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SOSTENIBILITA’ E SINERGIE TERRITORIALI NELL’ALTO VICENTINO

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Le politiche per lo sviluppo sostenibile
Energia e clima come opportunità per le comunità locali
Come prepararsi per il futuro
Bioedilizia tra qualità energetico-ambientale e salubrità indoor

Le amministrazioni locali si interrogano quotidianamente su quale sia la via più giusta per intraprendere un percorso di sviluppo sostenibile per il territorio su cui si trovano ad operare. Cresce, infatti, sempre più la ricerca di un nuovo modello di riferimento, di un paradigma di sviluppo slegato dalle logiche di consumo e sfruttamento delle risorse.
Nel perseguire obiettivi di sviluppo occupazionale e di qualità della vita, l’Ente non può più prescindere dalla sostenibilità economica e sociale delle proprie azioni e decisioni.

Di sostenibilità e gestione dei beni comuni si è discusso al convegno “Pratiche di sostenibilità e sinergie territoriali” sabato scorso, 24 settembre, a Santorso (VI) nella Casa del Custode di Villa Rossi. È questa, infatti, la nuova sede del Laboratorio Provinciale di Educazione Ambientale, un’esperienza che raccoglie 60 comuni del vicentino e che rientra nel Sistema Regionale di Educazione Ambientale. «Un sistema – afferma Paola Salmaso, dirigente ARPA Veneto – che vuole far lavorare in rete le comunità del territorio e integrare tutte le realtà educative di natura istituzionale e/o sociale presenti nel territorio regionale (enti pubblici, agenzie regionali, scuola, enti di formazione, associazioni, sindacati, realtà del volontariato etc.)».

Le politiche per lo sviluppo sostenibile
La riduzione dei consumi energetici, la produzione di energia da fonti rinnovabili e il riutilizzo dei materiali sono prospettive, su cui si deve lavorare in linea con la Comunità Europea, che necessitano di sinergie e percorsi condivisi tra enti locali, organizzazioni economiche, associazioni e gruppi civici attivi nel territorio. Tutti attori fondamentali presenti sabato a Santorso per cercare di capire come vincere con strumenti culturali, progettuali e amministrativi adeguati.

L’intervento di Elio Manti, coordinatore senior di Programmazione Unitaria 2007 – 2013 della Direzione Generale Sviluppo Sostenibile, Clima ed Energia del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, si è focalizzato sulle opportunità che offre l’Europa allo sviluppo dei territori. Ha sottolineato quali sono le «prospettive nuove in cui le risorse possono essere spese per lo sviluppo locale, sotto forma di opportunità che lo sviluppo sostenibile può portare ai territori. C’è un dibattito vivo nelle comunità, è fondamentale capire come si può mettere in pratica concretamente la propria parte di sviluppo sostenibile, affinché arrivi a generare ricchezza».
Queste opportunità dal punto di vista economico, sono possibili attraverso i finanziamenti “a sportello” 2011, il Fondo rotativo per Kyoto e le prospettive 2014 – 2021.

Energia e clima come opportunità per le comunità locali
I finanziamenti “a sportello” 2011 sono stati introdotti dal DM 19 Maggio 2011 del Ministero dell’Ambiente, che ha istituito una procedura per il finanziamento dei seguenti interventi:
• impiego di fonti rinnovabili integrate nell’edilizia in combinazione con tecnologie per l’efficienza energetica degli edifici;
• promozione di impianti di trigenerazione ad alta efficienza, nei complessi pubblici, nell’edilizia popolare e dei grandi centri di distribuzione e vendita prodotti di largo consumo;
• utilizzo di calore derivante da impianti geotermici a bassa entalpia;
• analisi dell’impronta di carbonio nel ciclo di vita dei prodotti di largo consumo.

Le condizioni che gli interventi devono soddisfare per ottenere questo tipo di finanziamento sono l’esemplarietà dell’intervento, l’integrazione tra impiego di fonti rinnovabili e misure di efficientamento, l’innovazione tecnologica, la valutazione ex ante ed ex post dell’impronta di carbonio, la massimizzazione della riduzione delle emissioni climalteranti, l’eventuale cofinanziamento, la replicabilità e la disseminazione dei risultati e il monitoraggio dei risultati.
Degli interventi ne possono, infine, beneficiare solo Amministrazioni centrali dello Stato, Regioni, enti locali, università e imprese. Meglio se coinvolte in una ESCo (Energy Service Company).
L’importanza di fare rete fra i piccoli comuni è fondamentale, visto che si tratta di richiedere cifre importanti, una dimensione economica compresa tra 1.000.000 e 3.000.000.

Il “Fondo Rotativo per il finanziamento delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto”, invece, ha una dotazione nel triennio 2007-2009 pari a 600 milioni di euro.
Molti e specifici gli interventi agevolati attraverso il fondo.
Misura microcogenerazione diffusa per l’installazione di impianti che utilizzano gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas
Misura rinnovabili per l’installazione di impianti di piccola taglia per l’utilizzo di singola fonte rinnovabile (eolico, idroelettrico, solare termico, biomassa, fotovoltaico);
Misura motori elettrici per la sostituzione di motori con apparecchiature ad alta efficienza;
Misura usi finali per investimenti sul risparmio energetico e l’incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia;
Misura protossido di azoto per investimenti sui cicli produttivi volti a ridurre la produzione di acido adipico;
Misura ricerca per attività di ricerca precompetitiva per lo sviluppo di tecnologie innovative;
Misura gestione forestale sostenibile per  interventi diretti a ridurre il depauperamento dello stock di carbonio nei suoli forestali e nelle foreste.
L’erogazione del fondo rotativo avviene attraverso l’istanza presentata dai beneficiari direttamente alla Cassa Depositi e Prestiti, che eroga una volta concluse le verifiche, e l’istanza presentata dai beneficiari alle Finanziarie Regionali, che gestiscono direttamente le pratiche ed eseguono le verifiche.

