dai terreni marginali non può essere trascurata nella pianificazione degli interventi per l’incremento della produzione di rinnovabili. Nel seguito del progetto verranno perciò sviluppati in modo dettagliato alcuni studi di fattibilità che prevedano lo sfruttamento di tutte le potenzialità dei terreni prescelti, tenendo conto dei rapporti con il territorio circostante e massimizzando i benefici ottenibili anche in termini economici.


Autori: Diego Santi, Guido Tonini, Daniele Tondini (ENEA)
Flavia di Noto, Donato Bedin (Unioncamere Veneto)


Per approfondire:

www.m2res.eu
Scarica il documento “How to apply common criteria for identifying and quantifying marginal terrains suitable for M2RES implementations”

www.gse.it
Rapporto Solare Fotovoltaico 2011

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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