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CASACLIMA IN FRIULI VENEZIA GIULIA

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Regolamento energetico di Udine

L’indice di prestazione energetica

 

Energia e clima: sono questi i temi che decideranno il nostro futuro. Più del 40% dell’energia viene utilizzato nel settore edilizio, pertanto sono in corso diverse iniziative per la promozione dell’efficienza energetica degli edifici esistenti e di nuova costruzione. Lo strumento individuato dalle direttive europee per innescare un processo finalizzato a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici è la certificazione energetica. Tuttavia, nonostante essa fosse già prevista dalla legge 10 del 1991, il recepimento nazionale delle direttive comunitarie rimane ad oggi incompleto e poco organico.

In particolare, la classificazione nazionale per la climatizzazione invernale – che è la voce di consumo maggiore negli edifici residenziali esistenti – prevede un unico valore comprensivo di:
–  comportamento dell’involucro edilizio;
–  presenza di recupero passivo per la ventilazione degli ambienti;
–  configurazione impiantistica;
–  apporti da fonti energetiche rinnovabili;
–  influenza del fattore di forma S/V (viene detratta dal calcolo).

In Friuli Venezia Giulia è stata introdotta, a fine ottobre 2011, una certificazione regionale denominata VEA (Protocollo regionale di valutazione energetica e ambientale) basata sul Protocollo Itaca, che si aggiunge alla certificazione nazionale. Ad oggi, vengono praticamente valutati gli stessi parametri riportati al paragrafo precedente, ma ad essi viene assegnato un valore numerico compreso tra -1 e 5 al posto della ormai tradizionale lettera compresa tra G e A.

Inoltre, sul territorio regionale è presente l’Agenzia per l’energia del Friuli Venezia Giulia (APE), che fa parte della rete “Energia Intelligente per l’Europa” sostenuta dalla Commissione Europea, a cui appartengono altre 400 agenzie simili situate in trenta diversi Stati europei. Operativa dal 2006, svolge il ruolo di interlocutore d’area per veicolare a livello locale gli orientamenti comunitari e fornire informazioni in tema di risparmio energetico, efficienza energetica, utilizzo delle fonti rinnovabili.

APE collabora con diversi Comuni del Friuli Venezia Giulia a cui dà supporto su diverse attività, in particolare:
–  energy management nei vari settori (edilizia, illuminazione pubblica, contrattualistica per le forniture energetiche, ecc.);
–  valutazioni tecnico-economiche di ipotesi di investimento nel settore della produzione di energia da fonte rinnovabile o nel settore della riqualificazione energetica;
–  piani d’azione comunali per l’efficienza energetica;
–  studi di fattibilità per impianti a fonti rinnovabili (FV, biogas, ecc.);
–  diagnosi energetiche degli edifici pubblici;
–  definizione di norme energetiche da allegare ai regolamenti edilizi o alle norme tecniche di piano;
–  convegnistica, formazione e attività divulgative per i cittadini.

In ambito edilizio, e principalmente nel settore residenziale anche se non mancano significative applicazioni in altri settori come quello scolastico o terziario, APE promuove il risparmio energetico attraverso la certificazione di qualità CasaClima. Il primo obiettivo che si pone, trovando piena rispondenza nel protocollo CasaClima, è quello di evidenziare il comportamento dell’edificio e la potenzialità dell’involucro edilizio di conservare l’energia, considerando in modo distinto solo i primi due dei parametri precedentemente citati:
–  comportamento dell’involucro edilizio;
–  presenza di recupero passivo per la ventilazione degli ambienti.

Oltre a ciò, è necessario che la qualità energetica sia accompagnata da un’adeguata qualità costruttiva, per assicurare la durabilità delle strutture ed il comfort interno. Pertanto, non è sufficiente un calcolo esclusivamente matematico dei fabbisogni termici, ma questo deve essere accompagnato da una verifica progettuale di qualità che attesti:
–     l’assenza di significative differenze di temperatura tra le superfici e gli ambienti interni;
–     l’assenza di ponti termici;
–     l’assenza di infiltrazioni d’aria;
–     l’assenza di muffe e condense;
–     un’adeguata protezione dal surriscaldamento estivo.

