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COGENERAZIONE AD ALTO RENDIMENTO: FINALMENTE I NUOVI INCENTIVI

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Criteri per il riconoscimento di Cogenerazione ad Alto Rendimento
Nuovi incentivi

Come richiedere gli incentivi

Cumulabilità

Titoli di Efficienza Energetica

Dopo anni di attesa per gli operatori del settore energetico, sembra finalmente essere stato completato il quadro normativo per la promozione della cogenerazione.

Alla firma del Decreto Ministeriale 4 agosto 2011 che stabilisce i nuovi criteri per il riconoscimento della condizione di funzionamento ad alto rendimento è, infatti, seguita il 5 settembre quella del decreto che definisce gli incentivi riservati alla Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR).

I due provvedimenti, pubblicati in Gazzetta Ufficiale serie generale n. 218 del 20 settembre 2011, sostituiscono e vanno ad integrare disposizioni precedenti, colmando un vuoto normativo durato mesi e che, certamente, ha determinato uno sviluppo di questa tecnologia non adeguato al suo reale potenziale.

I principali elementi di novità introdotti sono i criteri per il riconoscimento di Cogenerazione ad Alto Rendimento, i nuovi incentivi e le modalità con cui richiederli, la cumulabilità e i Titoli di Efficienza Energetica.

Criteri per il riconoscimento di Cogenerazione ad Alto Rendimento
Secondo il nuovo dettato normativo sono riconosciuti come cogenerativi ad Alto Rendimento:

• gli impianti entrati in esercizio dopo il 1 gennaio 2011:

– di piccola (potenza elettrica installata compresa fra i 50 ed 100 kWe) e micro-cogenerazione (ovvero con potenza elettrica installata inferiore a 50 kWe);

– la cui produzione fornisce un risparmio di energia primaria[1] pari ad almeno il 10% rispetto alla produzione separata;

• gli impianti entrati in esercizio tra il 7 marzo 2007[2] ed il 31 gennaio 2010 che conformi alle condizioni per il riconoscimento della produzione combinata di energia elettrica e calore proposte nella Delibera 42/02 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG);

• gli impianti entrati in esercizio tra il 1 aprile 1999 ed il 7 marzo 2007 riconosciuti come cogenerativi ai sensi delle norme applicabili alla data della loro entrata in esercizio.

Nuovi incentivi
Il sistema di incentivi sarà basato sul meccanismo dei Certificati Bianchi, titoli bancabili che saranno riconosciuti per un periodo di:

10 anni a tutti gli impianti riconosciuti CAR ed entrati in esercizio dopo il 7 marzo 2007, a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello di entrata in esercizio;[3]

15 anni a tutti gli impianti riconosciuti CAR, entrati in esercizio dopo il 7 marzo 2007 ed  abbinati a reti di teleriscaldamento (TLR), a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello di entrata in esercizio;

5 anni agli impianti riconosciuti CAR ed entrati in esercizio dopo il 1 aprile 1999 e prima del 7 marzo 2007, a decorrere della data di entrata in vigore del D.M. 5 settembre 2011.

Gli incentivi spettanti a ciascuna unità cogenerativa riconosciuta CAR saranno calcolati annualmente in base al risparmio energetico conseguito dall’impianto nel corso dell’anno solare precedente secondo la formula:

CB = (RISP*0,086)*k

Dove “CB” rappresenta il numero di certificati bianchi riconosciuti; “RISP” è il risparmio di energia primaria realizzato dall’impianto nell’anno in questione e calcolato secondo la metodologia proposta nel decreto 4 agosto; “k” è un coefficiente di armonizzazione il cui valore varia in relazione alla potenza elettrica installata (Tabella 1) per tener conto dei rendimenti medi degli impianti delle potenzialità di sviluppo della piccola[4] e media cogenerazione.

Tabella 1 – Variazione del fattore di armonizzazione k

Potenza P [MWe] K
P < 1  1,4
 1 < P ≤ 10  1,3
10 < P ≤ 80  1,2
80 < P ≤ 100 1,1
> 100 1

 

Tabella 2 – Incentivi secondo il D.M. 5 settembre 2011: quadro di sintesi

Data di entrata in esercizio

Criteri per il riconoscimento CAR

Durata dell’incentivo

Decorrenza dell’incentivo

TEE/anno

01/04/99 – 06/03/07

5 anni

Dalla data di entrata in vigore del D.M. 5 settembre 2011

30% (RISP*0,086) *k

06/03/07 – 31/12/10

Del. 42/02

10 anni

A decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello di entrata in esercizio dell’impianto

(RISP*0,086)*k

15 anni se abbinati a TLR

dal 01/01/11

D.M. 5 settembre 2011

10 anni

A decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello di entrata in esercizio

(RISP*0,086)*k

15 anni se abbinati a TLR

Come richiedere gli incentivi
Gli incentivi dovranno essere richiesti al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che non solo si occuperà di riconoscerli ma anche di attribuire agli impianti la qualifica di CAR.

