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ENTI LOCALI IN EUROPA: RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA

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Best practice
PATRES
Incentivi e obblighi di legge: idee condivise
Stakeholders e “Paes”
Energia rinnovabile ed edilizia sostenibile con budget limitato


Nuovi trend tecnologici, proposte innovative e possibili risposte alle problematiche dell’implementazione di Fonti di Energia Rinnovabili (FER) in ambito pubblico e privato. Sono questi i temi su sui si sono confrontati 180 esperti, tecnici e imprenditori provenienti da otto Paesi europei, che si sono riuniti il 20 e 21 ottobre scorsi, presso il centro congressi di AREA Science Park a Trieste durante la conferenza “Energie rinnovabili, pianificazione urbanistica e regolamentazione edilizia: il ruolo degli enti locali in Europa”. L’incontro, che ha visto la partecipazione del presidente di AREA  Corrado Clini, da ieri neo ministro dell’Ambiente, e del Sindaco di Trieste Roberto Cosolini, è stato organizzato nell’ambito di PATRES – Public Administration Training and coaching on Renewable Energy Systems, progetto europeo che promuove l’edilizia sostenibile nelle Pubbliche Amministrazioni, ed è stato l’occasione per discutere di possibili e innovative soluzioni che coniughino sostenibilità ed esigenze socio-economiche.


Best practice
Numerose le esperienze raccontate dai partecipanti alla conferenza. Antonio Lumicisi, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha fatto il punto sul “Patto dei Sindaci“(Covenant of Mayors). L’iniziativa, lanciata nel gennaio del 2008, ha raccolto a oggi l’adesione circa tre mila città europee, tra cui 1300 italiane. Il “Patto”, la cui adesione è su base volontaria, impegna a predisporre dei piani d’azione per ridurre di oltre il 20% le emissioni di gas serra ricorrendo alle fonti rinnovabili e migliorando l’efficienza energetica con programmi ad hoc.

L’ATER – Agenzia Territoriale per l’Edilizia Residenziale di Trieste – ha presentato un progetto di edilizia green frutto di una partnership tra Regione Friuli Venezia Giulia, AREA Science Park, Università degli Studi di Trieste e Comune di Trieste. Il progetto prevede la costruzione di 48 alloggi ecosostenibili, in cui sarà sperimentata l’integrazione fra diverse tecnologie volte al risparmio energetico (es. l’involucro edilizio, gli impianti termici e di climatizzazione, l’impianto di ventilazione meccanica controllata, un sistema idrico di recupero delle acque).
Significativo anche l’esempio proposto da Carugate, virtuoso comune a 15 km da Milano che, anticipando i tempi, ha dato vita già nel 2003 a un regolamento edilizio basato su tre criteri: risparmio energetico, utilizzo di fonti di energia rinnovabile e impiego di tecnologie bioclimatiche. Miglioramento dell’isolamento termico, installazione di impianti solari termici e impianti elettrici efficienti, pannelli radianti, geotermico, tetti verdi, separazione dell’acqua potabile, serre climatiche e utilizzo di materiali naturali sono divenuti, a Carugate, punti saldi di ogni intervento edilizio, dagli adeguamenti di edifici pubblici, ad esempio scuole, alle abitazioni private, agli esercizi commerciali.

Ma gli amministratori del piccolo Comune milanese non si sono fermati qui: lo scorso giugno hanno inaugurato un servizio di bike sharing, realizzato la casa dell’acqua comunale e avviato la sperimentazione del “Kyoto asphalt“, un asfalto chiaro che consente di combattere il fenomeno delle “isole di calore”, (ovvero, la sensazione che si percepisce a causa del calore rilasciato dall’asfalto quando è irraggiato dal sole) e ridurre temperature e consumi da condizionatori.