La certificazione CasaClima persegue questi obiettivi, sia in fase progettuale sia in fase di cantiere. Il tipo e la modalità delle verifiche, che vengono effettuate da un ente terzo su tutti gli edifici certificati CasaClima, rappresentano il valore aggiunto di questo protocollo rispetto alle procedure di legge.
Attualmente in Friuli Venezia Giulia sono cinque i Comuni che hanno integrato la procedura CasaClima nel proprio Regolamento Edilizio (Sacile, Caneva, Chions, Tavagnacco e Udine) prevedendo incentivi per le costruzioni ad alta qualità energetica e costruttiva. Nel 2009, anche la Provincia di Udine ha incentivato l’efficienza energetica con un fondo sperimentale rivolto agli edifici CasaClima; inoltre, ha decretato che tutti gli edifici nuovi o ristrutturati di proprietà dell’ente dovranno essere CasaClima A.

Regolamento energetico di Udine
Il Comune di Udine, nel giugno del 2009, ha approvato – in allegato al Regolamento Edilizio – un Regolamento Energetico strutturato per aree tematiche che trattano i seguenti argomenti:
–  prestazioni dell’involucro;
–  efficienza energetica degli impianti;
–  fonti energetiche rinnovabili;
–  valutazioni energetiche nei piani attuativi e sostenibilità ambientale;
–  incentivi.

In tema di risparmio energetico, tutti gli edifici di nuova costruzione del Comune di Udine (o soggetti a totale demolizione e ricostruzione) devono essere progettati e costruiti con un livello minimo CasaClima B.
Quindi:
–  il rilascio del permesso di costruire è subordinato alla verifica positiva del progetto;
–  l’agibilità è subordinata al rilascio del certificato CasaClima e, quindi, alla verifica positiva delle opere effettuata mediante sopralluoghi e test di tenuta all’aria.
Dopo due anni dall’entrata in vigore del Regolamento Energetico, i risultati sono:
–  96 edifici soggetti a certificazione (di cui 7 già conclusi e certificati) così distribuiti: 1 CasaClima Oro, 18 CasaClima A e 77 CasaClima B;
–  gli edifici di nuova costruzione sono 80 (circa 500 unità immobiliari con 46 case unifamiliari);
–  le ristrutturazioni CasaClima (non soggette a obbligo ma a incentivo) sono 16 con un risparmio medio annuo di 135 kWh/mq rispetto la situazione preesistente;
–  fabbisogno medio annuo di energia netta per il riscaldamento: 34 kWh/mq;
–  360 tonnellate di CO2,eq in meno emesse ogni anno in atmosfera;
– 1,7 milioni di kWh all’anno di energia risparmiata grazie all’isolamento degli edifici senza contare l’ulteriore contributo all’efficienza energetica dovuto alle fonti rinnovabili installate.

Dal punto di vista dell’impatto sulla progettazione e sulla costruzione, una certificazione così strutturata si pone innanzitutto come occasione di dialogo tra i diversi soggetti coinvolti nel processo edilizio (progettisti architettonici e termotecnici, maestranze edili, installatori, committenti, ecc.). L’obiettivo, anche attraverso il coinvolgimento di una struttura tecnica come APE, è favorire le più ampie sinergie tra i diversi soggetti, in modo da creare una rete di competenze tale da garantire la qualità delle opere.

L’esperienza del Comune e gli iter di certificazione attivi nell’ambito del Regolamento Energetico di Udine, dimostrano che queste sinergie sono possibili e che ci sono ampi margini per aumentare le competenze, la qualità energetica, progettuale e costruttiva, e costruire gli edifici a basso consumo a regola d’arte. Più in generale, ad oggi, attorno al sistema “CasaClima FVG” si è formata e si sta formando una filiera del risparmio energetico che mette a disposizione del committente – sul territorio del Friuli Venezia Giulia – prodotti, maestranze e tecnici che lavorano all’insegna della qualità.

Intanto, la legislazione nazionale non ha modificato la propria impostazione, né approfondito alcuni temi cruciali. La novità normativa più recente, anche se ancora perlopiù disattesa, prevede che dall’inizio di quest’anno sia riportato l’indice di prestazione energetica dell’edificio, o dell’unità immobiliare, in tutti gli annunci di vendita.

