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IDROELETTRICO: IL VENETO TUTELA L’AGRICOLTURA

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La produzione di elettricità non dovrà penalizzare gli usi agricoli. Questo il veto posto dalla Regione al Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta per Energia Veneta srl, la società interna che cura produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili.
Quattro le indicazioni dell’ufficio Controllo atti della Regione del Veneto, fatte proprie dalla Giunta il 15 novembre scorso.
La prima importante annotazione riguarda l’inserimento nello statuto dell’idea che «la produzione di energia elettrica da parte della società non dovrà in alcun modo limitare l’esercizio dell’irrigazione e/o contrastare con il deflusso delle acque e la difesa del territorio», come riporta il quotidiano locale l’Arena.
«Si impone poi che la partecipazione dell’Apv in Energie venete non debba scendere al di sotto del 51 per cento del capitale». Indicazione che fa riferimento anche al fatto che Energie Venete dovrà far fronte alle future rate dei mutui «con i proventi derivanti dalla cessione dell’energia che avrebbero dovuto tradursi in un minor contributo di bonifica e irrigazione a favore del Consorzio, in forza delle compensazioni garantite dal conto energia».

Il terzo diktat riguarda l’amministrazione di Energie venete: la Regione impone che «dovranno essere definiti gli organi della società e la relativa struttura operativa nonché le funzioni del relativo personale».
Ultimo vincolo, rimandare a dopo l’istituzione della società, la definizione dei componenti del Consiglio di amministrazione.

Per approfondire
IDROELETTRICO: ‘ALTA PIANURA VENETA’ TRA VICENZA E VERONA

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