PATRES
La giornata più interessante è stata il 21 ottobre, quando i funzionari degli enti locali partecipanti ai corsi di formazione organizzati nei sette paesi partner del progetto PATRES si sono confrontati su tre temi:
   • Qual è il miglior mix tra incentivi e obblighi di legge per favorire l’introduzione delle fonti di energia rinnovabile negli edifici.
   • Quali stakeholders devono essere coinvolti nella definizione e implementazione dei PAES e qual è il modo migliore per ottenere il loro supporto attivo.
   • Come possono gli enti pubblici introdurre le fonti di energia rinnovabili negli edifici avendo a disposizione un budget limitato.
I partecipanti ai corsi si sono suddivisi in tre gruppi corrispondenti ai temi di discussione e applicando la metodologia del World Café. Una modalità per favorire la collaborazione tra pari, alternandosi in diversi tavoli di discussione, ognuno costituito da cinque o sei persone provenienti da paesi diversi, per confrontarsi su esperienze e soluzioni adottate con successo o insuccesso.
Minimo comune denominatore la scoperta, e quindi la consapevolezza, che i problemi affrontati dai diversi paesi sono spesso gli stessi. Da ciò è scaturita una discussione molto vivace e collaborativa su diversi temi che ha portato anche alla definizione di alcuni risultati. Ecco i principali.

Incentivi e obblighi di legge: idee condivise
Accrescere i requisiti minimi definiti da leggi e regolamenti è certamente il modo più efficace per promuovere la diffusione delle fonti di energia rinnovabile. Tuttavia, prima di intraprendere una politica di questo tipo è necessario creare un consenso condiviso sulle fonti di energia alternative. Per fare ciò è necessario promuovere campagne di sensibilizzazione pubblica, rivolte a cittadini e operatori, che includano anche la realizzazione di edifici pilota, possibilmente pubblici. Così da innescare l’effetto imitazione e contribuire alla diffusione di queste tecnologie. Un altro aspetto importante, evidenziato da più parti, è legato ai limiti di legge: è emersa l’esigenza di identificare tali limitazioni dopo un’attenta analisi di costi e benefici, che prendano in esame anche l’evoluzione della tecnica e del mercato, in modo da non imporre ai cittadini un onere eccessivo. In particolare, in Italia, è consigliabile che i parametri tecnici non siano inclusi nel regolamento edilizio stesso, ma negli allegati tecnici che possono essere più facilmente aggiornati.

Le fonti di energia rinnovabile sono importanti, ma altrettanto importanti sono l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale degli edifici. Infatti, le fonti di energia rinnovabile devono andare a sostituire quelle inquinanti e non sommarsi a queste. L’efficienza energetica degli edifici deve evolversi fino a far diventare la casa passiva uno standard, un obiettivo che, grazie allo sviluppo della tecnologia, non sia utopico da raggiungere in un futuro non troppo lontano.

I partecipanti hanno anche svolto una breve analisi degli incentivi in vigore nei loro paesi.
  a. Prestiti a tasso agevolato per i cittadini che installano sistemi a fonti di energia rinnovabile nei loro edifici.
  b. Benefici fiscali per nuove costruzioni o ammodernamenti.
  c. In alcune città, a coloro che rinnovando un edificio ne aumentano l’efficienza energetica o usano fonti di energia rinnovabili, viene concesso un bonus volumetrico. Nel caso di centri storici vincolati, questo bonus può essere venduto a edifici che si trovano al di fuori della fascia vincolata (una sorta di “emissions trade”). Un aspetto positivo è che si riduce l’incremento delle aree urbanizzate, favorendo l’ampliamento degli edifici esistenti. Di negativo vanno evidenziati i problemi a livello di pianificazione urbanistica che questo sistema, se non gestito in maniera oculata, può apportare. Inoltre, una crescita in verticale in alcuni contesti potrebbe sollevare qualche dubbio sull’impatto paesaggistico.
  d. Contributi a fondo perduto per l’installazione di sistemi energetici a fonti di energia rinnovabili.
  e. L’energia prodotta da fonti di energia rinnovabili viene acquistata dal gestore della rete a un prezzo maggiore di quello di mercato (il nostro Conto Energia).
Come evidenziato anche dall’attuale dibattito in Italia, queste ultime due strategie sono un ottimo sistema per supportare la fase iniziale di diffusione delle fonti di energia rinnovabili, al fine di creare un’iniziale massa critica. Nel lungo periodo, però, il sistema rischia di divenire economicamente non sostenibile. Tuttavia, nel calcolo economico per verificare la sostenibilità finanziaria di queste iniziative, devono essere prese in considerazione tutte le esternalità negative delle fonti di energia tradizionali.
  f. Semplificare le procedure per la connessione alla rete o ottenere i benefici descritti al punto precedente. Un eccesso di burocrazia può annullare, infatti, la validità di questi incentivi.