Per quanto riguarda l’Unione Europea e le prospettive finanziarie 2014-2020 EUROPA 2020, il quadro strategico comune per le future priorità di investimento comunitarie è rappresentato dagli obiettivi di Europa 2020: R&S / Innovazione, Cambiamenti climatici /energia, Occupazione, Istruzione, Povertà / emarginazione.
Dal prospetto dei capitoli di Bilancio si può capire qual è la rilevanza del tema della green economy nella strategia di sviluppo europea:

Il QFP 2014-2020 destina
376 miliardi di euro alla Politica di coesione (36,6% del totale)
383 miliardi di euro alla Crescita sostenibile: risorse naturali (37,4% del totale)

Come prepararsi per il futuro
«Gli Enti e le Comunità locali – sostiene Elio Manti – devono determinare le condizioni istituzionali, regolative, organizzative e operative per l’accesso alle risorse nazionali e comunitarie».
Le politiche energetiche e climatiche possono risultare un fattore determinante di innesco per generare risorse da destinare alle politiche di sviluppo e al welfare locale. Gli interventi in tema di energia e clima dovrebbero essere integrati nelle politiche settoriali. Così da sostenere la strutturazione di reti formali ed informali in grado di mettere a valore gli asset economici, ambientali, energetici e cognitivi di un territorio nella prospettiva della sostenibilità.

«Tuttavia – conclude Manti – alcune questioni in tema di cooperazione istituzionale rimangono aperte. Le condizioni istituzionali, gli assetti organizzativi, le vocazioni territoriali, la dotazione di risorse necessarie alla costituzione della comunità ed alla sua sopravvivenza».
Ad esempio, come selezionare i criteri per identificare i soggetti sui quali intestare la titolarità d’uso dei beni comuni e quali regole adottare per la gestione; definire gli strumenti di regolazione e sistema di fiscalità adeguati ad un sistema multilocale; stabilire criteri e strumenti per assicurare eque politiche redistributive delle risorse generate dalla comunità e determinare le modalità per rafforzare il capitale sociale e fiduciario».

Il tema dell’impiego di fonti rinnovabili è stato affrontato anche dal punto di vista pratico dall’intervento di Roberto Segalla, presidente Provinciale Installatori CNA Vicenza. Nell’affrontare il tema delle opportunità del fotovoltaico, come esempio di buona pratica nel campo delle energie rinnovabili, è emersa l’importanza dell’energia come bene comune. Un potenziale, quello del solare, che implica una forte capacità di attrarre opportunità economiche.
Grazie alle sinergie che si possono creare tra Ente Pubblico, soggetti professionali, istituti finanziari, cooperazione sociale, categorie economiche e cittadini i territori hanno la possibilità di beneficiare di “circoli virtuosi sostenibili”.

Bioedilizia tra qualità energetico-ambientale e salubrità indoor
Sul piano della bioedilizia, Francesco Marinelli, coordinatore tecnico del Metadistretto Veneto della Bioedilizia ha affrontato il tema della sostenibilità del costruito. «Sempre di più si parla di efficienza energetica del costruito, di edifici come macchine energetiche, di prestazioni certificate di classi di prodotto, ecc. Tutte cose che vanno sicuramente bene, quando parliamo di auto, lavatrici, elettrodomestici, ecc. ma che devono essere assunte con attenzione quando parliamo di “Case” ed in particolare se pensiamo alla Casa ponendo al centro di questa riflessione la “Casa” come luogo del vivere, dell’abitare, del ritrovarsi in una situazione di benessere, di piacevolezza e di salubrità e non il ritrovarsi in una macchina energetica in cui risiedere e condurre alcune attività.

La qualità dell’ambiente costruito ha una forte influenza sulla qualità dell’ambiente urbano, ma tale influenza non si limita a semplici considerazioni di carattere estetico. Il riscaldamento e l’illuminazione degli edifici assorbono la maggior parte del consumo di energia (42%, di cui il 70% per il riscaldamento) e producono oltre il 35% delle emissioni complessive di gas serra. Gli edifici e l’ambiente costruito utilizzano la metà dei materiali estratti dalla crosta terrestre e producono ogni anno 450 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e da demolizione, ossia più di un quarto di tutti i rifiuti prodotti.

C’è la forte necessità – conclude Marinelli – di mettere a punto strumenti di valutazione delle prestazioni energetico-ambientali del costruito, per garantire da un lato le pubbliche amministrazioni e dall’altro soprattutto i cittadini che vivono gli edifici».

Per approfondimenti:
Atti del convegno di Santorso
greeNordEsT

Elena Guzzonato
redazione@energheiamagazine.it

 

 

 

 

 

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