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VENETO E GREEN ECONOMY

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Lo sviluppo sostenibile è il filo conduttore dell’annuale Rapporto statistico sul Veneto, presentato il mese scorso dalla Regione (dati 2009/2010).

Parlando di green economy, emerge che il 62,1% delle imprese venete ricevono una valutazione abbastanza buona sia dal punto di vista della pressione ambientale che della propensione alla sostenibilità. A dicembre 2010, infatti, si contavano 82 siti e 60 organizzazioni registrati EMAS, oltre a 1.032 siti produttivi certificati ISO 14001 (12.371 in Italia).

Dal punto di vista occupazionale, le elaborazioni Isfol presentano un panorama veneto in cui le aziende si stanno lentamente aprendo all’economia verde: dal 2005 al 2009 si stima che in Veneto il numero di occupati nei settori verdi sia cresciuto di quasi il 5%. Sono aumentati in particolare i lavoratori nella gestione dell’inquinamento e delle risorse, a discapito delle tecnologie e dei “prodotti puliti”.
Diverse le vocazioni delle province venete: il comparto dell’energia riveste un peso maggiore e superiore alla media regionale nella provincia di Venezia (il 37% dei green jobs veneziani) e di Verona (30%), mentre Treviso e Vicenza sembrano più attente alle gestione dell’inquinamento. Padova e Rovigo sono, invece, maggiormente interessate alla gestione delle risorse (riciclo dei materiali, fornitura e depurazione delle acque e risparmio energetico).
Questi dati si intreccaino con la consapevolezza che in Veneto, nel 2009, i lavoratori green sfioravano le 109mila persone (+8% dal 2005) rappresentando  più del 5% del totale degli occupati, quasi esclusivamente uomini e per lo più giovani. L’incidenza più alta dei potenziali green jobs si registra a Belluno, pari al 7,8% degli occupati; segue Padova con il 7% che segna anche la crescita maggiore dal 2005.

Anche la mobilità veneta è in continua evoluzione, con un orientamento alla sostenibilità. Nel 2009 il 27,8% degli abitanti si spostava abitualmente in bicicletta, contro solo l’8,7% dell’autobus (8,7%). Un dato che fa riferimento, nell’80% dei casi, alla poca “accessibilità/comodità” dei mezzi pubblici. Le amministrazioni, inoltre, dimostrano un interesse sempre maggiore alla promozione di una mobilità alternativa, sia per le persone che per le merci. Padova e Vicenza sono stati i primi Comuni ad aver avviato un progetto per la razionalizzazione della distribuzione delle merci con l’obiettivo di ridurre i viaggi per il trasporto delle stesse, tramite un maggior riempimento dei veicoli, peraltro alimentati principalmente a metano.

Vai al sito del Rapporto Statistico sul Veneto

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