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FV A TERRA: IN VENETO MAPPATE LE AREE NON IDONEE

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La Commissione Industria della Giunta regionale del Veneto ha approvato il 10 maggio la mappatura delle aree non idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra.

Secondo quanto presentato da un comunicato stampa regionale, il provvedimento è finalizzato a coniugare l’interesse della tutela del paesaggio e dell’ambiente, del territorio rurale e delle tradizioni agroalimentari locali con quello dello sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili.

Il provvedimento ora dovrà essere deliberato dal Consiglio regionale. Il grado di inidoneità è stato modulato in modo diverso a seconda della potenza degli impianti ed in funzione dello specifico valore che la Regione ha inteso tutelare. I siti interessati sono di varia natura.

I siti inseriti nella lista mondiale dell’UNESCO: Venezia e la sua Laguna, limitatamente all’ambito definito dal perimetro “Sito Unesco”; l’Orto Botanico di Padova; la città di Vicenza e le ville di Palladio del Veneto; la città di Verona; le Dolomiti, limitatamente agli ambiti definiti “Core area”; le zone umide di importanza internazionale designate ai sensi della Convenzione di Ramsar; Valle Averto; Vincheto di Cellarda; la Palude del Busatello; la Palude del Brusà; Le Vallette; i siti ricompresi nella Rete Natura 2000.
La Rete Natura 2000 del Veneto conta 102 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 67 Zone di Protezione Speciale (ZPS), Aree naturali protette a diversi livelli istituite ai sensi della L. n.349/91 e inserite nell’elenco delle aree naturali protette, limitatamente alle aree classificate come “Zona di Riserva Naturale” variamente denominate: Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Parco Regionale della Lessinia, Parco Regionale del Sile, Parco Regionale dei Colli Euganei, Parco Regionale Dolomiti D’Ampezzo, Parco Regionale del Delta del Po, aree agricole interessate da produzioni agroalimentari di qualità (produzioni biologiche, DOP, IGP, DOC, DOCG, produzioni tradizionali), limitatamente alle superfici agricole effettivamente destinate alla coltura che la denominazione e l’indicazione intendono salvaguardare, nonché i terreni interessati da coltivazioni biologiche.

Nelle aree ad elevata utilizzazione agricola, individuate dal PTRC adottato con DGR n. 372 del 17/02/09, sarà invece consentita l’installazione di impianti di dimensioni ridotte che non pregiudichino la specificità delle zone, in quanto qualificate dalla presenza di un’agricoltura consolidata e caratterizzate da contesti figurativi di valore dal punto di vista paesaggistico e dell’identità locale.

 

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