Un sistema efficace di verifiche deve essere pianificato per controllare la rispondenza delle opere realizzate con i progetti presentati. Da più parti è stato proposto che i certificatori non siano nominati dal proprietario dell’edificio, ma dall’autorità di controllo. In Italia, visto il quadro legislativo esistente, questa soluzione non sembra praticabile.

Stakeholders e “Paes”
Il presupposto è chiarire bene il ruolo e i benefici che il “Patto dei Sindaci” (PAES) può dare nella definizione di una politica energetica locale, anche dal punto di vista di possibili finanziamenti a cui può dare accesso. In alcuni paesi come la Repubblica Ceca, dove le autorità locali hanno un’autonomia limitata in materia, lo sviluppo dei Paes può essere difficile (e non è un caso che in quel paese il numero di città che ha aderito al Patto è estremamente ridotto). Diventa quindi necessario insistere sull’idea che il Paes può contribuire a migliorare l’immagine della città verso l’esterno, attraendo investitori e turisti.
Inoltre, è fondamentale il coinvolgimento dei media e la realizzazione di un’accorta campagna promozionale per una partecipazione attiva di tutti gli stakeholders. Questi ultimi dovrebbero essere coinvolti anche nelle fasi di definizione della struttura del PAES e di scelta delle opzioni. torna all’inizio

Energia rinnovabile ed edilizia sostenibile con budget limitato
Il primo punto condiviso da tutti i partecipanti è la necessità di costruire una partnership pubblico-privata. Le forme possono essere le più diverse: ESCO, vendita di diritti di superficie e sponsorizzazioni, ma è importante che i Comuni, soprattutto in Italia, prestino attenzione ai vincoli legali, usando procedure di evidenza pubblica al fine di evitare sanzioni anche penali.

In alcuni paesi come l’Austria è molto diffusa la costituzione di cooperative di singoli cittadini per la costruzione di sistemi a fonti di energia rinnovabile comuni. Bisogna, inoltre, saper sfruttare i finanziamenti e i fondi regionali, nazionali o europei disponibili. Per fare ciò è necessario un accurato monitoraggio dei bandi pubblici.

Per quanto riguarda il quadro normativo di riferimento, c’è la necessità che sia stabile al fine di rendere l’investimento sicuro. È opportuno che le autorità locali si orientino verso impianti di piccole dimensioni, senza lanciarsi in opere faraoniche che richiederebbero uno sforzo gestionale superiore a quelli che sono gli obiettivi dell’ente. Inoltre, i tetti degli edifici pubblici possono essere messi a disposizione di privati dietro un corrispettivo economico. Ad esempio i lavori di ammodernamento e manutenzione straordinaria dell’edificio stesso (si pensi ai problemi di manutenzione dell’edilizia scolastica in Italia). Anche in questo caso gli enti pubblici dovranno seguire procedure di evidenza pubblica per la selezione della controparte privata.

Si è infine parlato della realizzazione di possibili audit energetici, fondamentali per verificare i costi dell’inefficienza energetica degli edifici, e dell’utilizzo di contratti ESCO “suggeriti” dalle direttive comunitarie.

Per approfondimenti:
www.patres.net


Autore
: dott. Fabio Tomasi

Responsabile Ufficio Progetti Internazionali AREA Science Park
e-mail: fabio.tomasi@area.trieste.it


Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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