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ENERGIA PIÙ FLESSIBILE PER FAR DECOLLARE LE SMART GRID

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Al workshop promosso da Ceced sulle opportunità offerte dalle reti elettriche intelligenti, Whirlpool lancia un appello: «Le smart grid possono sfruttare appieno le loro potenzialità solo con una vera differenziazione delle tariffe»

«Non basta la tecnologia perché le smart grid possano dare i benefici economici e ambientali che promettono: il primo requisito è l’esistenza di un mercato dell’energia più flessibile, con un’offerta tariffaria veramente differenziata; l’attuale bioraria deve essere soltanto il primo passo». Sono le conclusioni dell’intervento di Marco Signa, Energy Strategy Senior Manager di Whirlpool, che, per conto di Ceced, è intervenuto nel workshop dal titolo “Le Smart Grid per la gestione flessibile della domanda elettrica” organizzato oggi a Milano da Confindustria e Ceced Italia (Associazione Nazionale Produttori di Apparecchi Domestici e Professionali).

«Una regolamentazione adeguata è l’elemento chiave per implementare la demand response, ossia tariffe d’uso  dell’energia elettrica variabili durante il giorno e incentivi e disincentivi al consumo in certe fasce orarie –afferma Signa–; Whirlpool, già il prossimo anno, negli Stati Uniti presenterà elettrodomestici smart, ossia in grado di interagire con la rete elettrica intelligente, quindi di captare gli input che da questa provengono per individuare il momento più economico per entrare in funzione o quello in cui si può fare uso di energia da fonti alternative; in Europa saremo pronti nel 2013-2014. Ma la questione fondamentale per avviare le smart grid è creare una convenienza reale per l’utente: nella situazione attuale, in presenza di due tariffe, non darebbe vantaggi».

Se la tariffa bioraria in vigore rappresenta soltanto un inizio, va detto che la sua istituzione ha dato indicazioni confortanti. Lo studio successivo alla sua entrata in vigore, nel luglio 2010, prova come l’utenza sia attenta a scegliere la fascia oraria in cui impiegare gli elettrodomestici; lo dimostra il fatto che la maggioranza degli utenti domestici abbia cambiato abitudini. Alla base di questa disponibilità ci deve però essere la possibilità di realizzare risparmi. Provando a quantificare i vantaggi energetici su scala italiana e stabilendo un consumo giornaliero medio familiare di 8,5 kw (dato del 2005), uno spostamento di soli 100 w per abitazione dalla fascia di picco della domanda darebbe un risparmio di 3 Gw, che equivale al funzionamento di cinque centrali a carbone, con conseguente mancata immissione di CO₂ e diminuzione nelle perdite sulla rete. Il consumo elettrico dei cosiddetti MDA (major domestic appliances) incide per una quota del 14% su scala europea, con la prospettiva di crescere nei prossimi anni. L’uso di elettrodomestici intelligenti faciliterebbe lo spostamento dei consumi dalle fasce di picco senza disagi per l’utilizzatore portando quindi grossi benefici al sistema elettrico nazionale ed europeo.

«Ci sono le condizioni per centrare l’obiettivo fissato dal piano di efficienza energetica 202020 –afferma Signa: alla crescente sensibilità in materia di risparmio energetico, infatti, si accompagna la tecnologia degli elettrodomestici di classe A+++ . In questo percorso, le smart grid rappresentano il vero salto di qualità, anche perché, oltre a gestire in chiave di massima efficienza il flusso di energia, integrano nella rete la corrente prodotta con fonti rinnovabili e ne incentivano l’uso quando si registra il picco di produzione, che altrimenti andrebbe perso. Non è la fattibilità tecnologica a costituire il problema; piuttosto, per Ceced, è fondamentale adeguare la regolamentazione del sistema. Da qui l’ipotesi del soggetto aggregatore come entità mediana fra utility e consumatore e di un protocollo informativo condiviso sui costi dell’energia».

Ceced si dichiara favorevole a supportare uno studio finalizzato a quantificare i benefici che le tariffe d’uso possono portare agli utenti, alle utility e all’ambiente e legato all’impiego degli elettrodomestici intelligenti e propone di creare un tavolo aperto ad authority, utility e associazioni di consumatori per implementare e incentivare la demand response in Italia per farne un esempio di eccellenza in Europa.    

 

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