L’indice di prestazione energetica
L’indice di prestazione energetica esprime la quantità di energia che deve essere fornita all’edificio, sottoforma di combustibile, per mantenere all’interno la temperatura di comfort (20° C) e per le altre esigenze abitative (ad esempio acqua calda sanitaria).
L’indice ha lo scopo di rendere confrontabili edifici diversi tra loro. Per questo motivo si fa un calcolo che considera un utilizzo standard dell’edificio e che, una volta rapportato alla superficie o al volume, sta alla base dell’attestato di certificazione energetica.
L’indice di prestazione energetica per le abitazioni è espresso in kWh/mq (10 kWh equivalgono circa a 1 metro cubo di metano) e, moltiplicato per la superficie della casa, dà la stima dei fabbisogni energetici annui.

E la classe energetica?
Non è la stessa cosa. Nella classificazione energetica, come per gli elettrodomestici, si utilizza una lettera dalla A alla G che dovrebbe rendere la comunicazione più semplice.
È un po’ strano che non ci sia l’obbligo di indicare la classe energetica. Forse il legislatore si è accorto di aver scritto una norma sulla classificazione energetica degli edifici la cui «conseguenza è un’informazione all’acquirente poco comprensibile e poco trasparente» (cit. docente dell’Enea). Dal punto di vista pratico, avviene che la variazione di fabbisogni e classi energetiche non è lineare.

La classe energetica corrisponde ai consumi?
Innanzitutto non si dovrebbe parlare di consumi, ma di fabbisogni e di indici di prestazione energetica. I consumi dipendono dalle abitudini e dal comportamento dell’utente, nonché dalle variazioni climatiche annuali, mentre l’indice di prestazione energetica è calcolato in condizioni standard e può differire dai consumi reali. La valutazione standard è necessaria per consentire un giusto confronto tra i diversi edifici e non tra i diversi utenti.
Secondo le linee guida nazionali, l’individuazione della classe energetica non dipende solo dall’indice di prestazione energetica, ma anche da altre variabili quali il rapporto di forma dell’edificio (che ne indica il grado di compattezza) e il metodo di calcolo applicato (che comporta condizioni standard differenti). Quindi non è solo il fabbisogno energetico a determinare la classe energetica.

Due edifici potrebbero avere lo stesso fabbisogno energetico ed essere in classi diverse.
Un edificio costruito per esempio a Udine con un indice di prestazione energetica per il riscaldamento di 47 kWh/mq(anno) potrebbe essere in classe A, B, C, D, o E. La matematica non è un’opinione, ma il risparmio energetico sembra di sì.
In un sistema così concepito, non ci si può fermare alla classe energetica ma si devono leggere e comprendere i vari indici energetici.

Esistono dunque diversi indici
Negli attestati di certificazione energetica compaiono più indici, definiti EP, che richiamano i diversi ambiti di consumo dell’edificio: riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, elettricità, ecc.
Inoltre, alcuni indici rappresentano la quantità di energia che l’edificio richiede, altri l’energia primaria, cioè la quantità di energia fornita attraverso i combustibili di origine fossile (come metano o gasolio).
Il protocollo CasaClima, per esempio, certifica l’edificio sull’energia richiesta, mentre le classi energetiche della normativa vigente si basano sull’energia primaria.

Questo cosa comporta?
Se si guarda solo l’energia primaria, quando sono installati impianti a fonti rinnovabili la classe energetica migliora. Questo non significa una diminuzione dei consumi stimati, ma solo la sostituzione del tipo di energia impiegata: ancora una volta posso avere edifici con comportamenti molto diversi nella stessa classe energetica. Certo, diminuiscono le emissioni di CO2, ma non è detto che questo sia sempre sinonimo di risparmio (energetico ed economico).

A cosa deve fare attenzione chi cerca casa?
L’indice energetico negli annunci di compravendita è un primo importante passo.
L’acquirente dovrebbe approfondire e confrontare tutte le indicazioni riportate nell’attestato di certificazione energetica, tra cui ci sono i vari indici, l’età dell’impianto e gli interventi possibili per migliorare l’edificio dal punto di vista energetico.


Autore
: Agenzia per l’Energia del Friuli Venezia Giulia

Per approfondimenti:
CasaClima FVG
Consulta il Regolamento Energetico 090601 di Udine


Altro sull’argomento:
EDIFICI SOSTENIBILI: LA BANCA DATI LCA DI ITACA di E. Guzzonato del 9 marzo 2012


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