A tale proposito gli operatori dovranno presentare apposita istanza utilizzando la modulistica resa disponibile sul sito del GSE entro il prossimo 30 settembre.

Per gli esercizi che precedono il 2011, la domanda per il riconoscimento di CAR dovrà essere presentata entro il prossimo 30 novembre mentre, per gli esercizi degli anni successivi, il termine è fissato al 31 marzo di ciascun anno.

Il GSE potrà respingere le richieste, oltre che per la non conformità degli indici energetici a quanto richiesto dal D.M. 4 agosto 2011, anche per l’assenza di strumentazione idonea a definire le grandezze necessarie per il calcolo del risparmio energetico conseguito.

In questo secondo caso è data comunque la possibilità agli operatori di accedere al nuovo regime di incentivazione provvedendo, entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto, ad installare la strumentazione necessaria.

Al GSE sarà affidata anche l’attività di gestione dei controlli e delle ispezioni in loco per accertare la conformità di quanto dichiarato dagli operatori per gli impianti riconosciuti CAR.

Cumulabilità
La misura sarà cumulabile solo con fondi di garanzia e fondi di rotazione, detassazione del reddito di impresa degli investimenti in macchinari ed apparecchiature.

Inoltre, saranno cumulabili gli incentivi pubblici in conto capitale nella misura del 40% del costo dell’investimento per impianti di potenza fino a 200 kW, del 30% del costo dell’investimento per impianti di potenza fino a 1MW e del 20% del costo dell’investimento per impianti di potenza superiore a 1MW.

Vengono sostituiti, invece, gli attuali certificati bianchi[5]. Gli operatori che in passato hanno avuto accesso a detti certificati potranno godere del nuovo regime di incentivazione rinunciando ai titoli già ottenuti a valere sulle medesime unità cogenerativi.

Titoli di Efficienza Energetica
I certificati bianchi riconosciuti nell’ambito del nuovo regime di incentivazione alla CAR saranno assimilati a titoli di tipo II. Esistono, infatti, tre tipologie di certificati: quelli di tipo I che certificano risparmi di energia elettrica, quelli di tipo II che certificano risparmi di gas naturale e quelli di tipo III che certificano risparmi di altri combustibili. Quelli di tipo II, dunque, potranno essere utilizzati dai Soggetti obbligati, distributori di energia elettrica e gas naturale con oltre 50.000 clienti finali allacciati alle proprie reti di distribuzione, nell’ambito del meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica per annullare gli obiettivi specifici di risparmio energetico assegnati annualmente.

In alternativa alla vendita sul mercato organizzato del Gestore dei Mercati Energetici o tramite contrattazioni bilaterali, i certificati riconosciuti agli impianti CAR potranno essere ritirati dal GSE su richiesta dell’operatore e per tutto il periodo di incentivazione, ad un prezzo pari al valore del contributo tariffario in vigore al momento dell’entrata in esercizio dell’impianto. Per  contributo tariffario si intende il contributo spettante ai Soggetti obbligati in corrispondenza dell’annullamento dei propri obiettivi di risparmio energetico, parziale copertura degli oneri sostenuti per la realizzazione di progetti di risparmio energetico secondo quanto stabilito dal Decreto Ministeriale 21 dicembre 2007 “Revisione e aggiornamento dei decreti 20 luglio 2004, concernenti l’incremento dell’efficienza energetica degli usi finali di energia, il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.

I certificati acquistati dal GSE non potranno essere oggetto di ulteriori contrattazioni ma le modalità del loro utilizzo ai fini della contabilizzazione degli obiettivi nazionali di risparmio energetico saranno definite proprio nel prossimo aggiornamento del Decreto Ministeriale 21 dicembre 2007. 

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Autore: Ing. Monica Benzi, Consulente Senior Utiliteam Co. Srl
e-mail: m.benzi@utiliteam.it

Per approfondimenti:
Consulta il DM-5-SETTEMBRE2011

Note

[1] Calcolata secondo l’algoritmo proposto nella Direttiva 2004/8/CE «sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE».
[2] Data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 8 febbraio 2007, n. 20 «Attuazione della direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia, nonché modifica alla direttiva 92/42/CEE».
[3] Per data di entrata in esercizio si intende la data in cui è stato effettuato il primo funzionamento in parallelo con il sistema elettrico nazionale come risultante dalla denuncia dell’UTF di attivazione di officina elettrica.
[
4] Ai sensi del Decreto Legislativo 8 febbraio 2007, n. 20 è considerata “piccola cogenerazione” ogni unità di cogenerazione con capacità di generazione installata inferiore al MWe.
[5] Ovvero quelli riconosciuti ai sensi dei D.M. 20 luglio 2004 e successive modifiche. Nel caso di impianti cogenerativi applicati al settore civile, è infatti possibile richiedere incentivi sotto forma di certificati bianchi rendicontando l’energia primaria risparmiata dall’impianto attraverso la scheda tecnica n. 21 bis predisposta dall’AEEG.

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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