Sviluppo sostenibile
Edilizia
Fotovoltaico
Solare Termico
Geotermico
Biomasse
Eolico
Idroelettrico
Mobilità
Home » Articoli, Fotovoltaico

IL FV DEL FUTURO RIPARTE DA AMBURGO

Print Friendly

Integrazione architettonica fv
Smart grid

Fv e mobilità

Innovazioni

“Smart grid”, integrazione architettonica, riqualificazione energetica, mobilità e innovazioni tecnologiche sono i temi al centro dell’autunno caldo per il futuro del fotovoltaico in Europa e non solo. Prendendo spunto dagli “highlights” emersi nella sessione conclusiva della Conferenza Scientifica dell’EU PVSEC di Amburgo dello scorso settembre, ecco gli scenari su cui sarà impegnato l’intero settore nei prossimi anni.

Integrazione architettonica fv
Mentre in Veneto si dibatte sul nuovo Piano Casa che favorisce l’installazione di impianti fotovoltaici e solari seguendo, di fatto, un crescendo costante degli ultimi anni, anche ad Amburgo si è dibattuto molto sull’integrazione architettonica del fotovoltaico. È chiaro per tutti che lo sviluppo della tecnologia solare nelle regioni già altamente urbanizzate come l’Europa avverrà sempre più, per non dire esclusivamente, sugli edifici.
Il fotovoltaico, quindi, gioca un ruolo trainante per lo sviluppo di un’industria delle costruzioni sempre più sostenibile. Buona parte del mercato del rifacimento delle coperture viene spinto, in modo sostanziale, dall’installazione di impianti fotovoltaici: rifare il tetto significa quasi sempre migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio e molto spesso rimuovere l’eternit. Sulle coperture industriali piane, per esempio, realizzare una nuova superficie di colore bianco, che migliora la resa degli impianti fotovoltaici, permette di ridurre anche di 20 °C la temperatura estiva dell’involucro con un abbassamento della temperatura interna di 3-4 °C. Questi sono risultati utili non solo per il proprietario dell’immobile ma per tutti i cittadini.

“Smart grid”
Le possibilità di penetrazione della tecnologia fotovoltaica nella rete elettrica hanno fatto negli ultimi tempi passi avanti notevoli. Si sa che gli allacci di impianti di produzione di energia non programmabili come quelli da fonte rinnovabile rischiano di mettere in seria difficoltà la rete elettrica. Per questo da tempo si discute di “smart grid”, un sistema altamente flessibile e in grado di gestire sempre più attivamente domanda e offerta elettrica. Se in passato le reti elettriche erano pensate per avere molti punti di assorbimento e pochi grandi generatori di energia, come ad esempio enormi centrali termoelettriche, oggi si deve tener conto della moltitudine di piccoli impianti di generazione, che al variare delle condizioni meteo possono erogare più o meno energia, a seconda delle condizioni di sole e di vento.
La “smart grid”, però, potrebbe essere ridimensionata sul nascere grazie all’uso di “smart inverter”. Uso questo neologismo per indicare quei meccanismi che possono garantire un miglior controllo della potenza reattiva.

L’utilizzo di inverter adeguati, secondo gli studi del Fraunhofer Institute, potrebbe ridurre del 95% il volume di investimenti necessari per adeguare le reti esistenti, con un notevole risparmio per la collettività. Proposte e previsioni che si affacciano su un mondo dove gli investimenti nel settore delle rinnovabili continuano ad aumentare, nonostante la crisi. Nel terzo trimestre di quest’anno la crescita è stata del 23% rispetto allo stesso periodo del 2010, con investimenti che si sono concentrati sul solare e sui sistemi di accumulo dell’energia. Rumorosi scricchiolii arrivano dalla Cina, dove le accuse di frode a una decina di aziende quotate al Nasdaq, l’indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana, hanno portato ad avvicendamenti ai vertici finanziari di colossi come Trina Solar, LDK e Ja Solar.

Fv e mobilità
I consumi globali di energia nei paesi industrializzati possono essere semplificati. È assodato che i tre settori del residenziale, industriale e dei trasporti assorbono ciascuno un terzo dell’energia complessiva. Se i consumi residenziali ed industriali sono in parte elettrici, ad oggi il settore dei trasporti è dominato dall’energia termica. Gli autoveicoli, infatti, sono spinti da motori a combustione mentre i veicoli elettrici rappresentano ancora una nicchia impalpabile. A questo proposito è significativo lo studio sui sistemi di ricarica delle batterie per i veicoli elettrici del centro francese INES, Istituto Nazionale francese per l’Energia Solare.
Un esempio concreto di utilizzo di auto elettriche abbinate a stazioni di ricarica dotate di pensiline fotovoltaiche: i proprietari dei mezzi, una volta arrivati al lavoro, parcheggiando l’auto sotto la pensilina fotovoltaica e semplicemente impostando l’orario nel quale intendono ripartire possono migliorare l’efficienza del sistema del 300%, arrivando ad un utilizzo ottimale della frazione solare senza necessità di ulteriori sistemi di accumulo.

Innovazioni
Ulteriori conferme arrivano, invece, sul fronte del “potential induced degradation” (PID), anche noto come fenomeno della polarizzazione inversa. Studi indipendenti condotti da TuV Rheinland, PI Berlin, VDE e Fraunhofer ISE, i più autorevoli istituti internazionali di certificazione, hanno confermato che i moduli possono subire perdite di potenza di oltre il 50% se sottoposti a tensioni elevate per lunghi periodi.
I test a cui sono stati sottoposti i moduli, a 1000 volt di tensione per una settimana, hanno evidenziato come solo quelli SOLON, Schott e Q-Cells risultino non affetti dal problema, grazie a diverse soluzioni adottate a livello di cella o di incapsulante. Ma sul fronte della spiegazione fisica del fenomeno, tuttora oggetto di discussione, si deve ancora fare molto.

Altra questione aperta è la divergenza tra la consapevolezza degli errori e delle incertezze nelle misure elettriche dei moduli e quanto dichiarato dai produttori presso i loro stand. Se sul piano commerciale, infatti, proliferano promesse di misure sempre più precise o con tolleranze solo positive, scorrendo i poster presenti nello spazio delle conferenze non si può non prendere atto che le incertezze di misura con margini migliori, per simulatori di classe A+, sono maggiori del 5 % (a questo proposito, Pasan, lo storico produttore svizzero di inverter, dimostra che non è possibile arrivare a meno del 5,89%).

Urge, quindi, una presa di posizione chiara degli organismi tecnici, International Electrotechnical Commission (IEC) in primis, per arginare il dilagare crescente di schede tecniche in cui sono riportati valori di precisione di misura non verificabili dai clienti finali. Molto spesso, queste valutazioni diventano la discriminante per giudicare se un modulo è di alta o bassa qualità. Paradossalmente, tanto più l’incertezza di misura riportata nella scheda tecnica si avvicina al 5%, tanto più risulta veritiera la dichiarazione del produttore di moduli.
Il piccolo mondo fotovoltaico non dovrebbe dimenticare che le persone si aspettano da coloro che operano in questo settore una maggiore onestà e trasparenza. Non basta essere “verdi fuori” ma è necessario essere anche “puliti dentro”.

Autore: Nicola Baggio, Product Management Manager di SOLON S.p.A.
e-mail: nicola.baggio@solon.com

Altro sull’argomento:
EU PVSEC 2011 – ECCO DOVE VA IL FV di Nicola Baggio

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

  • Facebook
  • Twitter
  • Add to favorites
  • Google
  • LinkedIn
  • Email
  • RSS